A 150 ANNI DALLA MORTE UN LIBRO SU REMIGIO DEL GROSSO-Un lavoro di Fabio Paolucci, la prima biografia sullo studioso collese Cultura
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“Remigio del Grosso. Poeta, matematico e astronomo sannita. Nel 150° anniversario della morte” è il titolo del libro scritto da Fabio Paolucci per le Edizioni Modern e disponibile su Amazon dal 27 luglio 2026.
Fabio Paolucci, archivista, giornalista pubblicista e docente, per questo lavoro si è avvalso della collaborazione di Angelo D’Emilia, presidente dell’Associazione Culturale Colle Sannita, che ha contribuito fornendo scansioni di documenti dell’archivio comunale, e di Licia Troisi, autrice di genere fantasy e astrofisica, nonché conduttrice televisiva, che ha curato la parte dedicata alle note scientifiche dei carmi di Remigio del Grosso. L’impaginazione e la grafica curate da Valentina Marino di Cercemaggiore. Dalla prefazione di Andrea Jelardi si evince che “si tratta della prima dettagliata biografia di Remigio del Grosso, con opere scientifiche e letterarie, fino ad oggi pubblicata”.
Questo saggio storico-biografico di Fabio Paolucci è un rilevante e doveroso tributo a Remigio Del Grosso, figura di spicco della scienza e della letteratura italiana del XIX secolo, nonché vanto del Sannio e del suo paese, Colle Sannita, dove nacque il 20 maggio 1813. Astronomo, matematico, poeta e docente, Del Grosso meritò - quando morì a Napoli il 29 febbraio 1876 - il privilegio della sepoltura nel recinto degli uomini illustri nel cimitero cittadino di Poggioreale. Il picco della carriera giunse nel 1860 con la nomina a professore di Meccanica Applicata alla Regia Università di Napoli e nello stesso anno scelse di spogliarsi definitivamente dell'abito talare.
Il giovanissimo Remigio potette formarsi grazie al benessere della sua agiata famiglia che gli consentì di studiare fino a diventare sacerdote. Grazie a Fabio Paolucci il nome di Remigio Del Grosso torna così a rivivere nella sua terra e non solo, come esempio luminoso di un passato ancora attuale nonché modello soprattutto per le giovani generazioni. Fabio Paolucci - non soltanto storico competente e scrupoloso ma anche appassionato archivista e genealogista - ha realizzato dunque uno studio accurato e completo nel quale restituisce anzitutto uno spaccato di vita ottocentesca in un piccolo paese dell’entroterra sannita, all’epoca privo di scuole pubbliche e con un’economia basata solo sull’agricoltura, ma dove tuttavia il giovanissimo Remigio potette formarsi grazie al benessere della sua agiata famiglia che gli consentì di studiare a Foggia dai Padri delle Scuole Pie e poi presso i Gesuiti a Benevento essendo destinato, come consuetudine del tempo, a diventare sacerdote.
Una storia che inizia ancor prima della sua nascita attraverso la genealogia di un casato illustre e si snoda poi per ben oltre un secolo con le successive vicende della famiglia che ne raccolse l’eredità morale e professionale, brillantemente rappresentata da alcuni suoi discendenti tra i quali l’omonimo Remigio jr. (Colle Sannita 1912 - Riccione 1984) che fu figura di rilievo del cinema italiano come sceneggiatore, soggettista, regista e documentarista.
Grazie a Fabio Paolucci il nome di Remigio Del Grosso torna così a rivivere nella sua terra e non solo, come esempio luminoso di un passato ancora attuale nonché modello soprattutto per le giovani generazioni. A loro, infatti, spetta il dovere di riannodare i legami con la storia, e in particolare conoscerne e apprezzarne quei protagonisti che con impegno hanno costruito il futuro e reso grande la nostra terra sannita. Nel 1838 iniziò a insegnare filosofia e matematica al seminario di Larino e nel 1840 superò l’esame per diventare alunno astronomo e assistente presso il Reale Osservatorio di Capodimonte a Napoli, collaborando con Annibale de Gasperis. Nel 1843 si trasferì a Firenze come astronomo aggiunto alla Specola di San Giovannino, sotto la guida di Padre Giovanni Inghirami. Rientrato nel Regno delle Due Sicilie, fu nominato professore di Astronomia Nautica (Navigazione) presso la Scuola dei Piloti di Napoli, ruolo che mantenne per circa vent’anni. Dal 1863 fino alla morte, avvenuta nel 1876, occupò la cattedra di Meccanica Celeste nello stesso ateneo. Fu Socio Ordinario dell’Accademia delle Scienze, membro dell’Accademia Pontaniana e del Consiglio Superiore di Pubblica Istruzione. Tra i suoi scritti specialistici spiccano gli Elementi di Navigazione (1850), gli Elementi di meccanica razionale e il discorso inaugurale alla Regia Università di Napoli Newton; astronomia moderna (1869). Remigio del Grosso è considerato un pioniere in Europa per aver fuso il rigore scientifico con la sensibilità romantica e lirica. Luigi Settembrini, suo intimo amico ed estimatore, definì i suoi scritti un «monumento della letteratura moderna».
Del Grosso considerava la poesia un semplice diletto, ma la critica - tra cui i successivi interventi di Benedetto Croce e Francesco Flora - ha accostato lo stile di Del Grosso a quello di Lucrezio.
LUIGI MOFFA

21/07/2026