Le interviste impossibili Società

Il graffito metropolitano, che si vede nella foto, è semplice ed essenziale. Una specie di “manifesto” delle nuove generazioni, ridotto alla sua estrema sintesi. Non un’antitesi morale, non un dubbio filosofico, non una linea politica sociale. Direi quasi un’attitudine della mente, forse indirizzata dalla generazione al potere.

Abbiamo cercato di capirne di più e, attraverso una serie di “interviste impossibili”, abbiamo sollecitato esponenti della società civile ad esprimere il loro pensiero in merito.

La responsabile del circolo femminista “Fiori rosa, fiori di pesco”

Un’assurda espressione del maschilismo delle nuove generazioni, che poco o nulla è cambiato agli albori del nuovo secolo. Un’affermazione che è uno stupro virtuale a danno delle donne di ogni età, sesso, colore o condizione sociale. Chiederemo al più presto delle “quote rosa” di graffiti, in modo da bilanciare l’aggressività e l’occupazione di ogni spazio sociale a danno delle donne.”

Il Rev.mo Parroco della Chiesa della Beata Ignoranza

I valori morali sono sempre in decadenza, indirizzati come sono all’edonismo e al personalismo. Come giustamente diceva Sant’Eustorgio, in una delle sue tante lettere senza risposte alle più svariate popolazioni, la violenza verso gli altri e il disinteresse delle relative conseguenze, non può portare alla salvezza dell’anima. Tema per altro, assai caro anche alle Loro Santità di fine e inizio secolo, come evidenziato nelle Encicliche “Posco, reposco, flagito”.

Il P.I. Osvaldo, componente CGIL del Consiglio di Fabbrica della Ditta “Ceri e lumini”

Lo sfruttamento del lavoratore e il clima di insensibilità ai problemi sociali dell’attuale “establishment” genera – o meglio perpetua – uno squilibrio tra le classi sociali con danni sempre più evidenti nelle classi più deboli: proletari, pensionati, giovani, disoccupati. Il padronato “fotte” e si appropria di ogni rendita da lavoro, mentre un governo padronale “se ne fotte” ed anzi collude con il capitale.”

La Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, gallerista

L’essenzialità del messaggio, il tratto deciso, ma semplice – quasi naif – della cornice, la scelta dei colori non possono non richiamare alla mente i tratti fondamentali dell’espressionismo kazako del grande Boris Risbo. La brutalità della passione espressa, la virilità del maschio della steppa, la fertilità dei simboli sono degni di grande attenzione. Come del resto ho già espresso nel mio ultimo lavoro “Mito e graffito”.

Il signor Franco, proprietario della villetta sul cui muro è collocato il graffito

Se lo piglio, gli ammollo due pizze che se le ricorderà per una settimana. Dopo tanti sacrifici che una persona perbene ha fatto per costruire una dignitosa dimora.”

Il vigile Urbano P., in servizio spesso in quella zona

Abbiamo le mani legate, non possiamo intervenire con la prontezza e la severità che il caso meriterebbe. Una volta, anni or sono, almeno il servizio militare raddrizzava questa gioventù smidollata, tatuata e drogata!”

Il graffitaro C.Z., autore del “murales”, che desidera però rimanere in incognito

Ma che ne so! Avevo alcune bombolette ancora con un po’ di vernice: e ho provato a fare un disegno!”

LUIGI PALMIERI

 

 

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