Destino e meteorologia Cultura

La previsione del futuro e del clima è sempre stata una preoccupazione umana. La meteorologia in particolare è di grande utilità soprattutto quando una società dipenda in larga parte dai prodotti dell’agricoltura: siccità, grandine, gelo possono, infatti, compromettere i raccolti e causare la carestia.

Nella cultura popolare beneventana ci sono infatti proverbi che associano le due previsioni: acquǝ e mortǝ arret’a portǝ, cioè la pioggia e la morte sono eventi non solo necessari e imprevedibili, ma anche prossimi, come qualcuno che sia in agguato alla porta di casa.

L’instabilità meteorologica a marzo, ad esempio, può influenzare anche chi nasce in quel mese, determinandone un carattere bislacco, o provocando comportamenti inauditi: chiovǝ e ghiescǝ ‘u solǝ, tutt’è vecchiǝ fann’ammorǝ. Fann’ammorə ‘ntu tianə, tuttə ‘e vvecchiə ruffianə.

A marzo, cioè, può piovere mentre c’è il sole, un fenomeno bizzarro, come le vecchie che fanno l’amore, e tutte le vecchie ruffiane, maliziose, devono finire bollite nel calderone, lo stesso, magari, che usano per fare pozioni magiche per ottenere l’amore.

La canicola che caratterizza i giorni d’estate è determinata da ‘u solǝ lionǝ, quando cioè il nostro astro prende la forza di questo felino, entrando astrologicamente nella costellazione del Leone (23 luglio-22 agosto), ma oggi i cambiamenti climatici hanno esteso i giorni di caldo torrido ben oltre questo periodo.

L’alterazione climatica anche nella tradizione popolare è avvertita come una dissonanza, così se l’inverno è troppo mite, si teme che possa accadere qualche evento catastrofico e quindi: è mmegliǝ a vvede’ nu lupinarǝ ca n’ommǝ scammisulatǝu mes’e jennarǝ, meglio vedere un lupo mannaro che un uomo senza camicia a gennaio, dice un proverbio di Fragneto Monforte. Il lupo mannaro, infatti, è legato tradizionalmente al cuore dell’inverno. Il suo destino di versipellis, come si chiamava in latino, secondo la tradizione è stabilito dalla data di nascita alla mezzanotte del 24 dicembre.

Ma anche nel solstizio d’estate si possono trarre auspici sul destino: se nella notte di San Giovanni Battista, il 24 giugno, una ragazza nubile fa sciogliere sul fuoco un pezzo di piombo e quando esso sia fuso, lo butti di colpo nell’acqua fredda, recitando contemporaneamente: San Giuannǝ, San Giuannǝ, che ciorta mǝ mannǝ? (San Giovanni, San Giovanni, che destino mi mandi?) potrà vedere nelle forme contorte assunte dal piombo quale lavoro farà il suo futuro marito.

Si può conoscere quando ci sarà la fine dell’estate. Da Arpaise viene questo: A prim’acqu’aùstə, mittə manə a ‘u bbustə, quando viene la prima pioggia ad agosto, puoi indossare gli indumenti pesanti. Mentre a Fragneto Monforte la vista del cielo notturno dà indicazioni sul clima dei giorni successivi: Stellə luntanə, acqua vicinə.

N.B. il segno ǝ si legge con un suono intermedio tra “a” ed “e”.

PAOLA CARUSO

Nella foto il rituale della plomboscopia nella notte di San Giovanni, immagine tratta da: https://fantasmi-paranormale-misteri-ed-esoterismo.webnode.it/l/il-piombo-fuso-di-san-giovanni/