LA NUOVA GIUNTA REGIONALE NON TRASCURA IL SANNIO In primo piano
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Era un giorno dell’autunno del 1971 allorquando, nel corso di un convegno della Prima Conferenza Agricola Regionale, a Battipaglia lungo la costiera salernitana, l’allora giovane giornalista RAI, Clemente Mastella, in un’intervista all’assessore regionale all’Agricoltura, gli pose qualche domanda provocatoria, e in particolare gli chiese se almeno nel settore agroalimentare le province interne avrebbero avuto il primo posto dell’attenzione della Regione. Era una domanda provocatoria anche perché, sebbene fossero militanti in due diverse correnti della D.C., ambedue, il giornalista e l’assessore erano sanniti e quindi, sia l’uno che l’altro, legati a quel particolare settore.
L’agricoltura rappresentava il primo settore economico di competenza della Regione e difatti disponeva del più alto finanziamento sia europeo che nazionale. Oggi, in qualche misura, l’agricoltura è ancora un settore di grande interesse della politica europea, e anche in una regione come la Campania, ragion per cui l’attuale Mastella, non tanto come giornalista quanto come attento leader centrista, vorrebbe farsi vanto dell’assegnazione dell’assessorato all’agricoltura ad un esponente del suo partito. Quindi la nuova giunta regionale non ha trascurato il Sannio.
Maria Carmela Serluca sarebbe la prima donna a ricoprire quella carica in Campania, e lo farebbe non solo con la notevole esperienza amministrativa-finanziaria acquisita al Comune di Benevento, ma anche con la sensibilità tecnico-economica di docente universitaria. Anche per questo dalla Prof. Serluca ci si attende una conduzione esperta e sensibile della non semplice amministrazione agraria regionale, soprattutto per quanto riguarda le problematiche del mondo rurale dell’area appenninica.
Tutto questo non richiede soltanto un impegno tecnico-giuridico, ma anche una notevole cultura socio-economica in un settore che nella Campania interna presenta aspetti e specificità spesso distinti e diversi rispetto al resto della regione. Difatti, soprattutto lungo la dorsale appenninica, il fattore umano è al tempo stesso causa ed effetto della conduzione di quella particolare attività produttiva, nonché soggetto coinvolto nella non facile gestione del territorio agrario: un territorio che è al tempo stesso area di insediamenti aziendali e abitativi, nonché fonte naturale delle variegate produzioni agroalimentari. Con questo voglio dire che per governare la politica agricola, in una particolare regione come la Campania, si richiedono esperienze, sensibilità e visioni economico-culturali che spesso una donna sa esprimere in maniera più elevata.
Un assessore regionale all’agricoltura, dotato di tali esperienze amministrative e sensibilità socio-economiche, può rivalutare le attese del mondo agricolo sannita che spesso negli ultimi tempi sono risultate sottovalutate dalla politica della nostra Regione. Questa nomina potrebbe essere quindi una grande occasione per il Sannio, altroché una “penalizzazione” come l’ha giudicata qualche politico antimastelliano, che forse si aspettava più di un assessore o un assessorato omnicomprensivo. Vi è pure chi lamenta la mancanza di un assessore alle zone interne, forse non tenendo conto che le zone interne non sono un settore ma un territorio, ossia un mondo che richiede una politica intersettoriale, e quindi non la dedizione di un solo assessore. Va detto infine che tutti gli assessori dovrebbero avere prioritariamente una sensibilità appenninica.
ROBERTO COSTANZO

05/01/2026