Scuole, gallerie e campo da golf tra finanziamenti e contestazioni In primo piano
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Forse per la prima volta assistiamo a ripetute ostilità politiche ed a contestazioni popolari verso opere pubbliche già finanziate ed anche in corso di realizzazione.
Va subito detto che quanto meno trattasi di un gesto coraggioso, quello di respingere un finanziamento statale di vari milioni di euro destinato al nostro territorio per opere non condivise.
Eravamo abituati a battere le mani alla concessione di aiuti finanziari pubblici a prescindere dal tipo di lavori cui erano destinati. Ma ora anche la ricostruzione di edifici scolastici può sembrare eccessiva, se non inutile, sebbene si tratti di fabbricati, se non proprio vetusti, indubbiamente poco efficienti e poco sicuri.
Forse la contestazione è stata determinata anche dal fatto che i relativi cantieri possono comportare disagi agli abitanti del quartiere e soprattutto alle famiglie degli alunni che indubbiamente per un paio di anni scolastici saranno costretti a fastidiosi spostamenti.
Ma potrebbe esservi anche qualche interesse politico nella contestazione di opere per le quali la maggioranza vorrebbe farsene un vanto, ragion per cui la minoranza tenterebbe di contestarle.
Questo vale per i due edifici scolastici di via Sala, per i quali l’Amministrazione Mastella ha dovuto esporre non poche spiegazioni, che peraltro sembra non abbiano convinto i contestatori, a prescindere dal motivo politico che li abbia mossi. La critica ad un’opera pubblica del secolo scorso sarebbe sembrata piuttosto incomprensibile: erano altri tempi, tempi forse non sufficientemente maturi per consentire obiettive valutazioni.
Altro caso di contestazione di opere pubbliche di grandi dimensioni è quello delle gallerie interquartieri, la cui costruzione ebbe inizio nel secolo scorso, per rimanere bloccata per lungo tempo fino all’arrivo dei fondi PNRR, con i quali l’Amministrazione comunale intenderebbe riaprire i cantieri. Ma secondo l’opposizione politica, e non solo politica, per collegare i massimi quartieri della città, Rione Libertà con Rione Atlantici-Mellusi, quelle due gallerie rappresenterebbero un’eccessiva spesa e una soluzione inefficace.
Recentemente il Consiglio Regionale ha votato un O.d.g. con il quale invita la Giunta a sospendere quel finanziamento al Comune di Benevento. Quindi i lavori di completamento di quelle gallerie non verrebbero riprese e il collegamento interquartiere verrebbe affrontato con un altro progetto, di là da venire.
Quindi anche in questo caso va rilevato il coraggio dimostrato dalla parte politica che ha promosso la contestazione dell’opera in corso e la contestuale proposta di una soluzione alternativa. Soluzione alternativa in quale forma e in quanto tempo?
E’ fuor di dubbio che i due massimi quartieri della città richiedano un collegamento più veloce e funzionale del presente: tra maggioranza e opposizione al momento non vi è una convergenza di vedute, sebbene è fuor di dubbio che ambedue sentano il bisogno ed il dovere di trovare una soluzione. Debbono al più presto trovare un unico tavolo di confronto.
Altri due tavoli di contestazione sono quelli che si occupano del cosiddetto Campo di golf che un’impresa privata con il sostegno del relativo Ente sportivo nazionale vorrebbe costruire in un proprio spazio sul versante Nord-Est della città. Anche in questo caso si tratterebbe di un ampio investimento finanziario, e non solo finanziario. La maggioranza mastelliana è favorevole; l’opposizione consiliare invece è contraria.
Va detto che anche per il Campo di golf nel secolo scorso difficilmente vi sarebbe stata una parte politica per il sì e una per il no. Si sarebbero contrapposte sul tipo di progetto da realizzare, sul rapporto di stabilire tra impianto e territorio.
A questo punto, benchè ci si trovi in campagna elettorale, dovremmo comunque avere il coraggio di chiederci se ha ragione Mastella che vuole realizzare quelle opere, a prescindere da eventuali costi geologici; o ha ragione l’opposizione che dice di no; la quale opposizione a volte propone una propria alternativa. Ed allora chi ha ragione? Ai posteri l’ardua sentenza.
ROBERTO COSTANZO

26/09/2025