Le plebi meridionali : il tasso di densità demografica della Regione Campania e la questione dei rifiuti Società

Nell'anno 2006 il tasso di densità demografico per kmq. (fonte ISTAT elaborazione Il Sole 24 Ore anno 2007) della Regione Campania ha fatto registrare i seguenti valori parametrici : 1) 39 Benevento (139,36/267,2) ; 2) 47 Avellino (156,77/237,6) ; 3) 67 Salerno (221,38/168,2) ; 4) 89 Caserta (337,76/110,3) ; 5) 103 Napoli (2632,29/14,1). La media nazionale è pari a 250,03. La Province di Benevento, Avellino e Salerno si pongono abbondantemente al di sotto della media nazionale, facendo cosí valere una accettabile e compatibile distribuzione della popolazione sul territorio ; per contro le Province di Caserta, ed in particolare quella napoletana, registrano un abnorme tasso di inurbazione, che nel caso di Napoli assume caratteristiche di vera e propria eccezionalità, non paragonabile con alcuna altra area metropolitana sia del centro, come pure del Nord del Paese (vedi Milano con un tasso di 1959,80, e Roma con un tasso di 749,93) ; al Sud non si riscontra nulla di simile, laddove Palermo e Bari fanno registrare rispettivamente 248,63 e 310,68.

È del tutto evidente che la Campania si ponga con caratteristiche di problematicità assoluta rispetto alla produzione, raccolta e smaltimento dei rifiuti domestici ; mentre per quelli industriali in genere non è dato sapere, allo stato delle conoscenze, in quanto le fonti giornalistiche e in genere degli organi televisivi delle informazioni non si attardano quasi mai e non abbastanza sul punto. Pertanto la Campania, in assoluto, risulta essere in tesi la regione maggiormente esposta al fenomeno dei rifiuti in genere. Al di là dell'alto tasso di imprevidenza gestionale, come invincibilmente riconducibile all'apparato pletorico e parassitario delle varie scatole vuote di Consorzi, Aziende private e Commissariamenti vari, rileva l'amara constatazione dell'inadeguatezza delle Istituzioni locali ai vari livelli tecnici e politici, tradottasi in un vero e proprio disastro ambientale, sociale ed economico.

E veniamo alle Plebi meridionali, ed in particolare alle Genti civilissime del Sannio, e della città di Benevento, già capitale della Longobardia Meridionale.

Il giorno 16.07.1647, nella Piazza del Mercato, poco distante dal sagrato della bella Chiesa della Madonna del Carmine, venne a morte Tommaso Aniello, garzone di pescheria, il quale aveva capeggiato la rivolta delle Plebi napoletane nei confronti del Vicerè spagnolo, ed in effetti contro la prepotenza ed i soprusi posti in essere sistematicamente dalla nobiltà del tempo, imperante, ed arrogante, prevaricatrice e sciolta da ogni vincolo e o parvenza legalitaria. Masaniello riuscí a strappare, grazie anche alla mediazione del Cardinale Filomarino, dei patti, « capitoli », intesi a contenere soltanto in parte la « ferocia » della imposizione dell'ennesima gabella in danno del popolo napoletano e della piccola borghesia di toga e di mercanzia.

Come si è poi visto, finí male! Il richiamo storico sottende il fermo convincimento che le Plebi meridionali, allo stato, non possano beneficiare neanche di un agnello sacrificale di turno, tale è l'abbrutimento, cui sono state indotte da una classe dirigente politica perdente, e secondo taluni magistrati anche malversatrice ; non possano beneficiare della mediazione del Cardinale Filomarino, in quanto l'attuale Cardinale di Napoli ha ritenuto bene di rifarsi alla sfera direttamente e gerarchicamente superiore di san Gennaro. Dunque, il quadro attuale è davvero piú problematico di quanto non lo fosse nel lontano 1647. E pur tuttavia, le Plebi sono le medesime, vocianti, affacendate, organizzate in presidi di giorno e di notte, con i bambini al seguito, le famiglie al completo, disposte a tutto, pur di scongiurare i reiterati e frustanti tentativi di allocare montagne di rifuti in questo o quel punto. Una storia che si ripete da sempre, con le medesime connotazioni emozionali, con l'enfasi e la passione, che sono proprie delle plebi del Meridione. Senonché, sono trascorsi alcuni secoli, per l'esattezza ben quattro, e pur tuttavia le Plebi reagiscono come nella rivolta del Carmelo.

A nulla giova il trascorrere del tempo, il lungo dimensionarsi della storia, la grandezza e lo spessore culturale di Caracciolo, Pimentel Fonseca, Enrico De Nicola, Benedetto Croce, Francesco De Sanctis! Cristo si è fermato a Napoli, ed ora si vede costretto a passare sotto le forche caudine ! A nulla giova il richiamo di Sua Eminenza Cardinale Sepe ad un ennesimo grido di dolore : « ... Napoli, risorgi, alzati e cammina ! ». Tutto è legato alla storia delle Plebi, che sono ancora riconoscibilmente quelle del 1647, con l'aggravante specifica che la Repubblica non abbia saputo rompere con il passato, rendendo delle Plebi un'immagine drammaticamente inquietante ! Il popolo campano è astretto nella morsa umiliante e tragica, alla stregua dei piú grandi drammi della storia, ovvero una situazione di imposto sacrificio, che somiglia, per carità, molto alla lontana, ad altri stermini, ad altre soluzioni impazzite, ad altra storia di violenza di massa. Parole forti ? No ! Parole di verità !

Ed allora, la classe dirigente politica, l'intellettualità partenopea, la classe dominante data dalla borghesia di toga e di mercanzia, escano allo scoperto, sulla Piazza del Carmine, non per far cadere delle teste in senso metaforico, ma per riscattare il sacrificio, l'unico vero sacrificio, del garzone Masaniello, e renderlo praticabile alla stregua di un sussulto di orgoglio, per approdare, a distanza di circa 800 anni, quanto meno alla Magna Charta Libertatum, ovvero ad un contesto programmatico di principi, pochi, indicanti le direttrici fondanti di una nuova civiltà eretta sulla responsabilità, sul servizio, sulla volontà di programmare e di gestire con lungimiranza ! 5 termovalorizzatori da realizzare nel giro di tre anni, due per la Provincia napoletana e tre per il beneficio delle restanti Province, sapendo che la raccolta differenziata non si fa con l'aumento pletorico ed inutilizzato del personale deputato a tanto, bensí con il consenso delle Plebi, che dovranno operare nell'ambito domestico, conferendo automaticamente all'esterno ció che hanno provveduto a selezionare nell'ambito delle mura domestiche ; ed, infine, impiegando capitali preziosi per consentire alle famiglie piú virtuose agevolazioni sempre crescenti circa la corresponsione della tassa di smaltimento, e ció attraverso l'adozione della pesatura personalizzata dei soli rifiuti indifferenziati.

Per fare tutto ció, é inevitabile sostituire l'intera classe politica dominante, che ha dato cattiva prova di sé, e questo attraverso una vera e propria rivolta culturale, atteso che quella del 1647 vede come epilogo tragico soltanto la morte di un giovane di soli ventisette anni, che ora siede nell'Empireo degli Eroi, povero e grande martire della fallacia delle classi dominanti.

CARLO DURANTE