“Prosegue il nostro impegno sul territorio in vista delle elezioni provinciali. Ieri sono stato nei comprensori del Medio Calore, del Fortore e del Vitulanese per incontrare gli amministratori locali e sostenere la candidatura di Claudio Cataudo alla presidenza della Provincia di Benevento.Stiamo portando avanti una campagna capillare, comune per comune, fondata sull’ascolto e sul confronto diretto. Claudio Cataudo rappresenta una proposta autorevole e concreta, capace di restituire centralità ai Comuni e di garantire pari attenzione a tutte le aree del Sannio, a partire da quelle interne.Ho chiesto ai sindaci e ai consiglieri comunali di sostenere con convinzione la sua candidatura. Il voto a Claudio Cataudo è il voto per una Provincia più vicina ai territori, più efficiente e maggiormente attenta alle esigenze delle comunità locali”.Lo dichiara Francesco Maria Rubano, deputato e segretario provinciale di Forza Italia a Benevento.
Il Consiglio provinciale di Benevento si è riunito oggi nella Sala Consiliare alla Rocca dei Rettori e, a seguito del provvedimento del 17 luglio del prefetto di Benevento Raffaela Moscarella inerente la sospensione dalla carica, ai sensi della Legge Severino, del consigliere provinciale e consigliere comunale di Sant’Agata de’ Goti Carmine Valentino, ha proceduto alla surroga con Floriana Fioretti, prima dei non eletti della Lista “Partito Democratico”.La consigliera Fioretti, nel suo discorso di insediamento, nell’indirizzare il saluto ai colleghi tutti e dichiarare di essere vicina al collega Valentino, ha voluto rivolgere un in bocca al lupo ai candidati per la carica di presidente del 26 luglio. Fioretti ha ringraziato quanti la votarono lo scorso mese di febbraio quale consigliere provinciale ed ha ricordato che da dieci anni siede all’opposizione in Consiglio comunale di Benevento. Ha ricordato altresì di essere l’unica donna in Consiglio, esperienza che ha già vissuto in passato a dimostrazione che il tema della effettiva parità di genere sia ancora e sempre attuale. Ha dichiarato il proprio spirito di servizio nel suo lavoro politico per le aree interne del Sannio, un territorio, ha detto, che ha comunque straordinarie potenzialità. Si è detta pronta all’ascolto, al dialogo con tutti in una visione pragmatica della lotta politica.Il presidente Lombardi nel dare il benvenuto alla neo consigliera Fioretti, ha voluto ricordare come la programmazione che vede impegnata la sua Amministrazione è fatta di un lavoro comune con i Comuni, le Istituzioni, le associazioni, gli organismi rappresentati degli interessi legittimi. Il Sannio ha grande opportunità, ha continuato il presidente, ed ha una grande storia: oggi il Sannio è crocevia siamo crocevia di investimenti giganteschi e dunque la narrazione sulle aree interne deve essere necessariamente rivista sulla scorta degli impegni che le Istituzioni stanno profondendo sul territorio. Le aree interne sono un’opportunità per tutto il Paese. Il dovere di tutti gli amministratori di queste aree è quello di rappresentare le istanze delle nostre comunità in modo unitario: “noi non chiediamo assistenzialismo, ma proponiamo le nostre direttrici di sviluppo - ha detto Lombardi -. Noi abbiamo fatto molto per la mobilità e per le scuole consegnando opere per 60 milioni di euro, così come per il patrimonio archeologico anche con il Ministero e la Regione. Per questo dico che dobbiamo trovare la massima convergenza istituzionale per colorare di pagine belle questo nostro territorio”.Il Consiglio ha quindi approvato a voti unanimi la surroga della consigliera Floriana Fioretti.Il Consiglio ha quindi proceduto all’esame degli altri argomenti dell’ordine del giorno in materia di gestione economica con il Rendiconto per il 2025, l’Assestamento di Bilancio e la Variazione di Bilancio. Sugli argomenti ha relazionato il segretario generale e dirigente ad interim del Settore competente Maria Antonietta Iacobellis che, sulla scorta anche delle attestazioni del Collegio dei Revisori dei Conti, ha sottolineato che i conti della Provincia risultano in ordine.Su tutti e tre gli argomenti il Consiglio provinciale ha espresso il proprio voto favorevole con 6 sì e 4 astenuti.
