Inchiesta Santamaria: coinvolte altre 18 persone tra dirigenti, imprenditori, tecnici e sindaci. TUTTI I NOMI In primo piano

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Benevento hanno dato esecuzione a un articolato, imponente e ramificato compendio di perquisizioni, disposto dalla locale Procura della Repubblica nei confronti di soggetti indagati, a vario titolo, per i reati di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione per l’esercizio delle funzioni, induzione indebita a dare o promettere utilità, ricettazione e finanziamento illecito ai partiti.

L’attività investigativa - che rientra nell’indagine che ha portato all’arresto dell’ex dirigente comunale Gennaro Santamaria - coinvolge 4 dirigenti/funzionari del Comune di Benevento, 1 ex dirigente della Regione Campania, 7 imprenditori, 4 tecnici e 2 sindaci della provincia.

L’operazione costituisce il punto di snodo di un’indagine complessa, condotta con il massimo rigore investigativo. Essa trae origine dall’arresto in flagranza, avvenuto nel marzo scorso di Gennaro Santamaria, nella cui disponibilità furono rinvenute ingenti somme di denaro contante suddivise in apposite buste.

Nel corso dei successivi interrogatori resi dinanzi all’Ufficio del Pubblico Ministero, il dirigente comunale ha fornito un quadro dichiarativo di importante rilievo investigativo, articolato in dichiarazioni sia autoaccusatorie che eteroaccusatorie, che ha imposto all’Ufficio un’approfondita e doverosa opera di verifica. 

Gli accertamenti si estendono a molteplici e delicati settori della pubblica amministrazione, investendo diverse pratiche in essere presso l’ufficio urbanistico del Comune di Benevento, due procedure di conferimento di incarichi di verificatore e una di progettazione di opere pubbliche, tre procedure di affidamento in appalto per la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori, quattro concorsi pubblici per l’assunzione di personale e cinque procedure di co-progettazione relative al secondo settore per i servizi alla persona, nonché le procedure di affidamento di incarichi di progettazione per il risanamento del dissesto idrogeologico presso i Comuni di Ponte, Frasso Telesino, San Giorgio la Molara, Pietraroja e l’Ente Parco del Taburno.

Rispetto a tale imponente patrimonio dichiarativo, la Procura ha ritenuto indispensabile procedere agli odierni atti di perquisizione e sequestro, finalizzati ad acquisire ogni utile riscontro, documentale e digitale, a supporto delle chiamate in correità e delle ipotesi d’accusa, nell'inderogabile interesse alla completa trasparenza e al pieno accertamento dei fatti.

In parallelo, nella giornata odierna è stata attivata la procedura per la richiesta, al Giudice per le Indagini Preliminari, di incidente probatorio, finalizzato all'esame del dichiarante nel pieno e garantito contradditorio tra le parti, così da cristallizzare un compendio probatorio pienamente utilizzabile nelle successive fasi del procedimento.

Si segnala, inoltre, la particolare complessità e la proiezione sovraterritoriale della vicenda: alcune delle ipotesi delittuose emerse risultano, infatti, di competenza del Procuratore Europeo. Contestualmente ai provvedimenti disposti da questa Autorità Giudiziaria, i Carabinieri stanno eseguendo analoghi atti delegati dalla Procura Europea, in un quadro di stretto e costante coordinamento istituzionale.

TUTTI I NOMI COINVOLTI

L’elenco si apre con Gennaro Santamaria e comprende: 

Maria Antonella Matticoli (di Isernia);

Antonella Moretti, Maurizio Pepe, Maurizio Perlingieri, Vincenzo Rosiello (di Benevento);

Vincenzo Caretti (di San Giorgio la Molara);

Lorenzo Iannotti (di San Lorenzo Maggiore);

Nascenzio Iannace (sindaco di San Leucio del Sannio);

Giorgio Saginario (di Benevento);

Antonello Caporaso (sindaco di Ponte - consigliere provinciale di Forza Italia);

Pio Minicozzi (di Benevento);

Antonio Iannella (di Torrecuso);

Domenico D’Agostino (di Limatola);

Giovanni D’Occhio (di Torrecuso);

Renato Parente (presidente del Consiglio comunale di Benevento);

Raffaele Basso (di Napoli);

Paolo Papapietro (di Tricarico);

Romeo Melillo (di Montesarchio).

Trattandosi di provvedimenti adottati nella fase delle indagini preliminari, per gli stessi sono ammessi i consuetti mezzi di impugnazione. Al contempo, si rammenta che i destinatari delle misure sono persone sottoposte a indagine e che, in ossequio ai principi costituzionali, vanno presunti innocenti fino a sentenza definitiva irrevocabile.