MONTEFALCONE VALFORTORE-Il sacerdote, la memoria e l’eredità di mons. Donato Minelli nel centenario della nascita Chiesa Cattolica

Il canto del Tu illum adiuva «Tu, Signore, aiuta lui», anticamente legato alle incoronazioni degli Imperatori cristiani e ancora oggi riservato alle più solenni circostanze della vita della Chiesa, richiama una verità essenziale: ogni autorità autentica viene da Dio e a Lui deve rendere conto. È nella luce di questa invocazione che si può comprendere la figura di monsignor Donato Minelli, sacerdote profondamente consapevole della propria vocazione e del servizio affidatogli.

Il 6 agosto 1950 mons. Minelli fu ordinato sacerdote. La sua vita sacerdotale fu segnata dalla convinzione che il presbitero appartenga anzitutto a Cristo e alla sua Chiesa e che il servizio ai fratelli nasca dall'apertura a Dio. La sua gioia, il suo entusiasmo e la sua creatività non furono dunque semplice attivismo, ma espressione di una fede vissuta e di una «santa inquietudine» per condurre le persone all'incontro con Cristo.

A Montefalcone di Val Fortore il suo ministero si legò in modo particolare al Santuario della Madonna del Carmine del quale fu rettore dal novembre 1971 fino alla sua dipartita, avvenuta il 29 settembre 2013. In questa veste, curò con grande serietà le celebrazioni, e si rese promotore di iniziative che favorissero un fecondo rapporto tra culto e cultura. Il suo instancabile impegno per la diffusione della devozione alla Madonna del Carmine, contribuì a fare del Santuario un importante centro di spiritualità mariana della Val Fortore. Dal novembre 1954 al dicembre 2011 fu direttore e redattore del Bollettino Santuario del Carmine, che seppe valorizzare, nel pieno rispetto delle finalità per cui esso fu creato, divenendo non solo una pubblicazione informativa ma un mezzo di formazione spirituale e di diffusione della devozione mariana.

La sua attenzione non si fermava alla vita liturgica. Sensibile alla sofferenza, visitava gli ammalati, si interessava della vita sociale e dei problemi della comunità montefalconese. Seguiva con particolare partecipazione anche la missione delle Suore Carmelitane in El Salvador, vedendovi in essa una preziosa espressione della vocazione missionaria della Congregazione. In lui, la sollecitudine pastorale e l'attenzione all'uomo erano sempre radicate nel Vangelo.

Particolarmente intenso fu anche il suo servizio alla Chiesa diocesana di Ariano Irpino – Lacedonia: cancelliere della Curia, vicario episcopale e pro – vicario, economo diocesao e. dal 1986 al 1996, vicario generale; nel 1993 fu anche amministratore diocesano. Particolarmente rilevante è stato il suo impegno quale direttore dell’Ufficio Beni Culturali ecclesiastici della Diocesi, nel quale ha valorizzato il patrimonio della Diocesi, affiancando una seria ricerca storica, dalla quale sono scaturite importanti pubblicazioni.

Da dove nasceva tutto questo dinamismo di Mons. Minelli? Dal suo essere sacerdote, discepolo di Cristo e servitore della Chiesa. Monsignor Minelli era consapevole che, senza l'aiuto del Signore, «non possiamo far nulla». Per questo guardava con distacco agli onori e al giudizio del mondo e amava ripetere: «siamo niente». La sua testimonianza ricorda così che ciò che conta non è ciò che appare agli occhi degli uomini, ma ciò che viene seminato nelle anime e rimane davanti a Dio.

Nel 2026 questa memoria acquista un significato ancora più profondo: il 26 luglio è stato celebrato solennemente, con una S. Messa il centenario della nascita di mons. Donato Minelli, nato nel 1926 a Montefalcone di Val Fortore (BN). Nel corso dell'anno centenario, apertosi lo scorso 15 febbraio, sono stati promossi diversi eventi per ricordarne la figura e il ministero ed altre iniziative seguiranno. 

L’anno centenario si concluderà il prossimo 18 ottobre, domenica, nella tradizionale festa del Ringraziamento. Celebrare il centenario non significa soltanto commemorare una persona del passato, ma riconoscere un'eredità spirituale, pastorale e culturale che continua a interrogare il presente. Significa custodire la memoria di un sacerdote che ha amato Cristo, la Chiesa e la Madonna e ha servito la propria comunità con fede, dedizione e umiltà.

Il centenario della nascita di mons. Donato Minelli diventa così un'occasione per fare tesoro del passato, rendere grazie e guardare al futuro: perché il tempo può custodire i ricordi, ma solo ciò che è stato vissuto nella fede continua a portare frutto. Tu illum adiuva: aiutalo Tu, Signore, e rendi feconda anche oggi la semina di una vita interamente donata al tuo servizio.

FRANCESCO CAPUANO