“Mi rivolgo a tutti gli amministratori del Sannio con spirito di responsabilità e con la convinzione che questa elezione rappresenti un passaggio decisivo per il futuro della nostra Provincia.La mia è una candidatura autenticamente aperta a tutti coloro che hanno a cuore il bene del Sannio, al di là delle appartenenze politiche. Non ci sono steccati né preclusioni: c’è la volontà di costruire una Provincia che torni ad appartenere a tutti i Comuni e non a una ristretta cerchia di potere.Per troppo tempo la Provincia è stata piegata alle logiche del mastellismo, un sistema che ha concentrato decisioni e rapporti politici attorno a un unico centro di comando, mortificando il ruolo degli amministratori e limitando il protagonismo dei territori. Oggi abbiamo un’occasione concreta per chiudere quella stagione e aprirne una nuova, fondata sulla partecipazione, sulla legalità, sulla trasparenza e sul rispetto delle istituzioni.Questa è probabilmente la migliore opportunità per mandare a casa il presidente uscente e il sistema mastelliano che ha governato la Rocca dei Rettori. Da questa scelta può partire una nuova fase politica non solo per la Provincia, ma anche per la città di Benevento. Il fronte civico e amministrativo che oggi può nascere attorno a questa sfida rappresenta un’alternativa credibile e inclusiva che sarebbe auspicabile consolidare anche in vista delle prossime elezioni amministrative del capoluogo. Dimostrare che è possibile unire amministratori e sensibilità diverse attorno a un progetto comune significa porre le basi per offrire ai cittadini di Benevento una proposta di governo realmente alternativa al mastellismo anche il prossimo anno.La mia candidatura nasce dalla volontà di costruire una Provincia concreta, autorevole e davvero inclusiva, capace di ascoltare ogni realtà del Sannio e di rappresentare con equilibrio le esigenze di tutti i territori, dai centri più grandi ai piccoli Comuni.Credo in una Provincia che sia realmente la casa di tutti i Comuni: un luogo di confronto, collaborazione e sostegno, dove ogni sindaco e ogni amministratore possano trovare un interlocutore presente, libero da logiche di appartenenza e attento esclusivamente agli interessi delle comunità.Le sfide che abbiamo davanti - infrastrutture, viabilità, edilizia scolastica, tutela del territorio, sviluppo economico e valorizzazione delle nostre eccellenze - richiedono un Ente Provincia che unisca e non divida, che coinvolga e non escluda.Leggo che alcuni colleghi amministratori hanno deciso di astenersi. A loro rivolgo un appello sincero: rispetto ogni scelta, ma l’astensione, in questa elezione, rischia di trasformarsi in un aiuto al sistema che si dice di voler superare. Chi vuole davvero cambiare deve scegliere. E deve votare.Per questo mi rivolgo a tutti gli amministratori che non si riconoscono più nel mastellismo, ma anche a quanti, pur provenendo da esperienze diverse, credono che sia arrivato il momento di restituire dignità, autonomia e centralità ai Comuni.Non chiedo un voto di appartenenza. Chiedo un voto di coraggio. Un voto per liberare la Provincia da un modello politico ormai esaurito e costruire un’istituzione trasparente, partecipata e vicina ai territori.Insieme possiamo aprire una nuova stagione amministrativa e politica per il Sannio. Una stagione fondata sul civismo, sulla condivisione delle scelte e sul rispetto di ogni comunità. Una stagione che può rappresentare il primo passo di un percorso più ampio, capace di offrire anche a Benevento città un’alternativa forte, unita e credibile al governo mastelliano.Il cambiamento oggi è possibile. Dipende da ciascuno di noi”.Claudio Cataudo
