Transizione energetica: problema vitale, ma nel Sannio se ne parla ancora poco In primo piano
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Nello scorso mese di settembre a Benevento abbiamo assistito ad un largo annuncio di un evento tecnico- economico in programma presso la Camera di Commercio, che sostanzialmente puntava alla diffusione delle cosiddette Comunità Energetiche Rinnovabili e quindi di Transizione Energetica.
Parlare di energie rinnovabili in una realtà socio-territoriale come la nostra provincia, che è occupata da magliaia di pale eoliche, nonché largamente coperta da pannelli solari, è come scoprire l’acqua calda. Difatti il Sannio, che rappresenta meno dell’1% del territorio nazionale e produce ben oltre il 10% delle energie rinnovabili dell’intero Paese, potrebbe essere indicato come una primaria provincia energetica, quindi largamente interessata alle tematiche di quel convegno della Camera di Commercio.
Pertanto una tale iniziativa promozionale avrebbe dovuto suscitare vasto interesse, e non solo in campo imprenditoriale, invece i partecipanti in sala non raggiungevano il numero di 10 persone.
Quindi non interessa più di tanto il tema, non lo consideravano attinente all’economia locale o non valutavano credibili i promotori ed i relatori?
Quando si parla di transizione energetica e quindi di misure a favore delle imprese interessate ossia di sostegno ai territori nei quali si estraggono le energie rinnovabili nel Sannio dovrebbe raccogliersi una vasta attenzione, se è vero che siamo una primaria provincia energetica.
Siamo difatti un’area in qui si ricava in larga quantità energia elettrica rinnovabile, non inquinata e non inquinante: una provincia che comunque non paga poco sul piano paesaggistico ed ambientale per consentire l’estrazione di tante risorse energetiche; ossia un tipo di energia comunque necessaria ed essenziale, perché rappresenta una incisiva alternativa alle fonti energetiche fossili che comportano invece alti costi non solo sul piano mercantile di importazione dall’estero.
Il disinteresse e la scarsa attenzione per gli argomenti oggetto di quell’evento alla Camera di Commercio rappresentano la conferma dell’insufficiente attenzione, e non solo in campo politico, per il primario ruolo economico-produttivo che possono rappresentare le risorse energetiche della nostra provincia: acqua vento e sole.
Non vogliamo renderci conto che il Sannio ha oramai raggiunto un primato che non vogliono riconoscere coloro che insistono nel parlare di “aree interne fragili”, laddove invece è tutta la dorsale appenninica un soggetto produttivo che deve essere riconosciuto, valorizzato ed adeguatamente compensato. Compensato e non semplicemente assistito: un territorio che dispone di tanta ricchezza energetica va adeguatamente compensato e non paternalisticamente assistito.
In una intervista ad Annamaria Gangale, su Realtà Sannita di settembre 2023 dicevo: “Nei prossimi anni un po’ tutti si convinceranno che il primato del Sannio in campo energetico non è rappresentato dal numero delle pale eoliche installate, bensì dalla compartecipazione dell’economia locale all’evoluzione ed ai ricavi delle fonti energetiche rinnovabili”.
Acqua, sole e vento. Oggi se ne parla ancora poco.
ROBERTO COSTANZO

12/10/2025