Per sempre, l'amore al di là del tempo Società

“Quando ti rivedrò non so come farò a capire se ancora c’è questo filo che tra di noi non s’è fermato mai, se c’è in te ancora la magia che per me non si è fermata”.

Così inizia una canzone che Gino Paoli aveva scritto con l’intenzione di cantarla insieme ad Ornella
Vanoni.

“Volevo che a cantarla con me fosse Ornella. Invece lei ha avuto la pessima idea di andarsene appena prima di registrarla”. Così Gino ha presentato “Quando ti rivedrò”, l’ultimo inedito. 

Ma lei se n’è andata: cosa fare? E qui il pezzo è diventato “serio”: le parti che lei avrebbe dovuto cantare sono state eseguite dai fiati di Paolo Fresu, suo grande amico, che ha suonato anche al suo funerale. La canzone è stata presentata la notte tra il 22 e il 23 settembre scorso, giorno di nascita di lei e di lui. 

Ho ascoltata il pezzo. E mi sono commossa. Ma anche rattristata. 

“Le stesse mani, tu, la stessa storia, tu, la stessa anima, la stessa storia, noi, lo stesso amore, noi, la stessa vita”.

Così finisce: “E torniamo a ridere e torniamo a credere che si può riprendere dove si è fermato il tempo”.
Il tempo si è fermato, per sempre, per tutti e due. Ma non si fermerà l’amore che va oltre la morte. Canteranno

“Quando ti rivedrò” in Paradiso, dove tutto è possibile, anche l’impossibile. 

Dove vanno a finire i palloncini sfuggiti dalle mani dei bambini, dove ci sono tutti sogni nel cassetto, infranti e mai realizzati, dove non c’è guerra ma solo pace, dove non c’è sofferenza ma solo beatitudine. Dove si ascoltano musiche celestiali e si cantano le canzoni più belle che noi umani siamo riusciti a creare. E, sicuramente, la canzone di Gino e Ornella avrà, nella base, anche i fiati di Fresu, degni del luogo, le cui note sì diffonderanno in tutto il regno. 

L’amore al di là del tempo. Per sempre.

ELISA FIENGO