Padre Bernardino Cennamo nel cuore del mistero Chiesa Cattolica

Negli anni Novanta fu lui a suggerire alla prof.ssa Gaetana Intorcia, responsabile dell’Associazione Sacra Famiglia, di affidare a me la impegnativa predicazione annuale in onore della Sacra Famiglia nel Duomo di Benevento. Ci eravamo conosciuti più da vicino durante un indimenticabile pellegrinaggio a Medjugorje in Bosnia-Erzegovina.

Conoscendolo predicatore robusto e profondo, tremai per quel passaggio del testimone. Furono esperienze intense anche per me quando, a conclusione del corso di predicazione al popolo, portammo a Benevento la testimonianza dello scienziato Antonino Zichichi, del giornalista Sergio Zavoli e, nel Grande Giubileo del Duemila, del cardinale Ersilio Tonini.

Nei numerosi incontri con padre Bernardino, apprezzai la profonda cultura, lo zelo nell’annuncio della Parola e la grande apertura al soprannaturale. Carismi luminosi come perle immerse nel miele di una pasta umana forte ed insieme dolcissima. Piccolo di statura, ma energico e vigoroso. Autentico francescano, gran lavoratore, allegro dentro e sempre lieto nel volto. Grande evangelizzatore, chiamato a calcare i pulpiti più impegnativi e famosi in regione, in Italia e all’estero, sino alla Terra Santa. Titolare di un’eloquenza e arte oratoria non comuni. Spiritualità sincera e convinta. La foga appassionata emozionava gli uditori.

Un torrente in piena. Un trascinatore irresistibile. Una parresia perenne animata dal soffio dello Spirito Santo. Ottimista per natura. Generatore di entusiasmo. Amatissimo dal popolo. Una vita per la Parola, annunciata con coraggio, voce tonante, intransigenza. Amante della Verità. Mai si è inchinato davanti ai potenti di questo mondo. Muore a Manduria (Ta) mentre predica la Parola di Dio.

Carlo Giuseppe Benito nasce a Guardia Sanframondi nel 1923 da Enrico Cennamo e Teodolinda Cenicola. Nel 1933 è nel Seminario Serafico.

Nel 1938 entra in noviziato col nome di fra Bernardino. La prima professione nel 1939 e quella solenne nel 1945. Sacerdote nel 1947. Poi a Grottaferrata per approfondire gli studi di Teologia pastorale e diventare Predicatore generale. Guardiano al Convento di Paduli. Maestro dei chierici. Al Convento di Montesarchio e poi San Giorgio del Sannio. A

Devoto del Volto Santo. Pellegrino in tanti Santuari mariani. Accompagna due volte all’anno i malati a Lourdes come Cappellano capo. Realizza nelle campagne di Calvi la “Piccola Lourdes” perché i malati possano respirare anche nel Sannio lo stesso clima spirituale e fraterno del santuario pirenaico. Amico e figlio spirituale di padre Pio da Pietrelcina.

In questi ultimi giorni scopro con gradevole sorpresa che è stato proprio padre Bernardino Cennamo ad accompagnare, insieme allo scienziato Enrico Medi, prima in udienza da Paolo VI e poi a San Giovanni Rotondo da padre Pio, la veggente Conchita che a San Sebastian de Carabandal, nel Nord della Spagna, insieme ad altre tre bambine (Jacinta, Mari Loli e Mari Cruz) nel 1961, ricevono, il 18 giugno, un’apparizione di San Michele Arcangelo, e il 2 luglio vedono la Madonna del Carmelo.

Da allora fino al 13 novembre 1965 hanno circa 2.500 incontri con la Madre di Dio, sul mistero e lo svolgimento degli “ultimi tempi”. Nell’ottobre 1968, Conchita, invitata a Lourdes, riceve da padre Bernardino, con sorpresa e venerazione, una lettera dello Stigmatizzato sannita, morto il 23 settembre, e il velo che ha coperto il volto del Santo Cappuccino. Padre Pio aveva confidato a padre Bernardino di aver visto il Miracolo annunciato a Carabandal, in anticipo, prima di morire. Il frate sannita dalla voce tonante di baritono, padre Bernardino Cennamo, ha sempre avuto un cuore umilmente aperto al soprannaturale che guida la Storia del mondo.

PASQUALE MARIA MAINOLFI