Repowering Benevento, il primato sannita dell'eolico che guarda al futuro Ambiente
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Il Sannio, spesso e volentieri, viene raccontato come un territorio marginale, arretrato, segnato dallo spopolamento e dalla fuga dei giovani verso le città del nord, un’area descritta come troppo distante dai grandi processi della modernità. Eppure quest’immagine, seppure innegabilmente vera, però non restituisce del tutto la realtà. Perché se c’è un settore nel quale il territorio beneventano è riuscito a diventare protagonista a livello nazionale, è proprio quello delle energie rinnovabili, in particolare quello dell’eolico.
Oggi la provincia di Benevento rappresenta una delle aree più importanti del Mezzogiorno per la produzione di energia del vento. Tra Sannio e Irpinia si concentra infatti circa il 16% degli aerogeneratori installati in Italia, con una quota pari a circa il 25% della produzione eolica del Sud. Numeri che, considerando questo settore, raccontano un territorio tutt’altro che marginale, capace invece di ritagliarsi un ruolo strategico in uno dei comparti chiave della transizione energetica, un tema sempre più attuale.
Infatti, già nel 2022 Benevento registrava una delle migliori performance italiane nella produzione eolica, superando gli 800 megawatt di potenza installata e anche i dati più recenti, come quelli contenuti nel report di Legambiente “Qual buon vento 2026”, confermano il primato sannita nel settore dell’energia del vento.
Gran parte di questo sviluppo si concentra nelle aree del Fortore e del Tammaro, dove negli ultimi vent’anni i parchi eolici hanno progressivamente trasformato il paesaggio. I principali impianti si trovano nei territori di San Giorgio La Molara, Montefalcone di Val Fortore Morcone e San Marco dei Cavoti, divenuti fiori all’occhiello della produzione energetica da fonte eolica nell’entroterra campano.
Tuttavia, oggi il settore sta entrando in una fase nuova. Dopo anni di estensione degli impianti, la parola chiave è diventata “repowering”: sostituire le vecchie turbine con aerogeneratori più moderni, più potenti e più efficienti. È proprio in questa direzione che va il recente accordo tra IVPC Group - uno dei principali gruppi energetici italiani controllato dall’imprenditore Oreste Vigorito - e il colosso giapponese Eurus Energy Group. L’intesa prevede un investimento da circa 187 milioni di euro, sostenuto da UniCredit e Crédit Agricole Italia, destinato a interessare diversi comuni del Fortore.
Il progetto punta alla sostituzione di 140 turbine installate tra il 1996 e il 1999 con nuovi impianti di ultima generazione. Nonostante il numero di pale, la capacità produttiva aumenterà sensibilmente: si passerà infatti da 84 megawatt a oltre 134 megawatt complessivi.
Il repowering è un passaggio importante sia sul piano energetico, ma anche su quello ambientale. La nuova strategia permette infatti di aumentare la produzione sfruttando infrastrutture già esistenti, senza consumare nuovo suolo e riducendo il numero complessivo degli aerogeneratori presenti sul territorio.
Si tratta di un aspetto da non sottovalutare, soprattutto se si considera che spesso, la produzione di energia eolica è spesso contrapposta alla tutela del paesaggio. Proprio a proposito della tutela che si inseriscono le recenti linee guida approvate dal Comune di Benevento per regolamentare gli impianti da fonti rinnovabili.
Il provvedimento introduce il principio delle compensazioni ambientali: per gli impianti superiori a 1 megawatt, le aziende dovranno prevedere interventi compensativi fino al 3% dei ricavi lordi annui derivanti dalla produzione energetica. Ma aldilà del contributo economico, le aziende dovranno impegnarsi in interventi destinati ai territori coinvolti: opere pubbliche, mitigazioni paesaggistiche, interventi ambientali e servizi per le comunità locali. In questo modo, possiamo comprendere come la produzione dell’eolico vada progressivamente in una direzione che minimizzi il più possibile il suo impatto ambientale.
Ma il Sannio non è solo un grande polo energetico. Legambiente ha inserito nella guida “Parchi del Vento” anche gli impianti di Baselice e San Marco dei Cavoti, considerati esempi virtuosi di convivenza tra energie rinnovabili e valorizzazione del paesaggio.
Sebbene il territorio beneventano continui a confrontarsi con le criticità strutturali tipiche delle aree interne, negli ultimi anni è riuscito comunque a ritagliarsi un ruolo centrale nella transizione energetica italiana.
Tale risultato è stato reso possibile anche grazie a imprenditori che hanno saputo credere nelle potenzialità del nostro territorio, riuscendo a guardare al futuro e investendo in un settore strategico destinato ad assumere progressivamente un’importanza sempre maggiore.
ANDREA ALBANESE
Foto di Annamaria Gangale ©

14/06/2026