Agosto 1826: duecento anni fa il genio di Champollion svelava l'anima egizia di Benevento In primo piano
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Nell'agosto del 1826, sotto un sole cocente e avvolto da una polvere orribile, l'uomo che aveva violato i segreti dei faraoni faceva il suo ingresso a Benevento. Jean-François Champollion non si accontentava più della riproduzione imprecisa data da Zoega sull’obelisco beneventano.
Accompagnato dal fidato amico e viaggiatore Sir William Gell, Champollion decise di muoversi in prima persona quando si rese conto che a Benevento non esisteva un disegnatore abbastanza capace da copiare fedelmente i segni sacri dell'obelisco cittadino. Fu un'ispezione sul campo guidata da una straordinaria intuizione epigrafica.
Ho arricchito il mio portfolio geroglifico con una copia esatta dell’obelisco di Benevento, scriveva entusiasta Champollion al fratello Jacques-Joseph in una lettera privata che oggi rappresenta una pietra miliare della storia dell'archeologia. Tra quelle righe, lo studioso francese annunciava una scoperta sensazionale: Disegnai io stesso l’obelisco sul posto, e verificai quello che sospettavo, cioè che l’Obelisco esistente era fatto di pezzi di due obelischi.
Fino ad allora, il monumento era ritenuto un blocco unico superstite. Champollion comprese che l'opera visibile in città era in realtà un puzzle arbitrario composto da frammenti di due differenti monoliti gemelli. Ma la fortuna del genio non si fermò qui. Ispezionando il cortile dell'arcidiocesi beneventana, l'archeologo rinvenne altri due grandi frammenti. Con l'entusiasmo dei grandi scopritori, annotò: Unendo questi frammenti con quelli che compongono l’attuale obelisco, lo ricompongono senza il minimo dubbio. Lasciato alla ricerca di un obelisco, sono tornato con due.
Grazie alla sua decifrazione sul posto, i geroglifici iniziarono finalmente a parlare. Champollion svelò che i due monumenti gemelli di granito rosso di Assuan erano stati eretti nell'88-89 d.C. sotto il regno dell'imperatore Domiziano per propiziare la sua salvezza, posizionati dinanzi al sontuoso tempio dedicato alla dea Iside, la Gran Signora di Benevento, per mano del prefetto d'Egitto Rutilio Lupo.
A duecento anni da quel viaggio estivo, l'anniversario della visita di Champollion celebra l'atto di nascita della Benevento egizia, restituendo al mondo l'identità perduta del più grande santuario isiaco d'Occidente fuori dai confini d'Egitto.
CESARE MUCCI

18/08/2026