Ricordo di Alighiero Noschese-Al Teatro Diana di Napoli il documentario di Andrea Jelardi e mostra oggetti del Museo Morden di San Marco dei Cavoti Società
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Al Teatro Diana di Napoli il 13 aprile tutto esaurito per la serata evento dedicata ad Alighiero Noschese, indimenticabile imitatore e trasformista che, napoletano di nascita classe 1932, caratterizzò lo spettacolo italiano negli anni Sessanta e Settanta con un nuovo genere di sua invenzione nonché primo in assoluto a sdoganare la satira politica in tv e in teatro.
Insuperabile nel modulare le voci di chiunque e truccato dall’abilissima Ida Montanari, vestì i panni di circa millecento personaggi maschili e femminili in show Rai come Doppia Coppia, Formula due e Ma che sera, finché a soli quarantasette anni si tolse la vita il 3 dicembre 1979.
Nello storico teatro vomerese con capienza di circa novecento persone, una platea gremita ha seguito con partecipazione e commozione tutte le tappe dell’evento apertosi con la proiezione del documentario “Alighiero Noschese, l’uomo dai mille volti”, realizzato da Andrea Jelardi giornalista, scrittore e autore della prima e finora unica biografia del grande artista, pubblicata con lo stesso titolo in due edizioni dalla casa editrice Kairòs di Napoli.
Al filmato - un racconto biografico e professionale che ha riproposto alcuni dei tantissimi personaggi da lui interpretati in un esilarante confronto con gli originali - hanno fatto seguito gli interventi di vari ospiti presentati da Alvise Cagnazzo a cominciare proprio da Andrea Jelardi, che ha pure allestito nel foyer una mostra di cimeli, fotografie appartenuti a Noschese, ed ha raccontato come questi oggetti sono venuti in suo possesso. A donarglieli fu il pasticciere vomerese Andrea Cacciapuoti, che a sua volta li ebbe dalla cognata dell’artista, sua cliente, e poi li destinò al Museo Modern di San Marco dei Cavoti, del quale Jelardi è direttore e fondatore e dove tuttora sono esposti. A seguire l’esibizione del bravissimo imitatore Vincenzo De Lucia, vincitore della prima edizione del premio dedicato a Noschese a San Giorgio a Cremano (paese ove Noschese scelse di riposare), che ha magistralmente interpretato Ornella Vanoni, Mara Venier, Maria De Filippi, Barbara D’Urso e Maria Nazionale.
Il giornalista Gigi Di Fiore ha tracciato invece un profilo umano dell’artista, mentre il cantante e attore Massimo Masiello ha eseguito dal vivo le sigle dei programmi del sabato sera televisivo che videro Noschese protagonista.
È quindi intervenuto il poliedrico attore e regista Gino Rivieccio - promotore del Premio Troisi a San Giorgio a Cremano con una serata dedicata a Noschese - che ha auspicato l’intitolazione di una strada a questo illustre personaggio napoletano finora ingiustamente dimenticato nella sua città, mentre lo scrittore e autore teatrale e televisivo Gustavo Verde ha rievocato la salda amicizia di Alighiero con suo padre Dino Verde, umorista e paroliere di grandissimo spessore (firmò tra l’altro i brani Piove, Resta cu' mme, Romantica, Il ballo del mattone e Una zebra a pois) che ebbe con lui una lunghissima, proficua e affettuosa collaborazione dirigendolo nel film Scanzonatissimo dopo un grande successo teatrale, nonché scrivendo le battute, i dialoghi e i testi di programmi tv e delle sue interpretazioni.
Gli attori Sara Cimino e Ivan Valentinelli hanno poi dato voce ad Alighiero e sua figlia Chiara in un dialogo immaginario tratto dalle loro dichiarazioni giornalistiche, mentre protagonista del commovente e divertente finale è stato lo storico patron del Diana, l’ottantanovenne Lucio Mirra, affiancato dalla figlia Claudia organizzatrice della serata evento con Nicola Miletti curatore dell’archivio storico del teatro. Lucio Mirra ha difatti rievocato la sua amicizia con Noschese tra vari ricordi e un singolare aneddoto: «Organizzammo un varietà con artisti vomeresi qui al Diana; c’erano lui, Roberto Murolo, Gloria Christian, Aldo Giuffrè e Tecla Scarano. Le sue imitazioni rasentavano la perfezione: una sera era seduto in terza fila, truccato da Giulio Andreotti e in attesa di salire sul palcoscenico. Vicino a lui una signora lo guardava insistentemente. A un certo punto non ne potette più e disse “onorevole, fatemi un piacere…io tengo un figlio disoccupato…”».
Tra il numerosissimo pubblico presente in sala gli attori Giacomo Rizzo, Massimo Andrei, Rosalia Porcaro, Tullio Del Matto e Lucia Cassini che lavorò con Noschese negli ultimi anni, e ancora il nipote di Nino Taranto Francesco De Blasio, Paola De Crescenzo figlia di Luciano, l’editore Giovanni Musella e Pietro De Martino vice sindaco di San Giorgio a Cremano, nonché Andrea Cacciapuoti il quale, come si è detto, per quarant’anni ha custodito nella sua storica pasticceria la valigia che racchiudeva i ricordi di Noschese.
Non solo imitatore capace di riprodurre voci, gesti, sguardi e posture, ma anche cantante, attore cinematografico e teatrale, ballerino, presentatore, doppiatore, marionettista, autore e persino testimonial pubblicitario, Alighiero Noschese aveva abbandonato la carriera di avvocato e di giornalista passando alla storia come artista unico, irripetibile e inimitabile.
Il Teatro Diana lo ha fatto rivivere per una sera, tra gli applausi, le risate e i ricordi di quello che fu il “suo” pubblico, ma anche con un velo di malinconia. Quella malinconia segreta che lo accompagnò per tutta la vita e che è riassunta nella frase di Enzo Tortora proiettata in palcoscenico: «L’unica imitazione che non riuscì a fare fu quella di un uomo felice».

17/04/2026