05/04/2017

E se Lonardo si mettesse in testa di scrivere... non solo di monnezza?

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Lucio Lonardo è destinato a non essere più il presidente dell'Azienda che spazza le strade e tutela l'ambiente cittadino, l'ASIA (è questo il nome della ditta).

E così presto perderemo un interlocutore mai conformista, quasi mai reticente, sempre diretto e ficcante. Le sue “letterine” in risposta ai diversi censori erano succose esercitazioni di stile, bastanti a stabilire una “distanza”: l'amministratore delegato non è autorizzato alle libertà letterarie di un presidente.

Un brivido corre lungo la schiena. E se Lonardo si mettesse in testa di scrivere, ancor più liberamente di prima non solo di monnezza, quanti di noi reggerebbero il confronto?

Paura? No, un po’ di invidia sì.

Forse, però, da duelli letterari potrebbero venir fuori sprazzi di pedagogia civica che fanno parte della natura dell'uomo. Quel che sarà impossibile è che se ne stia ritirato in un convento di frappisti.

MARIO PEDICINI

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