Don Emilio Matarazzo è tornato. Nella Grotta del Getsemani la sua tomba Chiesa Cattolica

Con la traslazione delle spoglie mortali dal cimitero di Foglianise alla Grotta del Getsemani del Centro La Pace don Emilio Matarazzo ha messo il sigillo finale alla realizzazione del Centro che lui ha ideato, progettato e realizzato finché l’8 ottobre di 42 anni fa il suo cuore generoso diede l’ultimo battito.

Don Pasquale Mainolfi ha ben raccontato la travagliata storia della realizzazione di un sogno. Gli amici di Don Emilio, primi tra tutti gli esecutori testamentari Antonio Pietrantono e Mons. Francesco Zerrillo, hanno voluto riprendere il progetto di un luogo di meditazione che don Emilio sognava: la Grotta della passione con la presenza di una statua di un Cristo piangente (Dominus flevit) come quello di Paestum.

A consacrare la Grotta del Getsemani non ci poteva essere gesto più significativo della sepoltura dei resti mortali di questo grande prete. La cerimonia, in forma strettamente privata (nel senso che non ci sono stati inviti alle autorità, ma il sindaco di Foglianise c’era) ha visto raccolta nell’area esterna alla grotta una moltitudine di persone che negli anni giovanili hanno conosciuto la personalità di don Emilio. Tra questi, un ex alunno di don Emilio al Seminario Regionale di Benevento oggi Vescovo e responsabile dell’Amministrazione del Patrimonio della Santa Sede, Monsignor Nunzio Galantino.

A presiedere la concelebrazione è stato l’Arcivscovo di Benevento Felice Accrocca, concelebranti i vescovi di Amalfi don Orazio Soricelli, il vescovo emerito di Troia e Lucera don Francesco Zerrillo (ex parroci al Rione Libertà) e il già citato Monsignor Galantino.

Commozione e silenzio quando la cassetta di zinco è stata calata nella tomba posta al riparo di un masso roccioso all’interno della Grotta, dalle cui vetrate il sole faceva filtrare l’artistica composizione cromatica del Maestro Peppino Di Marzo.

Nelle foto alcuni momenti della cerimonia.

MARIO PEDICINI