Nel Sannio la trionfale cavalcata dei sindaci uscenti In primo piano
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Dieci “fazzoletti di terra”, tutti con sistema elettorale a turno unico, il ruolo dei partiti ma ancor di più il peso delle liste civiche, il rapporto - vero, umano - intessuto nel quotidiano dai candidati politici con i propri concittadini e, poi, una grande verità: quando si tratta di elezioni amministrative sono le dinamiche locali ad influire sulle scelte degli elettori e non quelle nazionali, Roma è bella ma lontana ed i problemi veri sono in casa nostra!
Ecco, la fotografia che queste amministrative di primavera ci restituiscono, raccontano di conferme, ma anche di nuove raffiche e folate inaspettate.
Partiamo subito dalla new entry: a Calvi niente quarto mandato consecutivo per Armando Rocco, ma vince in maniera netta Vincenzo Parziale, classe 1993.
Il neo sindaco ha parlato subito di «Trionfo del cuore di una intera comunità. Calvi volta pagina con coraggio e passione. Le porte del Comune saranno spalancate e nessun cittadino sarà più lasciato indietro».
A Sant’Agata de’ Goti, invece, si impone Giovannina Piccoli, che così - dopo la breve parentesi da sindaco facente funzioni degli ultimi mesi - tornerà a vestire la fascia tricolore.
Già nel 2019, infatti, Piccoli era stata eletta alla carica più alta, ma dopo appena un anno era stata sfiduciata dalla sua stessa maggioranza, della quale faceva parte Carmine Valentino, suo competitor in queste Comunali e che ora dovrà sedere tra i banchi della minoranza.
A Reino, lo scoglio del quorum è stato ampiamente superato da Antonio Calzone, il quale si riconferma primo cittadino per la sesta volta e terza consecutiva (eletto sindaco dal 1992 al 2007 e poi dal 2015 ad oggi).
Un vero plebiscito ha rieletto per il terzo mandato consecutivo anche l’avvocato, nonché presidente del Consorzio ASI, Domenico Vessichelli in quel di Paduli.
Boom di preferenze pure per l’uscente Giovanni Caporaso, che guiderà per altri cinque anni Telese Terme.
Il paese con la più alta percentuale di votanti è stato Campoli del Monte Taburno (89,62%), dove Tommaso Nicola Grasso ha incassato la fiducia dei suoi concittadini per la terza volta di seguito.
Continuità amministrativa altresì a Guardia Sanframondi con Raffaele Di Lonardo che si aggiudica il duello elettorale contro Giovanni Ceniccola per 100 voti.
Idem nelle piccole comunità di Castelpoto e Foiano di Val Fortore in cui sono stati premiati, rispettivamente, Vito Fusco al suo terzo mandato e Giuseppe Antonio Ruggiero al suo secondo mandato consecutivo.
Discorso a parte, merita Castelfranco in Miscano, non perché il paese - grande poco più di un villaggio - sia oggettivamente importante o determinante per qualsivoglia equilibrio politico, ma in quanto lì ha scelto di candidarsi alla carica di sindaco un pezzo da novanta della politica sannita: Umberto Del Basso De Caro, deputato alla Camera, sottosegretario di Stato, fine avvocato penalista, consigliere regionale, ecc. ecc.
Sconfitto dall’uscente Andrea Giallonardo, Del Basso De Caro si è fermato al 20% dei voti.
Congetture, ipotesi sul perché e il per come l’ex sottosegretario al MIT si stesse giocando una onorata carriera proprio a Castelfranco, ovvero, dalle stelle di Palazzo Montecitorio alle stalle, non figurate ma reali di un paese noto per il suo caciocavallo, ebbene si sono sprecate.
Per non parlare degli sberleffi delle “truppe mastellate”…
Ma, a fare chiarezza, in ultimo, è stato proprio Umberto Del Basso De Caro: «Sin dal 25 aprile scorso ho dichiarato che il mio impegno a Castelfranco in Miscano aveva il valore di una testimonianza che ho affrontato, con spirito di servizio, al solo fine di evitare che maggioranza ed opposizione fossero un ‘unicum’ indistinto.
Realizzare in ogni comune, anche nei più piccoli, presidi democratici ed alimentare una sana, propositiva dialettica politica in ogni realtà territoriale è un’opportunità da cogliere, non da demonizzare con l’abusata pratica dell’insulto permanente.
Ho ribadito questo elementare concetto in ogni occasione, pubblica e privata, e da ultimo nella mia manifestazione di chiusura la sera del 22 maggio.
Ma la militanza, la generosità e, in questo caso, anche l’umiltà sono merce rara di questi tempi sicché, durante questa breve tornata elettorale, i dietrologi hanno collegato questo mio impegno ad un tentativo di scalata alla Rocca dei Rettori.
Oggi, a risultato acquisito, si parla invece di ‘umiliante sconfitta’.
Non intendo replicare all’estensore né ai firmatari della nota pubblicata a ‘commento’ dei risultati di Castelfranco, perché ritengo essere attività inutile discutere con i ciarlatani.
Desidero solo rassicurare costoro di non sentirmi affatto umiliato per aver consentito alla piccola comunità che mi ha dato l’onore di rappresentarla di delegarmi ad interessarmi del bene comune.
Spero di essere all’altezza del compito.
L’esempio, talvolta, è tutto».
Quando si dice “avere resilienza da vendere”.
ANNAMARIA GANGALE
annamariagangale@hotmail.it

30/05/2026