Il Sovrano Ordine di Malta riprende il suo cammino Chiesa Cattolica

La Delegazione Gran Priorale di Benevento e di Avellino del Sovrano Militare Ordine di Malta, dopo la transizione amministrativa dal Gran Priorato di Roma a quello di Napoli e Sicilia lo scorso 3 marzo ha eletto il Delegato ed il Consiglio così da riprendere con rinnovato entusiasmo le attività, dopo la morte dell’amato Marchese de Simone tornato a Dio nel 2006, del conte Salvatore Collenea Isernia recentemente scomparso e la malattia di Guido d’Aquino principe di San Severo e ambasciatore dello SMOM.

Risultano eletti: Conte prof. Avv. Salvatore Aceto di Capriglia come delegato Gran Priorale di Benevento e Avellino, dott. Ubaldo dell’Aquila come vicedelegato, avv. Maurizio Conte come tesoriere, prof. Italia de Simone dei Marchesi dei Corvacchini come consigliere addetto alle comunicazioni e l’Ambasciatore dott. Alessio Carissimo come revisore dei conti. Appartiene alla delegazione anche la Baronessa Giulia-Colenea Isernia. Domenica 4 marzo presso la parrocchia San Gennaro in Benevento la Santa Messa, con la partecipazione di dame e cavalieri in abito da chiesa, presieduta dal Cappellano Magistrale. Ringraziamenti vivissimi sono stati rivolti al Procuratore del Gran Priorato di Napoli e Sicilia fra’ Luigi Naselli di Gela e al Cancelliere Marchese Arturo Martucci di Scarfizzi che hanno incoraggiato ed incentivato la riattivazione della delegazione perché potesse operare sul territorio sannito-irpino. Il nuovo delegato ha dichiarato tutto il suo impegno per il raggiungimento degli obiettivi principali che costituiscono i fari illuminanti la vita del cavaliere gerosolimitano: obsequium pauperum e tuitio fidei.

La profonda crisi economica investe in modo particolare queste nostre terre e reclama una più diffusa sensibilità e attenzione ai bisogni impellenti. La delegazione ha progettato un programma di massima che contempla i seguenti impegni: formazione dei nuovi aspiranti cavalieri e dame con inizio dopo le feste pasquali, due incontri mensili presso la parrocchia San Gennaro, incontri formativi della durata di un anno solare; dal 4 all’8 maggio tradizionale pellegrinaggio a Lourdes e poi ad ottobre a Loreto; settimana di spiritualità mariana in Bosnia-Erzegovina dal 27 al 31 luglio; ripristino del tradizionale pranzo prenatalizio per ammalati e bisognosi; partecipazione al banco alimentare con servizio di volontariato nella distribuzione di alimenti; evento musicale in collaborazione con il Conservatorio di Benevento ubicato nel palazzo de Simone; pellegrinaggio in Terra Santa nell’anno della fede dal 14 al 21 novembre; incontro culturale con lo scienziato Antonino Zichichi sul tema “scienza e fede”; attivazione di un blog su internet per informare la popolazione su iniziative, programmi e pellegrinaggi, una finestra virtuale sul mondo del cavaliere beneventano e irpino.

La Vergine di Filèremo ed il beato fra’ Gherardo guideranno i passi di questo nuovo cammino. Secondo le notizie storiche più accreditate l’Ordine fu fondato da alcuni mercanti amalfitani che intorno al 1099 aprirono in Gerusalemme un ospizio per i pellegrini che visitavano la Terra Santa. In seguito furono istituite le commende di Montefusco nel 1594 e Sorrento nel 1612.

I bombardamenti del 1943 distrussero i documenti antichi beneventani ma l’ospizio di San Pasquale è un ente benefico che risale alla costruzione della chiesa di San Giovanni Battista, protettore dell’Ordine di Malta, che nel Cinquecento vantava una consistente presenza di cavalieri e dame in Benevento. Nel 1724 il patrimonio melitense - “un palazzo diruto, una chiesa ed un tomolo di terra” - passava dall’Ordine Gerosolimitano ai Frati minori Riformati che ripristinarono chiesa e convento utilizzandoli come sede della comunità religiosa. La commenda di Benevento consisteva così in un semplice fabbricato quadrangolare disposto intorno a un cortile che si trovava fuori la Porta Aurea, nei pressi della chiesetta rurale di Santa Lucia.

L’Ordine di Malta si diffuse molto rapidamente in tutta la Campania. Anche le chiese di Lauro, Benevento, Montefusco, Montesarchio, San Martino Valle Caudina, Aversa, Sorrento e Sant’Agata dei Goti, tutte costruite o ricostruite in età moderna, ebbero impianto longitudinale a navata unica con cappelle laterali, secondo un modello mutuato della chiesa priorale di Capua e dalla chiesa principale dell’Ordine, quella di Saint John a La Valletta. Non solo le città, ma anche i centri minori e le campagne erano disseminati di cappelle e oratori appartenenti all’Ordine. Si trattava di fabbriche modeste, situate nei pressi delle estese proprietà rurali che i cavalieri possedevano nei centri agricoli di Terra di Lavoro, Principato Ultra e Principato Citra: Marigliano, Scafati, San Nicola la Strada, Cervinara, Airola, Teggiano, Policastro ecc… La presa di Malta e la disgregazione del patrimonio dell’Ordine provocarono la scomparsa della maggior parte delle chiese, alienate, demolite, crollate per l’incuria, inglobate in nuove costruzioni e le commende del Regno di Napoli e della Campania non ebbero una diversa sorte. Alcune furono cedute ad altri ordini ospedalieri, per esempio ai Fatebenefratelli, come avvenne a Salerno e a Benevento. Una storia di fede vibrante e di volontariato generoso che affascina e suscita stima. Una storia di ieri che almeno in parte rivive oggi nella Delegazione SMOM di Benevento e Avellino.

PASQUALE MARIA MAINOLFI

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