La Chiesa e le aree interne Chiesa Cattolica

Nel Centro “La Pace”, luogo di spiritualità, sorto per iniziativa di don Emilio Matarazzo (1928-1978), parroco originario di Foglianise, venuto al mondo alle falde del Monte Caruso, conosciuto come Monte di San Michele, i vescovi delle aree marginali della Penisola, si sono riuniti il 30 e il 31 agosto, per trattare di una problematica spinosa, ancora insoluta e il più delle volte derubricata dall’agenda politica.

I problemi atavici dei territori sono stati affrontati in modalità sinodale, “La Chiesa dei legami solidali”-Vescovi una pastorale per le aree interne”. Il Santo Padre Francesco ha inviato all’arcivescovo metropolita di Benevento Felice Accrocca, promotore dell’incontro una lettera, perché le sfide del presente siano nel segno della pastoralità, capace di sensibilizzare le coscienze assopite dal disinteresse, dalla paura di aprirsi all’altro.

In un passaggio del testo assai profondo Francesco rimarca, rivolgendosi ai pastori delle diocesi:”Non lascatevi paralizzare dalla difficoltà, ma mettetevi sempre in cammino, in movimento, sempre aperti e disponibili agli altri. Il nostro tempo é caratterizzato da individualismo e indifferenza che determina solitudini e lo scarto di tante esistenze”.

Alla due giorni di riflessioni, di confronto tra i vescovi, è stato presente il segretario generale della CEI, mons. Stefano Russo. Nel documento finale, redatto sul Monte delle Guardie di Benevento, denominato “Sentinella, quanto resta della notte?”, viene citato il libro di Isaia, già inserito nella prima lettera diffusa dal pastore dell’arcidiocesi nel 2019, dal titolo:“Mezzanotte del Mezzogiorno?”.

Per evidenziare il divario tra le aree marginali e quelle più sviluppate, i presuli citano don Lorenzo Milani (1923-1967), il priore di Barbiana, <>. I vescovi analizzano la realtà, le criticità, le problematiche comuni, prediligono il fare rete, ma soprattutto mettono al bando “la logica dei campanili”, favorendo la fraternità e la solidarietà. È necessario invertire la rotta, affinché si costruiscano i ponti con le istituzioni periferiche e nazionali, ed i successori degli apostoli auspicano che “la diligenza dei fondi europei in arrivo non venga assaltata scompostamente, ma possa arrivare a destinazione con una distribuzione equa e trasparente”.

Nicola Mastrociqnue