02/10/2012

Saluto al medagliere

Si potrebbe concludere così. Tutti gli alpini sono italiani. Non tutti gli italiani sono alpini.

I primi (gli alpini) si sono sobbarcati alla fatica di viaggiare di notte, di spostarsi senza riposo tra concerti di fanfare e esibizioni di cori e, infine, di ammassarsi per tempo onde sfilare dal viale degli Atlantici al Corso Garibaldi.

Spettacolo esemplare di unione nel segno di valori, ai quali non può fare difetto la disciplina. Parola certo uscita di moda, e anche un po' antipatica.

Al passaggio del medagliere, anche dopo la sfilata, gli uomini con la penna sul cappello salutavano sull'attenti.

Altri italiani, pur essi in divisa, osservavano “distratti”.

Vero è che certi “corpi” sono stati smilitarizzati, ma portano una pistola nella fondina, hanno una divisa con i gradi e il berretto con i frisi.

Vogliamo pure evitargli di portare la mano destra sulla fronte, ma salutare magari stando sugli attenti (o solamente alzandosi in piedi) non dovrebbe essere una grande fatica.

O dipende dal fatto che nessuno glielo ha insegnato? O che non si ha nessuna voglia di imparare?

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