“Facendo seguito all’incontro pubblico che si è svolto a Durazzano lo scorso 20 aprile 2026 e alla formale richiesta di audizione trasmessa in questi giorni dall’Amministrazione comunale di Durazzano, anche a nome del Comune di Santa Maria a Vico, ho chiesto, anche nella mia qualità di Segretario della Settima Commissione Consiliare Permanente - Ambiente, Energia e Protezione Civile del Consiglio Regionale della Campania, al Presidente della Commissione, on. Salvatore Flocco, di calendarizzare nella prima seduta utile un’audizione dedicata alla vicenda della cava di Durazzano (Comparto estrattivo C12BN_01 - Località Fossa delle Nevi)”. Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia Fernando Errico. “Ho trovato nel presidente Flocco piena e pronta disponibilità ad approfondire la questione e ad avviare tempestivamente il percorso istituzionale necessario. Ho ritenuto doveroso raccogliere la sollecitazione proveniente dalle amministrazioni comunali interessate e dal territorio - prosegue Errico - affinché la Commissione possa esaminare una vicenda che presenta evidenti profili di interesse ambientale, amministrativo e istituzionale. Per questo ho chiesto che all’audizione siano invitati tutti i soggetti coinvolti, a partire dai rappresentanti dei Comuni di Durazzano e Santa Maria a Vico, dagli uffici regionali competenti e da ogni altro ente interessato. Ho inoltre richiesto la partecipazione dell’assessore regionale all’Ambiente, Claudia Pecoraro, affinché possa offrire il contributo del Governo regionale su una questione che riguarda la tutela del territorio, la corretta pianificazione delle attività estrattive e il rispetto delle procedure amministrative previste dalla normativa vigente. La richiesta di audizione - conclude Errico - rappresenta un passaggio importante per garantire il massimo confronto istituzionale e consentire alla Commissione di acquisire tutti gli elementi utili, anche alla luce delle criticità evidenziate nella relazione istruttoria del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dei procedimenti tuttora pendenti. L’obiettivo è assicurare trasparenza, ascolto dei territori e piena collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte, nell’interesse delle comunità locali e della tutela dell’ambiente”.
ECCO LA NOTA STAMPA DELLA SEGRETARIA PD SANNIO FILOMENA MARCANTONIO.Con riferimento alla nota stampa del Coordinamento di Civico 22 e nel rigoroso rispetto della sua autonomia politica, è opportuno precisare come la posizione assunta in vista delle elezioni di secondo grado del Presidente della Provincia non sia sovrapponibile a quella del Partito Democratico quale deliberata il 16 luglio u.s..Doveroso altresì chiarire come l’amico Angelo Moretti, consigliere comunale di Benevento e leader di Civico 22, non faccia parte della Segreteria Politica del PD Sannita. Piuttosto egli, al pari di altre quattro riconosciute personalità del «mondo della cultura, del lavoro, dell’associazionismo, delle imprese e del terzo settore», è autorevole «membro esterno», ovvero non iscritto, della Direzione Provinciale del partito.
