400 beneventani incontrano Papa Francesco e visitano il Santuario del Divino Amore Chiesa Cattolica

Docenti e alunni dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Redemptor hominis” con il direttore mons. Mainolfi, fedeli di Sassinoro con il parroco don Biagio Corleone, tantissimi fedeli della parrocchia San Gennaro in Benevento, 3 sacerdoti, un diacono e 10 religiose carmelitane della scuola “Madre del Redentore”, francescane immacolatine della scuola “Mater Dei” e francescane d’ognissanti dell’ospedale Sacro Cuore dei Fatebenefratelli, in tutto 400 pellegrini sono partiti di buon’ora l’8 di maggio verso Roma per l’udienza generale con Papa Francesco.

Una giornata indimenticabile ravvivata dalla preghiera, dalla parola profonda e dal sorriso sereno del Pontefice, dalla sosta alla tomba di San Pietro in questo Anno della Fede, alla tomba del beato Giovanni Paolo II e poi al Santuario della Divina Misericordia e infine la celebrazione eucaristica e la consacrazione alla Madonna, nel giorno della supplica alla Regina del Santo Rosario, nel santuario del Divino Amore di Castel di Leva in Roma.

Le riflessioni lungo il cammino hanno favorito la comprensione del ministero del Papa che santifica con i sacramenti, insegna con la parola e gli scritti, governa servendo le singole chiese, è titolare di una grandissima responsabilità che gli comunica un grande prestigio, reclamando una sincera e piena ubbidienza. La più alta autorità religiosa nella religione cattolica è vescovo di Roma, capo del collegio dei cardinali, primate d’Italia, vicario di Cristo e pastore in terra della Chiesa universale, successore dell’Apostolo Pietro primo vescovo di Roma che nella città eterna subì il martirio nell’anno 67.

Il termine Papa viene dal greco “pàppas” che significa “padre”. Con il nome di Francesco, dal 13 marzo 2013, Jorge Mario Bergoglio è il 266° vescovo di Roma. La compatrona d’Italia Santa Caterina da Siena amava definire il Papa “dolce Cristo in terra”. Ed è veramente così. La vicinanza di Papa Francesco alla gente lo rende particolarmente amabile e amato, cercato e ascoltato.

I fedeli sanniti radunati in Piazza San Pietro hanno fissato nei loro occhi i gesti paterni e disinvolti di un Papa scelto con sorpresa di tutti dallo Spirito Santo e venuto “dalla fine del mondo”.

Nel pomeriggio la visita al santuario della Madonna del Divino Amore, la Madonna che il 4 giugno 1944 protesse Roma dai tedeschi. I romani si rivolsero alla Vergine di Castel di Leva perché risparmiasse alla città gli orrori della guerra. I nazisti se ne andarono senza abbandonarsi a stragi e distruzioni e Pio XII proclamò la Madonna “Salvatrice dell’Urbe”. Federico Fellini inserì il pellegrinaggio mariano dei “romani de Roma” chiamato “festa de noantri” nel suo film “Notti di Cabiria”, dipingendo il pio rito con i colori marcati del cantore trasteverino. Il culto alla Vergine in questo santuario a 13 km da Roma è però antico e risale al XIII secolo.

La icona mostra la Vergine seduta in trono con in braccio Gesù Bambino, ai lati due angeli e sul capo una colomba simbolo dello Spirito Santo che scende su Maria come Divino Amore. Negli ultimi anni è sorto un nuovo e ampio santuario e accanto a questo si sino moltiplicate opere caritative e assistenziali. Ogni sabato, da Pasqua a ottobre, i fedeli partono a mezzanotte dall’obelisco di Axum e percorrono circa 15 km prima sulla via Appia e poi sulla via Ardeatina e concludono il pellegrinaggio alle prime luci dell’alba con la Santa Messa celebrata nel santuario.

Per un giorno il santuario dei romani è diventato anche il santuario dei beneventani che con il Papa e la Roma “caput mundi” hanno stabilito un feeling speciale anche per i lunghi 800 anni di dominio pontificio durato fino al 1860, quando Benevento, occupata da Garibaldi, fu annessa al Regno d’Italia.

PASQUALE MARIA MAINOLFI 

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