Come trovare un posto in banca dopo averla derubata on line    Società

Bertolt Brecht una volta disse: “Il vero ladro non è chi rapina una banca, ma chi la fonda”. Evidentemente, la pensano così in molti, se le banche sono uno dei bersagli preferiti dei rapinatori. Non tutti sanno, però, che per rapinare una banca non è indispensabile una pistola, o un coltello, ma nemmeno essere fisicamente presenti in quella banca: si può derubare una banca standosene comodamente seduti dinanzi al proprio pc.

Anche su internet le banche sono tra i bersagli preferiti dai ladri, e questo per una serie di motivi non sempre ovvi: infatti, probabilmente derubare i privati tramite truffe online è molto più semplice che sottrarre denaro da un conto corrente; le banche ricorrono a sistemi di sicurezza molto più complessi di quelli di un comune utente privato (questo vale sia per gli antifurti cosiddetti tradizionali, sia per i sistemi di protezione dei computer). Una banca però rappresenta un boccone molto più succulento di un singolo ed è più vulnerabile agli attacchi virtuali rispetto ad altre classiche vittime dei ladri: attraverso internet un abile manipolatore di conti correnti può spostare denaro da un conto all’altro, mentre non è ancora ipotizzabile un furto di gioielli od opere d’arte “virtuale”.

In fondo, rubare denaro attraverso un pc è molto più semplice, pratico e meno rischioso che assaltare una banca armati. Non per niente, i più celebri rapinatori di tutti i tempi, da Billy the Kid a Jessie James, da Bonnie e Clyde a Dillinger, sono tutti morti in giovane età; i pirati informatici invece si tengono bene alla larga dalle sparatorie e godono tutti di ottima salute. Anzi, i più in gamba tra di loro finiscono per essere assunti dalle stesse aziende che hanno derubato come responsabili della sicurezza informatica. Provate un po’ a dire ai vostri figli: “Invece di perdere tempo coi videogiochi, perché non ti metti a rubare dati dal sito di qualche multinazionale, così poi trovi un lavoro redditizio”.

Paradossalmente, molto spesso i perpetratori dei più grossi colpi informatici ai danni delle banche sono proprio i dipendenti; che siano mossi da rancore, astio, o da semplice avidità, fatto sta che sono coloro per i quali risulta più semplice penetrare nei sistemi di contabilità interna e manomettere i conti. Una delle metodologie più subdole ed allo stesso tempo redditizie è la cosiddetta “tecnica dei salami” (niente a che vedere con gli insaccati dotati di gambe con i quali il fumettista Jacovitti amava riempire le sue vignette): ogni operazione bancaria, quale che sia la cifra, comprende una somma di euro e centesimi.

Ebbene, se da ciascun calcolo degli interessi, da ciascun estratto conto si sottraggono soltanto i centesimi (anche pochi centesimi, a volte) e si vanno a trasferire su un altro conto creato apposta, moltiplicando pochi centesimi per centinaia o migliaia di conti correnti e migliaia, se non decine di migliaia di singole transazioni per un periodo di tempo abbastanza lungo, ne vengono fuori cifre impressionanti.

Pensiamoci su: chi di noi ogni volta che riceve un estratto conto va a controllare che la somma di tutte le operazioni quadri al centesimo? Solo la banca può accorgersene, a costo di lunghe e complesse operazioni di calcolo. E perché fare tanti calcoli per dei centesimi smarriti?

Meglio un uovo oggi che una gallina domani, ma tante uova valgono più di un pollaio intero.

Saluti dalla plancia.

CARLO DELASSO 

Altre immagini