2027 LA SPERANZA In primo piano

L’estate non è stagione adatta a progettazioni, ma l’autunno ancorché con temperature elevate reclama di mettersi all’opera. Non sembra cogliere nel segno la proposta di Mastella di prolungare le vacanze scolastiche per far trovare pronti aule e banchi al primo di ottobre. Non perché potrebbero essere pronti gli edifici in costruzione, ma perché il caldo atmosferico non si addice alla freschezza delle menti.

Potrebbe essere colpa del caldo, ad esempio, che il fiume Calore si sia scoperto un traghettatore di schiume o che ad Airola si sia sviluppato un “vasto incendio” che ha indotto a metter mano alle riserve di mascherine per mitigare l’inalazione di flussi malefici.

Sempre colpa del caldo il mite successo di Città Spettacolo, che non ha toccato gli albergatori e i ristoratori. Per far ridere è bastato E’ fuori nevica capolavoro di tempi infelici di un Salemme piccolo piccolo.

Sarà colpa del modesto livello di beneventani disponibili su piazza, mentre le classi superiori si godevano meritate vacanze tra mari e monti e viaggi esotici, fatto sta che neanche la tragedia dei tre fratelli di Apice ha smosso il triste ritmo di chi non muove passo perché aspetta che sia l’altro a provarci.

Il 2027 si voterà per il rinnovo di Senato e Camera dei Deputati. Si voterà anche per la elezione del sindaco e la formazione del consiglio comunale. La legge impedisce che possa provarci Mastella, ma nulla vieta che il nostro imprescindibile leader politico possa varare un “pool” di liste tali da sfidare le disperse rappresentanze eredi di antiche etichette. 

Non esistono più partiti in qualche modo raccordabili con riferimenti nazionali, almeno per quanto riguarda orientamenti e riferimenti a ideologie o solamente a personalità attrattive (locali o nazionali o trans-nazionali che siano). 

Progetti o programmi si ridurranno a fantasmi di nomi antichi, tipo destra o sinistra segnalate da giacchette sdrucite o da fanciulli senza ascendenze di riferimento?

Negli ultimi tempi qualche spiraglio a cui guardare con interesse è venuto dalla Confindustria: da una parte il “peso” di un Vigorito assecondato dalla rappresentanza della mezza età, dall’altra la nouvelle vague rappresentata da Basile non solo albergatore che ha riqualificato il centenario Hotel Italiano. Dal mondo agricolo, che perde l’immagine di Roberto Costanzo, si aspetta la consacrazione di un ramo portante dell’economia provinciale. 

E’ da questa parte di cultura responsabile, a fronte di velleitarie improvvisazioni senza “carte” da esibire, che devono uscire idee, stimoli, proposte e - allo stesso tempo - le fisionomie di personalità pronte a giocare con prospettive di impegno civico che vada oltre la pura e semplice vittoria. Ma, pur considerando prospettive di riferimento “tradizionali”, bisogna mettere in agenda qualcosa di più consistente.

Mi rifaccio a qualche idea già manifestata.

C’è qualcuno (partito, associazione, università…) che voglia disegnare una nuova Regione Campania formata solo dalle province di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno?

La provincia di Napoli ha, infatti, poteri propri in virtù della figura di Città Metropolitana. È interlocutrice diretta con gli organi centrali della Repubblica Italiana. Per quale motivo, grazie alla popolazione residente, Napoli ha più del doppio dei consiglieri regionali che gestiscono esclusivamente gli interessi di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno giacché la Regione non ha nessuna competenza sulla Città Metropolitana. La classe dirigente di questa meravigliosa terra chiamata Campania è in grado di studiare una proposta di auto rinnovamento e metterla in pratica già dalla elezione del nuovo consiglio regionale?

Siamo in grado di capire che è indispensabile ridurre il numero dei comuni, con sindaci, assessori, comandanti di vigili urbani perché la popolazione è in calo? I Comuni non possono ignorare le cifre dei loro uffici d’anagrafe.

Proprio dalle tendenze anagrafiche si calcola quanto possa essere il gettito dei tributi che una comunità può raggranellare. E allora il repulisti delle incrostazioni che, per esempio, non riescono a farci sapere che cosa i fiumi Sabato e Calore portano al mare dopo i non sempre profumati passaggi nelle nostre comunità.

A proposito. Si conoscono date per (non dico la fine) dei lavori dell’imminente partenza (dopo dieci anni) del depuratore di Benevento?

Dice: ma Mastella non c’era. Sì, al Comune mastelliani proclamati a comandare c’erano anche nel decennio precedente.

MARIO PEDICINI