Comunità Montana del Fortore, quasi 3 milioni dalla Regione. Ma l’emergenza stipendi resta Economia

Tra arretrati degli operai forestali, anticipazioni sulle casse dell’Ente e nuove prospettive per la SNAI Fortore Beneventano, la Giunta della comunità Montana guarda al 2027 e chiede alla Regione tempi più rapidi per risorse e programmazione.

Una riunione a ridosso di Ferragosto che, più che una semplice tappa amministrativa, fotografa alcune delle principali difficoltà con cui continua a confrontarsi la Comunità Montana del Fortore. La Giunta Esecutiva, presieduta da Zaccaria Spina, insieme agli assessori Giuseppe Addabbo e Gianfranco Mottola, ha messo sul tavolo due questioni decisive: il pagamento delle spettanze arretrate agli operai idraulico-forestali e il completamento dell’iter legato alla SNAI Fortore Beneventano.

Due piani diversi, ma strettamente collegati da una stessa esigenza: avere risorse disponibili e soprattutto tempi certi.

Quasi tre milioni di euro, ma la priorità è ripristinare la liquidità

Il primo dato arriva dal Decreto Regionale n. 334 del 6 agosto 2026, con cui la Regione Campania ha disposto un impegno di spesa di 2.967.667,04 euro in favore della Comunità Montana del Fortore, relativo al rimborso del primo SAL intermedio.

Si tratta di risorse riferite ai lavori realizzati nel 2025. Un rimborso atteso dall’Ente, che negli ultimi mesi ha dovuto fare ricorso alle proprie disponibilità per anticipare somme destinate al pagamento degli operai forestali, arrivando a coprire anche le mensilità di gennaio e febbraio 2026.

Il trasferimento regionale, dunque, non può essere considerato semplicemente come nuova disponibilità finanziaria. La somma servirà innanzitutto a ricostituire la liquidità dell’Ente, dopo le anticipazioni già sostenute.

È qui che emerge la contraddizione più evidente: quasi tre milioni di euro in arrivo, ma un’emergenza stipendi ancora aperta.

Per questo la Giunta ha dato indirizzo al RUP del Servizio Foreste affinché, insieme al Servizio finanziario, valuti la possibilità di una nuova anticipazione. L’obiettivo è consentire il pagamento delle spettanze maturate nel 2026 dagli operai che hanno continuato a svolgere regolarmente la propria attività.

Il problema, quindi, non riguarda soltanto la disponibilità delle risorse, ma i tempi con cui queste riescono a raggiungere concretamente chi deve essere pagato.

Il nodo dei rendiconti e dei trasferimenti regionali

La questione degli stipendi porta inevitabilmente a un problema più strutturale: quello dei tempi della macchina amministrativa e dei trasferimenti regionali.

La Comunità Montana ha infatti posto l’accento sulla necessità di verificare tutte le procedure di rendicontazione relative agli anni precedenti, con l’obiettivo di sbloccare anche gli accrediti degli stati finali ancora attesi dalla Regione Campania.

È un passaggio fondamentale. Senza una regolare chiusura dei procedimenti e senza la conseguente erogazione delle risorse, gli enti territoriali rischiano di trovarsi costantemente costretti a finanziare in anticipo attività già svolte, trasformando quella che dovrebbe essere una misura straordinaria in una necessità ricorrente.

E a pagare il prezzo dei ritardi, in ultima istanza, sono anche i lavoratori.

Dall’emergenza alla programmazione: lo sguardo è già al 2027

La riunione della Giunta non si è però fermata alla gestione dell’emergenza. Un secondo fronte riguarda la SNAI Fortore Beneventano, per la quale sono stati approvati atti e documentazione propedeutici alle fasi finali della procedura, prima del passaggio all’assemblea dei sindaci.

È un appuntamento importante per un territorio che da anni cerca di costruire una strategia di sviluppo capace di contrastare marginalità, spopolamento e fragilità infrastrutturali.

La vera partita, però, si gioca anche sulla capacità di programmare per tempo ciò che dovrà essere realizzato. Ed è proprio per questo che la Giunta ha rivolto alla Regione Campania una richiesta precisa: accelerare le attività necessarie alla programmazione e alla progettazione degli interventi a partire dal 2027.

Non è soltanto una questione di calendario. Programmare significa poter progettare, individuare le priorità e mettere gli enti nelle condizioni di intervenire senza trovarsi nuovamente a rincorrere le emergenze.

Un territorio che chiede certezze

La riunione di Ferragosto restituisce così un quadro fatto di luci e ombre. Da una parte, l’arrivo di quasi tre milioni di euro rappresenta un segnale concreto e consente alla Comunità Montana di recuperare parte delle somme anticipate. Dall’altra, rimane aperta la questione delle mensilità arretrate e, più in generale, quella della puntualità dei trasferimenti e delle procedure di rendicontazione.

La forestazione, del resto, non è soltanto una voce di bilancio. Nel territorio del Fortore significa lavoro, manutenzione, tutela del patrimonio naturale e presidio delle aree interne. Per questo la continuità degli interventi non può dipendere esclusivamente dalla capacità dell’Ente di anticipare risorse.

Il messaggio che arriva dalla Giunta è dunque duplice: nell’immediato occorre garantire agli operai ciò che spetta loro; nel medio periodo bisogna costruire condizioni finanziarie e amministrative più stabili.

Il 2027 diventa così un orizzonte decisivo. Ma perché non si trasformi nell’ennesima scadenza da rincorrere, sarà necessario che alle richieste di programmazione seguano tempi certi, risorse effettivamente disponibili e procedure più rapide.

Perché il vero problema, oggi, non sembra essere soltanto quanto denaro arriva, ma soprattutto quando arriva e quanto tempo occorre prima che si trasformi in lavoro, stipendi e interventi concreti sul territorio.

MARIALBA NENNA