LA RINO GAETANO BAND AL TEATRO ROMANO Società

La Rino Gaetano Band con le sonorità rock nella suggestiva cornice del Teatro Romano con un’acustica perfetta ha straordinariamente eseguito il repertorio del noto cantautore calabro Rino Gaetano.

Prima dell’esibizione una meravigliosa sfilata di moda ha destato molta meraviglia, per la bellezza degli abiti e per il cilindro, che Rino ha sempre portato e mostrato nei concerti.

Giovani e ragazzi sono apparsi da ogni angolo del Teatro Romano sino a raggiungere il palco, sulle note di «Metà Africa metà Europa», scelto da Alessandro Gaetano, per riflettere sull’inclusione, sull’immigrazione, sulle discriminazioni sociali e sulla corruzione ancora oggi imperante nella società. Nella sfilata anche due modelli della Guinea. Le splendidi creazioni sono state realizzate dall’Eco-atelier Alta Moda sartoriale Franco e Imma Francesca.

Hanno collaborato per la sfilata l’hair stylist Gabriele del gruppo Gaeta-Salone Jean Louis David di Benevento.

Sono intervenuti il sindaco Mastella, il vice presidente di Cesvolab Irpinia-Sannio Pasquale Orlando, il presidente dell’Accademia delle Opere APS, Francesco Tuzio, Alessandro Gaetano, nipote del celebre artista.

Per l’evento ha profuso notevole impegno Yuri Di Gioia consulente e marketing manager. In un video proiettato sul maxi schermo il documentarista e regista Rai Giorgio Verdelli, ha ricordato il cantautore e introdotto il concerto.

Sono stati eseguiti: Intro “Mio fratello”, “Spendi spandi effendi”, “Sfiorivano le viole”, “Cogli la mia rosa”, “E io ci sto”, “Mio fratello è figlio unico”, “Scusa Mary”, “Anche questo è Sud”, Ping pong” (medley), “Aida”, “Ahi Maria”, “Io scriverò” “Escluso il cane” (medley), “Agapito Malteni”, “E cantava le canzoni”, “6 ottavi”, “Beatiduni”, “Zappa” (medley). Ancora in scaletta: «Ti ti ti ti», «Berta filava», «Nuntereggae più», per il bis «Gianna», «A mano a mano», «Ma il cielo è sempre più blu». Al termine scroscianti e interminabili applausi sono stati rivolti alla strepitosa e trascinante band.

Fuori dal camerino Alessandro Gaetano, il frontman della band ha rilasciato un’intervista per Realtà Sannita.

Con la musica ed i testi della Rino Gaetano Band riporti in auge lo zio cantautore geniale e trasgressivo. Perchè hai condiviso e proseguito il progetto?

Innanzitutto perchè è stato interrotto troppo presto il discorso, venne in mente a mia madre di costituire questa band. Dal lontano ‘99, ci troviamo sul palco per raccontare un poeta, perchè non ha lasciato solo musica, perchè questi testi si avvicinano alle belle poesie.

Perchè il riarrangiamento della canzone di Cocciante «A mano a mano» è diventato famoso nella versione di Rino Gaetano?

Perchè quella di Cocciante è molto lenta, struggente, più delicata, quella di Rino essendo più rock è sicuramente alla portata di tutti, più vicina e più immediata, e questo il grande successo che ha avuto questa canzone. Mi capita spesso di sentirla come fosse di Rino.

«Metà Africa metà Europa» del 1980, descrive due mondi contrapposti e le ingiustizie sociali. Perchè è così attuale nell’oggi della storia?

É un grande manifesto.  Quella canzone è un pezzo di storia.

NICOLA MASTROCINQUE


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