Turismo religioso a Pietrelcina. Autobus, addio! Società

L’autobus, come grande veicolo motorizzato utilizzato per il trasporto collettivo di persone, come anche dei loro bagagli, nei decenni scorsi, ha caratterizzato il successo dei pellegrinaggi, delle gite scolastiche, oggi meglio denominate viaggi d’istruzione, delle trasferte di comitive di sportivi, di tifosi, dei trasferimenti di militari, del trasporto urbano ed interurbano di studenti e di lavoratori pendolari.

Tutti ricordiamo i nostri pellegrinaggi effettuati negli anni passati.

E chi li può dimenticare! Per tanti ragazzi, per tanti adolescenti, più delle volte, hanno rappresentato le prime occasioni per uscire, per evadere la prima volta dai propri paesi, dalle proprie città. E quanti Pietrelcinesi ricordano ancora oggi i pellegrinaggi, che venivano fatti, di sovente, a San Giovanni Rotondo, a Montevergine, a Pompei, a Roma, ad Assisi, a Loreto. Insomma il pullman ha caratterizzato il successo dei pellegrinaggi dando la possibilità a tutti, abbienti e meno, di potersi trasferire con i propri familiari, con gli amici, con i concittadini in località, che, difficilmente, avrebbero potuto raggiungere, visitare. Negli anni precedenti, si era diffusa la prassi di potersi recare anche in località balneari per godersi una intera giornata al mare.

Pietrelcina, non da meno è stata sempre invasa da migliaia e migliaia di pellegrini qui giunti nella quasi totalità in pullman. Tutto questo si è verificato negli anni immediatamente precedenti alla Beatificazione e alla Santificazione di Padre Pio. La Beatificazione è avvenuta il 2 maggio del 1999; la Santificazione il 16 giugno del 2002. Comunque, tutti, ancora oggi, ricordiamo i primi torpedoni che arrivavano all’alba dalla Sicilia, dalla Calabria, dalla Puglia, dal Lazio. Ricordiamo tutti il vociare dei pellegrini attraversare in flottiglie, alla spicciolata e in ordine sparso le principali arterie del centro storico per portarsi alle Case di Padre Pio. Il vociare, accompagnato dagli schiamazzi e dagli urli dei bambini, finivano per darci la sveglia mattutina. Pietrelcina, scrivevamo, invasa da migliaia e migliaia di pellegrini.

Tutto questo accadeva con costanza, con molta frequenza sino a qualche anno addietro. Negli ultimi due-tre anni le cose sono cambiate, sono mutate, si sono invertite e di molto.

Nell’ultimo biennio, anche nelle giornate festive, l’ammontare degli arrivi è andato riducendosi e per quelli che ancora arrivano ecco cosa accade: alla discesa dei passeggeri dagli autobus gli vengono distribuiti cornetti imbustati, panini, bibite, caffè, thè; fatti scendere i viaggiatori, gli autobus spesso non si recano nelle aree predisposte ai regolari parcheggi a loro riservati, bensì si recano a far rifornimento presso distributori di carburante, sostando nelle aree adiacenti, e al momento della ripartenza, è sufficiente una telefonata all’autista, per portarsi nei punti concordati per il carico dei passeggeri, eludendo così il pagamento del ticket; oppure scesi i passeggeri si recano in aree di parcheggio poco lontane da Pietrelcina, eludendo così di regolare l’importo del ticket; la richiesta delle guide turistiche, al seguito o locali, ormai è un’eccezione, una rarità che si va sempre più consolidandosi, il tutto viene demandato al capo comitiva organizzatore del pellegrinaggio; la pausa pranzo da consumare presso i ristoranti del posto è un optional, tranne nei giorni festivi; predominano i pranzi a sacco; finanche i vecchi thermos sono stati rispolverati e pronti per l’uso, come i frigoriferi portatili al seguito.

E se è stato prenotato il pranzo presso una struttura ristorativa, lì, nel suo parcheggio, vanno a parcheggiare gratuitamente. Indici, se valutati attentamente, fanno emergere situazioni desolanti, angoscianti ma tutto questo scenario “desolante e angosciante”, ci sono rimedi? Certamente! A tutto c’è un rimedio.

Ecco cosa fare: dimezzare le tariffe dei parcheggi degli autobus e delle autovetture; favorendo ulteriormente con maggiori sconti le lunghe permanenze; predisporre una campagna pubblicitaria idonea, con cartelloni ben visibili e utilizzando siti internet. A fronte di tutto ciò, tutto è pronto per agire, per dar corso alla nostra proposta: l’ampliamento delle aree idonee per parcheggiare sono state già predisposte da tempo; il personale addetto della cooperativa servizi riservati ai parcheggi è già operante da tempo!

Più tempo trascorre, meno introiti entrano nelle casse, meno pellegrini giungono in Pietrelcina.

ANTONIO FLORIO