Immacolata Fiscarelli: ''Ai giovani dico di tenere duro e non arrendersi alle prime difficoltà'' Società
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Eccoci tornati nello spazio dedicato al rilancio dei nostri beni culturali e ai sanniti che si fanno onore nel mondo. Protagonista della nostra intervista è in questo numero Immacolata Fiscarelli, giornalista pubblicista, già docente specializzata di sostegno per la scuola primaria, consorte del compianto giornalista Nicola Russo. Le esprimiamo a nome di tutto il Sannio l’immensa riconoscenza per continuare il prezioso lavoro di suo marito, figura chiave del giornalismo locale, nella cura e redazione della nota rivista sportiva Sannio Sport fondato nel lontano 1980 e che da ben 46 anni è distribuito all’esterno dello stadio prima delle partite del Benevento Calcio.
Prof.ssa Fiscarelli da dove cominciamo? Lei che ora ha raccolto il testimone del prezioso progetto editoriale di suo marito Nicola Russo, cosa pensava di fare da bambina?
Ho amato sempre i bambini e mi ha fatto piacere occuparmi di loro. Da piccola pensavo di fare la maestra, sogno che poi si è realizzato e per ben 43 anni la scuola ha riempito la mia vita. Ho iniziato la mia carriera lavorando per 4 anni in una scuola popolare serale dove adulti analfabeti, terminato il lavoro, venivano per imparare a leggere, scrivere e far di conto.
Ci racconta in breve la sua esperienza come docente specializzata sul sostegno?
36 anni della mia carriera sono stati dedicati agli alunni fragili con i quali mi sono sentita pienamente realizzata. Con un team di docenti guidati dalla allora Direttrice Domenica Zanin partimmo con una sperimentazione del tutto innovativa per progettare attività specifiche, laboratori, terapie occupazionali. La nostra azione era mirata a valorizzare le potenzialità di ciascuno e con essa raggiungevamo risultati insperati proprio con gli alunni più fragili. Nella mia mission, il poterli vedere crescere, maturare e raggiungere anche pur minimi obiettivi, soprattutto nei casi di alunni con gravi compromissioni, mi ha sempre molto motivata tanto da non avvertire mai né tensione né stanchezza.
Le manca il rapporto giornaliero con i suoi alunni fragili?
Il rapporto giornaliero mi è mancato dal primo momento del mio pensionamento. Fortunatamente però sono riuscita a mantenere il contatto con molti di loro, alcuni li ho ritrovati laureati. Ho legami di amicizia, stima e rispetto ancora oggi anche con le loro famiglie.
Perdere il compagno della propria vita è sempre un accadimento di grande tristezza che genera un vuoto enorme. Se poi ad andar via è un uomo noto e impegnato nel mondo del giornalismo, l’eredità è ancora più impegnativa. Ci racconta in sintesi un po’ la sua esperienza nel campo del giornalismo sportivo sulla scia dell’enorme solco tracciato da Nicola Russo?
Ho avuto la fortuna di restare accanto a mio marito per 20 anni. Dal nostro primo incontro fu subito chiaro quali fossero le sue priorità. “Per me viene prima il giornale, e poi tutto il resto” mi disse quando decidemmo di sposarci. Era una persona straordinaria che amava fare sana ironia. Certo quella frase mi schiarì le idee. Ero ignara allora che con quella sua carica di entusiasmo e dedizione per le sue passioni giornalistiche avrebbe ben presto contagiata anche me. E ci è riuscito in pieno. Subito dopo il pensionamento, avendo molto più tempo a disposizione, ho cominciato ad affiancarlo soprattutto come fotoreporter, video riprese e a seguire le partite del Benevento sia allo stadio che in Tv.
Pensa che sia faticoso portare avanti questa piccola impresa privata editoriale nell’era dell’Intelligenza artificiale e in questa nostra città?
Sono 8 anni che continuo a redigere la sua creatura, lo storico Sannio Sport, che vanta ad oggi ben 46 anni di vita. Inoltre ho pubblicato 2 volumi della collana Il Benevento e la sua storia, che percorre in 7 esemplari il cammino del Benevento Calcio nello spazio temporale tra il 1930 e il 2020. Continuare la sua opera me lo ha fatto sentire sempre accanto. Procedere nella redazione del giornale non è semplice ed è doveroso in questa sede ringraziare il valido grafico Pino Fusco e gli storici collaboratori di Sannio Sport. La spinta a non abbandonare questo progetto editoriale me lo danno soprattutto le attestazioni di grande stima a Nicola e alla sua opera che cominciano, ora, ad essere veramente tante: Intitolazione Tribuna stampa, Premio giornalistico Mimmo Castellano, Premio alla carriera XVIII edizione Enrico Salzano, Premio Comune di Castelpagano, Premio Comune di Torrecuso, Expo Figurine che passione. E’ innegabile ammettere che tenere duro per non far mancare ai tifosi allo stadio il sostegno cartaceo sugli spalti alla nostra squadra non è impresa facile. E’ proprio il loro amore, però, che invita a procedere perché non muoia il “Foglio da stadio Sannio sport” nella sua versione cartacea, quella autentica, palpabile, che batte ogni virtualità e che concorre a sostenere la squadra.
Quale messaggio si sente di lanciare ai giovani, pensando anche a quale era il rapporto tra i giovani e suo marito Nicola?
Ai giovani va il mio incitamento a tenere duro e non arrendersi alle prime difficoltà. In questo io e Nicola l’abbiamo sempre pensata allo stesso modo. La leva di tutto è la passione, che, quando c’è, può arrivare a smuovere anche le catene montuose.
GIUSEPPE NICCOLÒ IMPERLINO

27/09/2026