ECCO LA NOTA STAMPA DIFFUSA DA ANGELO MORETTI (CIVICO22).Lo scenario del governo provinciale si presenta quanto mai insolito e acceso: Ci sono due proposte da vagliare per i circa mille amministratori dei comuni beneventani e queste proposte non rientrano affatto nel solito schema di centro destra e centro sinistra, ma in quello della continuità o discontinuità.Da un lato, la continuità del sistema di potere e di influenza del brand Mastella, che l'onestà intellettuale non ci consente di definire parte di un campo largo che, non ancora costituito a livello locale, ha già bruciato ogni regola grammaticale all’interno della coalizione, imponendo un suo nome come l'unico possibile, Lombardi; dall'altro, la discontinuità offerta da un candidato che proprio a Ceppaloni governa anche grazie al voto di forze della sinistra di base e di un centro sinistra non allineato al mastellismo locale, Cataudo.Siamo al paradosso: Entrambe queste posizioni non riconducibili al centro sinistra vinceranno o perderanno grazie al voto del centro sinistra stesso, peraltro ininfluente nell’ultima elezione provinciale.Civico 22 è nell’agone elettorale con il suo solo voto di peso al Consiglio comunale di Benevento, ma soprattutto con il suo contributo di idee e di riflessioni sul momento politico della provincia.Dopo una sofferta discussione interna al suo coordinamento, in cui i sette componenti hanno dibattuto alla pari tra l’astensione ed il voto convinto al candidato Cataudo, abbiamo alla fine optato per questa seconda ipotesi.Perché?Perché abbiamo ritenuto che lo scenario richieda il massimo dell’impegno per segnare una vera discontinuità con gli oltre dieci anni di governo provinciale e comunale.Le falle del mastellismo sono sotto gli occhi di tutti noi, ma ciò che rende ancora più grave ed urgente la scelta del cambiamento è l'ostinata difesa di un sistema che avrebbero dovuto cambiare dall’interno i suoi dirigenti e che invece sta crollando sotto i colpi di inchieste e di condanne che deturpano l’onore del nostro territorio.Noi non seguiamo giustizialismi di nessuna sorta, né riteniamo nemici gli avversari politici, ma nemmeno prestiamo il fianco a una continuità che evidentemente verrebbe letta, alla Rocca dei Rettori come a palazzo Santa Lucia, come una prova di pervicace esistenza del sillogismo: Benevento uguale feudo mastelliano.Gli elettori ed i simpatizzanti di Civico 22 residenti a Ceppaloni hanno già appoggiato Cataudo sindaco, in rottura con il sistema feudo, vincendo le comunali; ora tocca a tutta la provincia battere un ulteriore colpo e poi finalmente potremo ricominciare a ragionare di temi e di contenuti e non più del futuro politico del Clemente nazionale, che rischia di far apparire i Sanniti come un popolo gregario e conformista che non vuole liberarsi da quel giogo.Votiamo Cataudo per voltare pagina e dare un segnale chiaro ai nostri elettori: Il civismo non è un'ideologia, è una pratica di libertà e di impegno autentico, e noi oggi intendiamo esercitare questa nostra forza spingendo il più possibile per l'uscita democratica e popolare da un sistema di potere evidentemente malato, in provincia come in città.L'urgenza è la discontinuità e la esprimeremo con il nostro voto e con l’onestà intellettuale di sempre, a viso aperto e senza rifugiarci in un comodo astensionismo.Con la stessa chiarezza e lo stesso senso civico con cui, alle primarie del centrosinistra, esprimeremo un nostro candidato alla carica di sindaco.
Scrive la segretaria provinciale del Partito Democratico Sannio, Filomena Marcantonio: “Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha affossato la legge “Calderoli”, la Destra-Centro ci riprova e baratta il Sud del Paese per tenere insieme la maggioranza di governo.La Lega porta a casa la sua bandiera separatista e Fratelli d’Italia accetta un percorso di frammentazione di quella Nazione che a parole dice di difendere ogni giorno.Altro che patriottismo: non si difende la Nazione dividendo i diritti degli italiani in base al territorio nel quale vivono.Il punto è esattamente questo: che Italia vogliamo essere?Un Paese nel quale la qualità della sanità, della scuola, dei trasporti e dei servizi dipenda dalla ricchezza del territorio in cui si nasce? Oppure una Repubblica che garantisce gli stessi diritti fondamentali da Nord a Sud, nelle grandi città come nei piccoli comuni delle aree interne?Come ha denunciato