Vittorio Sgarbi: ecco perchè ammiro Teresa Manganiello Società

Lunedì 21 maggio ’12, alle h. 18.00, nel Cinema Teatro “San Marco” di Benevento è stata proiettata la prima nazionale del film “Teresa Manganiello”, con sottotitolo “Sui passi dell’amore” del regista Pino Tordiglione. Tra i presenti oltre che al sindaco Pepe, al presidente Cimitile e al col. Carideo, gran parte degli attori del cast, tra cui: Paolo Ferrari, Patrizio Rispo e un numerosissimo pubblico. Hanno intrododotto la proiezione mons. Pasquale Maria Mainolfi, parroco di San Gennaro e direttore dell’Istituto Superiore di Scienze religiose Redemptio Hominis; suor Pasqualina Di Donato Savino, generale della Congregazione delle Suore Francescane Immacolatine. Terminata la visione del film, c’è stato un succinto giro di interviste flash, condotte sul proscenio dal giornalista Gianni Porcelli, agli attori, al regista Pino Tordiglione e al numero uno della serata: Vittorio Sgarbi.

Sgarbi già dal suo ingresso in Via Traiano, imbocco Arco Traiano, con al fianco la valletta Nunzia Esposito, originaria di Caserta, contornato da un folto stuolo di giornalisti, fotografi, cineoperatori, fan e operatoti dei media, abbiamo potuto rivolgergli, lungo il percorso e sino all’arrivo in platea, qualche fugace battuta giornalistica. La stessa cosa è avvenuta al termine della proiezione del film nell’ingresso del Cinema Teatro assai stipato di cittadini che si accalcavano intorno al protagonista Sgarbi, vero mattatore della serata, chiedendogli: autografi e foto ricordo.

Professore, chi l’ha invitata a relazionare sul film?

E’ stato quel rompiscatole di Pino Tordiglione, regista del film. Voglio anche riferirle che prima di questa sera ci sono stati alcuni antefatti. Pino mi ha telefonato più volte lasciandomi dei messaggi e, poi, improvvisamente, a tarda notte, me lo sono ritrovato davanti casa, a Roma, dove abito in un appartamento del Palazzo Massimo, qui vi ha dimorato anche San Filippo Neri. Il regista, originario di Avellino, mi ha chiesto prima una breve relazione da trasmettere al termine del film, che abbiamo girato due volte, e un’altra scritta a corredo del pieghevole che è stato distribuito agli spettatori.

Perché ha deciso di esporsi su un tema prettamente religioso riguardante la Beata Teresa Manganiello?

A seguito del pressante corteggiamento del Tordiglione, sono entrato in questa vicenda in un modo abusivo ed estraneo alla mia vita. Spero che la mia immagine pubblica non venga compromessa.

Cosa ci può riferire del film?

Ho visto questo film per la seconda volta; è un film ben girato, ben fatto, è pulito ed è senza retorica. Ottima è la ricostruzione storica, bellissimi sono i costumi. E’ molto bello perché la storia è emozionante, trasferisce la bontà naturale della protagonista. Tra l’altro, traspare la sua santità, la sua santità semplice. Altresì, in questo film non c’è storia, non c’è racconto. Persino l’incontro con il Papa Pio IX, avvenuto nel 1873, non si vede, lo si dà per fatto, si vede solo la cupola di San Pietro. A quell’incontro, Teresa venne accompagnata dalla nobile Famiglia Pacca di questa Città.

Per Teresa Manganiello, nel decollo verso la santità, cosa è stato determinante?

In genere, il rapporto con Dio è difficile. Teresa ha ricevuto dei doni: la virtù della carità, la misericordia. Questa ragazza ha sentito la necessità del bene, emana una bontà naturale, semplice, dà quel poco che ha, dà la santità, dà una santità semplice. E Dio la guarisce dalle ferite, non dalla tisi.

Un’ultima sua opinione sulla Beata Manganiello?

E’ una giovane donna di Montefusco, piccolo e ameno paesino irpino di questa Diocesi poco distante da qui. La futura Beata è vissuta dal 1849 al 1876, ed è morta a 27 anni. E’ attratta spiritualmente dal frate francescano Lodovico Acernese; è la prima superiora delle Suore Francescane Immacolatine, costituisce il Terz’Ordine Francescano; è la loro pietra angolare, è la loro madre spirituale; è una giovane contadina analfabeta predisposta al bene; è stata dichiarata Beata, qui, a Benevento due anni fa ed è l’unica donna Beata del Sannio beneventano-irpino. La Beata Teresa Manganiello ha dato molta visibilità al messaggio del Vangelo.

A chi è indirizzato questo film?

A tutti! E’ un film per tutti! Rai 1 potrebbe mandarlo in onda in prima serata perché il film dimostra che il bene esiste.

Vuole aggiungere ancora qualcosa?

Queste sono le mie riflessioni, queste sono le mie considerazioni su Teresa Manganiello, sul regista, sugli attori del cast, insomma sul film. Questo è quello che penso su di loro e su di esso.

Per quanto attiene alla sua attuale attività professionale, cosa può riferirci?

Mi aspettavo questa domanda! Attualmente, racconto segreti e curiosità dell’arte, attraverso un’opera in 25 fascicoli gratuiti per chi acquista il quotidiano Il Giornale. I Tesori dell’arte italiana, capolavori che ho trattato nei minimi particolari, da Giotto alla Biennale del 2011. E poi vorrei scrivere un libro sulle bellezze artistiche e storiche più significative di questa Città sannita, romana, longobarda.

ANTONIO FLORIO 

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