La celebrazione del 25 aprile a Benevento Società

Le piazze d’Italia sono state riempite per celebrare la Liberazione, anche Benevento ha risposto in massa, per ricordare il passaggio dalla dittatura fascista alla democrazia, una conquista da difendere, affinchè la storia italiana non corra il rischio del negazionismo e del revisionismo.

Il corteo si è snodato da Piazza Orsini, promosso dalla sezione dell’ANPI di Benevento (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), accompagnato dalle note delle canzoni della Resistenza, eseguite dalla banda musicale di Grottolelle, ha attraversato Corso Garibaldi, per giungere a Piazza Giacomo Matteotti.

Lo striscione dell’Anpi ha aperto la manifestazione, in testa il presidente Amerigo Ciervo con i membri del direttivo provinciale, visibili dai fazzoletti tricolore, dietro le bandiere delle confederazioni sindacali provinciali., CGIL, CISL, UIL, USB, con i loro massimi esponenti.

Sfilano gli iscritti all’associazionismo cattolico e laico, una delegazione dell’ANA (Associazione Nazionale Alpini), il collettivo femminista, i rappresentanti dei centri sociali, il sodalizio di Libera, difensore della legalità, l’associazione dei diritti dei disabili, quella in tutela degli immigrati, il Sunia ed il Movimento per la Casa.

Hanno partecipato ex parlamentari di centro-sinistra, dirigenti di partiti, presente il consigliere regionale del PD Mino Mortaruolo, assenti i deputati e senatori del M5S (Angela Ianaro, Pasquale Maglione, Sabrina Ricciardi, Danila De Lucia), Alessendrina Lonardo (FI), Umberto Del Basso De Caro (PD). La presenza del partigiano Giuseppe Crocco, detto “Caramba”, l’unico in provincia, testimone autentico del passato, del dramma collettivo, della forza delle idee, che annientano le concezioni illiberali.

Il sindaco Clemente Mastella per impegni istituzionali ha delegato l’assessore Luigi De Nigris, ha partecipato con la fascia tricolore il presidente del consiglio comunale di Apice Adele Iacoviello.

In Piazza Giacomo Matteotti (1885-1924), intitolata al parlamentare socialista assassinato da una squadra fascista, prima è intervenuto “Caramba”, invitando i numerosi partecipanti ad un minuto di silenzio per i partigiani, uomini e donne, pronti a liberare la Nazione, per capovolgere la tirannia e per eliminare la protervia di un potere opprimente.

Il presidente Amerigo Ciervo nel suo articolato discorso sottolinea: “Il 25 aprile ricorda e rinnova la vittoria degli ideali di libertà e di democrazia che hanno spazzato via la dittatura. Il 25 aprile è il canto corale delle origini autentiche della nostra Repubblica. Non sarà inutile parafrasare ciò che Vittorio Foa rivolse a un senatore missino, Giorgio Pisanò: E’ perché il 25 aprile abbiamo vinto noi che tu sei senatore della Repubblica. Se aveste vinto voi, io non solo non sarei al Senato, ma forse sarei ad Auschwitz. Come Primo Levi e come Liliana Segre. Come padre Massimiliano Kolbe e Suor Teresa Benedetta della Croce. Come Vittoria Nenni e Mario Finzi”.

Egli in un altro passaggio evidenzia: “Ripensiamo alle centinaia di migliaia di prigionieri italiani che rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò. Ricordiamo gli italiani e le italiane che aiutarono i partigiani, che nascosero gli ebrei”.

Ciervo ancora rimarca: “Riprendiamo in mano, se possibile, un libro di storia di questo paese e analizziamo che è accaduto dal 1943 al 1948: cinque anni, solo cinque anni per porre fine alla guerra, per scegliere la pace, per scrivere la Costituzione, per ricostruire, con il lavoro, l’impegno e l’intelligenza, il paese. Impariamo dai 535 uomini e dalle 21 donne che, ognuno con una propria visione politica, schierati in partiti politici con valori ideali e visioni del mondo contrapposti, riuscirono a ritrovarsi insieme, costruendo, in un nobile ed altissimo compromesso, i principi fondativi della Repubblica”.

A conclusione del discorso Amerigo Ciervo intona “Bella Ciao” ed i manifestanti con passione cantano, il brano popolare in Italia, che esalta il fiore del partigiano “morto per la libertà”.

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