con nettezza il nostro segretario regionale, Piero De Luca, siamo davanti al rischio di una vera e propria «secessione mascherata».E dal Sannio questo rischio lo vediamo ancora più chiaramente.Perché noi già partiamo da una condizione di doppio svantaggio in quanto meridionali delle aree interne. Lo viviamo nella sanità, nei collegamenti, nella mobilità, nei servizi, nelle scuole che perdono studenti, nei comuni che si spopolano. Lo viviamo nei nostri giovani, che troppo spesso sono costretti ad andare via non perché abbiano liberamente scelto di farlo, ma perché altrove trovano opportunità che qui non siamo riusciti a garantire.E allora diciamolo con chiarezza: se i punti di partenza sono diversi, dare più autonomia senza prima colmare i divari significa rendere quei divari ancora più profondi.Prima dell’autonomia vengono i diritti.Prima di trasferire nuove funzioni bisogna garantire e finanziare realmente i Livelli essenziali delle Prestazioni e i Livelli essenziali dell’Assistenza (Lep e Lea) in tutto il territorio nazionale. Altrimenti l’autonomia differenziata è semplicemente l’autonomia di chi può permettersela. Non è questa l’Italia che vogliamo.E soprattutto non possiamo accettare l’ipocrisia di una politica nazionale che è solita riempirsi la bocca di rilancio delle aree interne ma assume decisioni strutturali che ne provocano l’estinzione sociale e civile. Per questo la battaglia contro questa autonomia differenziata è anche la nostra battaglia per il Diritto a Restare.Noi vogliamo un Mezzogiorno nel quale partire sia una scelta e non una condanna.Vogliamo che una ragazza o un ragazzo del Sannio possa andare a studiare a Roma, Milano, Napoli, Bologna o in Europa, ma possa anche tornare e trovare qui lavoro, servizi, infrastrutture e opportunità. Perché quando un giovane va via e non può tornare non perdiamo soltanto un abitante. Perdiamo competenze, energie, futuro. E quando questo accade per anni, non si spopolano soltanto i comuni: si impoverisce un'intera comunità.Ecco perché questa non è una battaglia del Sud contro il Nord.Rifiutiamo questa rappresentazione.La nostra è una battaglia per l’Italia.Perché il Mezzogiorno non chiede assistenza e il Sannio non chiede privilegi. Chiediamo di poter competere ad armi pari. Nascere in un piccolo comune del Sannio non deve significare meno diritti e meno opportunità.E poi c’è una questione politica che non può essere aggirata.Dove sono i parlamentari meridionali della maggioranza e dove sono quelli Sanniti? Tutti a votare per la secessione dei Ricchi contro la nostra terra.A loro chiediamo: vengono prima gli interessi delle comunità che li hanno eletti o gli equilibri politici della loro maggioranza?Perché rappresentare il Mezzogiorno e il Sannio non significa ricordarsi del territorio durante una campagna elettorale, partecipare a un’inaugurazione o rivendicare un finanziamento.Rappresentare un territorio significa difenderlo soprattutto quando si assumono decisioni che possono segnarne il futuro per decenni.Su questo non possono esserci silenzi. Noi abbiamo scelto da che parte stare. Stiamo dalla parte di un’Italia unita non soltanto nei confini, ma nei diritti. Stiamo dalla parte di un’Italia unita non soltanto nei confini, ma nei diritti. Stiamo dalla parte di chi pensa che la solidarietà tra territori non sia un favore che il Nord concede al Sud, ma uno dei principi cardine su cui si regge il nostro Paese, come sancisce l’articolo 3 della Costituzione che assegna alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che impediscono la piena uguaglianza dei cittadini.Questa dovrebbe essere la priorità: ridurre le distanze, non istituzionalizzarle.Il Partito Democratico del Sannio sarà fino in fondo dentro questa battaglia, insieme al PD campano e al Partito Democratico nazionale. Lo faremo nei nostri comuni, nei circoli, nelle istituzioni e tra le persone, perché dobbiamo spiegare che dietro parole apparentemente tecniche e neutre come «autonomia differenziata» c’è una questione molto semplice: decidere se i diritti devono continuare a essere nazionali oppure diventare regionali.Per noi la risposta non può che essere una.I diritti non hanno un codice postale.Difendere il Sannio, il Mezzogiorno e le aree interne significa oggi difendere l’unità sostanziale della Repubblica.Perché se cresce il divario tra Nord e Sud non perde soltanto il Mezzogiorno.Perde l’Italia!”.
