Entro il 2012 ci sarà la fine del mondo? Chiesa Cattolica

Nessuno crede a questa notizia ma tutti la seguono con la coda dell’occhio. Frattanto si moltiplicano pubblicazioni e trasmissioni sull’argomento, chiamando in causa il famoso calendario Maya. Questa montatura mediatica ha un risvolto positivo: riprendere dimestichezza con l’escatologia, il discorso sulle ultime cose della vita e della storia (dal greco eschaton), i famosi novissimi (morte, giudizio, inferno, paradiso). I vangeli sono pieni di questi discorsi ma una vera rimozione della coscienza collettiva cristiana, li ha dimenticati. Da quando Gesù si è fatto uomo ed è risorto, il mondo e la storia dimorano sotto la signoria di Gesù Cristo risorto, vivo e presente tra noi e non un personaggio mitico.

Dalla Bibbia impariamo che questo mondo ha avuto un inizio e avrà una fine. Il sole si consumerà perché la sua energia non è infinita. Solamente Dio è eterno. Il ritorno di Gesù coincide con la fine del mondo. La fine del mondo sarà un evento improvviso. Anche oggi, in una società laicista, il problema del futuro non può essere rimosso. Alcuni affermano superficialmente: preferisco non pensarci!

Questa risposta non è onesta. Altri si affidano a maghi, astrologi o fanatici religiosi. Risposta falsa ad un problema vero.

Chi rifiuta la fede finisce col credere alla banalità. Chi non crede in Dio, adora le sciocchezze: “O credente o credulone” (Chesterton). Ma noi cristiani cosa pensiamo del futuro? Nessuna luce dal mondo, solo da Cristo che è padrone del futuro può venire una risposta per guardare al futuro con speranza e serietà. I connazionali di Gesù guardarono compiaciuti il tempio ricostruito da Erode (la ricostruzione inizia il 19 a.C., ai tempi di Gesù è ancora in corso, finisce nel 64 d.C., nell’anno 66 Vespasiano e Tito reprimono la rivolta in Giudea, nel 70 d.C. Gerusalemme ed il tempio vengono distrutti) e Gesù dice: “ Non resterà pietra su pietra”. Parola disarmante e agghiacciante.

A Gerusalemme il ricordo di questa distruzione rimane nel segno del muro del pianto. Per Gesù la fine del tempio è segno della fine del mondo. Finisce il tempio divenuto luogo di empietà, finiranno tutti i prepotenti della storia.

E quando avverrà la fine del mondo? Gesù afferma che giorno ed ora della fine del mondo e del suo ritorno non saranno mai rivelati a nessuno: “Quanto a quel giorno e a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli del cielo né il Figlio, ma solo il Padre” (Matteo 24,36). Dio ha deciso così nella sua sapienza. Se nessuno lo sa, allora è inutile chiederselo. Le possibili date sono fasulle. Non possiamo dire che entro fine anno ci sarà la fine del mondo, ma neanche possiamo dire che non ci sarà. Non si sa e basta. Gesù aggiunge che quel giorno arriverà come un ladro nella notte. Egli non ci da l’orario ma ci indica l’itinerario: vegliate! Cambiare vita dunque è l’unico modo per attendere il ritorno del Signore.

Chi dice di sapere quando avverrà la fine del mondo, non attinge al Vangelo ma alla propria fantasia o alle proprie riserve di menzogna. L’idolatria delle cose penultime fa dimenticare quelle ultime. Gandhi afferma: “Tutto appartiene a Dio. Nulla in questo mondo è nostro. E allora perché avere paura? Di che aver paura?”.

Il tempo è un dono meraviglioso, bisogna riempirlo d’amore, di opere di bene. I Vangeli dicono chiaramente che il ritorno del Signore sarà preceduto dall’apparizione dell’Anticristo che nega Dio e pone se stesso come Dio. Il catechismo della Chiesa cattolica al n. 675, insegna: “Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il Mistero di iniquità sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia della verità.

La massima impostura religiosa è quella dell’Anticristo, cioè di uno pseudo messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne”. Occorre vegliare, tenendo accesa la lampada dell’amore e della fede. Chi prega e ama non ha paura del futuro.

Bisogna fare il bene conservando la speranza che nella prova non saremo abbandonati. Il nostro futuro è già cominciato con la resurrezione di Cristo. Il nostro destino lo stiamo parzialmente costruendo o ostinatamente distruggendo.

PASQUALE MARIA MAINOLFI 

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