I sindaci del Fortore si interrogano... Eolico ultima speranza Società

L’occasione di un convegno svoltosi a Ginestra degli Schiavoni su iniziativa dell’instancabile sindaco Zaccaria Spina, in merito allo scottante tema dell’eolico e delle energie rinnovabili, ci ha offerto il pretesto per una serie di riflessioni sul futuro di tutta la Valfortore.

Qual è il punto?

E’ ben noto come tutto questo vasto territorio del nostro Sannio non sia mai riuscito ad uscire dal sottosviluppo .

Non sono mancate idee e progetti, ma la situazione è risultata pressoché la stessa, anzi ora sembra addirittura peggiorata, perché l’accentuarsi dell’emigrazione, soprattutto dei giovani, sta portando ad una vera desertificazione.

Senza voler scomodare le statistiche, basta fare un giro lungo le strade dei vari centri abitati per capire che le case sono vuote, letteralmente vuote.

Ma veniamo all’eolico e alle energie rinnovabili.

Negli anni Novanta sull’intero territorio cominciarono a sorgere le cosiddette “Pale Eoliche” per la produzione di energia e con esse un po’ di reddito per i contadini che concedevano il proprio terreno, ma anche le prime assunzioni di personale e contributi preziosi per i Comuni - sempre in deficit - da parte delle aziende concessionarie, che si sono anche preoccupate di migliorare quella viabilità rurale a cui nessuno ha mai pensato per anni di porre mano.

Insomma, in tutti questi anni non pochi sono stati i vantaggi per le popolazioni che, di fronte al deserto di iniziative per lo sviluppo, hanno rappresentato pur sempre qualcosa.

Oggi, però, siamo a un bivio: quegli impianti installati circa 30 anni fa sono ormai desueti e vanno sostituiti con quelli più moderni, ma anche più costosi; le varie turbine, oggi di 70 metri, dovrebbero essere portate addirittura a 150.

In definitiva, occorre installare impianti nuovi e riqualificare quelli esistenti.

Per poter procedere Comuni, Regione e aziende devono incontrarsi e giungere a delle determinazioni chiare.

Avendo solo cura, diciamo noi, di dire no alle perforazioni nel Sannio fortorino per cercare petrolio, perché a quanto è dato sapere la Regione non intende rinunciare all’idea di inondare il Sannio di trivelle alla ricerca di petrolio.

GIOVANNI FUCCIO