Zaini troppo grandi per bambini piccoli Società

Qualche giorno fa mi è capitato di essere presente all’ingresso in una scuola di bambini della primaria, sicuramente una prima. Piccoli. Qualcuno ancora con la manina in quella del genitore. Che tenerezza! Ma ad attirare la mia attenzione sono stati gli zaini che avevano sulle spalle. Grandi e pesanti. Più di loro. Sembrava che ci fosse dentro l’attrezzatura per scalare una montagna o per affrontare un lungo viaggio. Alcuni bambini, invece, trascinavano i trolley, visibilmente non più leggeri. 

Ma cosa ci può stare dentro che possa servire per quattro o cinque ore di lezione? I primi giorni di scuola? Tutto materiale acquistato con molto anticipo, magari i primi di agosto, mentre la calura rischiava di squagliarci il cervello. 

Ricordo ancora la mia cartella, ma a distanza di anni anche quella delle mie figlie, con dentro il libro di lettura, il sussidiario, il diario, i quaderni, le penne, i pastelli. Il tutto facilmente trasportabile. Il “resto” stava nelle nostre teste.

Ho la sensazione, oggi, che la quantità di materiale didattico serva a sentirsi ricco e sicuro di sé. Mi viene in mente la facilità con cui oggi si consulta Internet, tipo Google o IA, per qualunque dubbio, e si ha l’illusione di conoscere tantissime cose. Ci sentiamo dotti e conoscitori del mondo. Ma tutto ciò sta sui mezzi d’informazione, non nel nostro cervello. Non ci sforziamo più a ricordare un nome, una data, un avvenimento, presente o passato. Il cervello si sta indebolendo. Il linguaggio si sta prosciugando. La memoria si sta esaurendo.

Si consiglia agli anziani di tenere la mente attiva. Cominciamo a farlo, invece, da bambini. Il motore dell’uomo, insieme al cuore, è il cervello. Impariamo a sfruttarlo di più. E per questo non occorrono tanti sussidi. Servono il pensiero, le emozioni, i sentimenti, l’amore, la LETTURA. Mettiamo da parte tanti fronzoli e concentriamoci sull’essenza della vita. 

ELISA FIENGO