“In vista dell’imminente consultazione per l’elezione del presidente della Provincia di Benevento, il Coordinamento Provinciale di Avanti-Psi Sannio intende ribadire con chiarezza la propria posizione politica, ispirata ai valori della coerenza e dell’appartenenza identitaria. Siamo chiamati, ancora una volta, a misurarci con una legge elettorale profondamente deficitaria: un sistema che, escludendo il suffragio universale e la partecipazione diretta dei cittadini, riduce la scelta democratica a una dinamica interna tra consiglieri comunali, svilendo il legame tra istituzioni e corpo elettorale.In questo scenario Avanti-Psi Sannio rivendica con orgoglio le proprie radici nella sinistra laica, garantista, libertaria e convintamente europeista. Tale identità traccia un confine invalicabile rispetto alla coalizione di centro-destra, che ripropone fedelmente, su scala locale, uno schema di governo alternativo ai nostri valori e alla nostra visione di società; pertanto, è esclusa ogni forma di convergenza o sostegno verso tale coalizione.Conseguentemente Avanti-Psi Sannio ribadisce, anche in vista della imminente scadenza elettorale, la propria collocazione nell’area di centro sinistra, pur valutando, con riguardo alla peculiare situazione del Comune di Benevento, che non sussistono le condizioni per la partecipazione al voto dei consiglieri socialisti della città capoluogo, attualmente impegnati nel ruolo di opposizione all’amministrazione Mastella”.E’ il documento approvato all’unanimità nella riunione del Coordinamento Provinciale Avanti-Psi Sannio, che si è riunito ieri sera presso l’Enoteca comunale di Castelvenere, al termine della quale Filomena Di Santo del coordinamento provinciale del partito ha donato ai partecipanti un garofano rosso.
“La Fondo Valle Tammaro è l’emblema del fallimento della presidenza di Nino Lombardi. Dopo anni di annunci e proclami, i cittadini del Fortore continuano ad attendere un'infrastruttura strategica senza alcuna certezza sul reale stato dell'iter amministrativo”. Lo dichiara Claudio Cataudo, candidato alla presidenza della Provincia di Benevento. “È inaccettabile - afferma Cataudo - che, a distanza di anni dall’approvazione del progetto, non vi siano ancora risposte chiare sull’aggiornamento dello stesso, sul suo reinserimento nella piattaforma ReNDiS, sulla disponibilità delle risorse economiche necessarie e, soprattutto, sui tempi di avvio dei lavori. Ancora più grave è il silenzio del presidente uscente Nino Lombardi, che ha il dovere di spiegare ai cittadini cosa sia stato realmente fatto e quali siano le concrete prospettive di quest’opera. Chi ha governato la Provincia - prosegue - non può limitarsi a riproporre le stesse promesse in ogni campagna elettorale. Deve assumersi la responsabilità dei risultati mancati e dei ritardi accumulati”.Per Cataudo, il completamento della Fondo Valle Tammaro - S.P. 44 San Giorgio la Molara - S.S. 90 Bis (Ponte Valentino) rappresenta “un’infrastruttura strategica per collegare il Fortore al capoluogo e all’area industriale di Ponte Valentino, fondamentale per garantire maggiore sicurezza, una mobilità efficiente e nuove opportunità di sviluppo economico per tutto il territorio. Il mio impegno - conclude Cataudo - sarà quello di riportare questa opera tra le priorità assolute dell’Ente Provincia. Il Fortore non può più essere ostaggio dell’inerzia amministrativa e dell’assenza di una guida politica capace di trasformare gli impegni in cantieri e i cantieri in opere concluse. I cittadini meritano risposte, tempi certi e fatti concreti, non l’ennesima stagione di promesse disattese”.
“Si è svolta ieri una riunione con i coordinatori comprensoriali di Forza Italia in vista delle prossime elezioni provinciali. A ciascun coordinatore ho rinnovato il compito di completare le ultime attività elettorali in ogni singolo Comune della provincia di Benevento, assicurando una presenza capillare e il massimo coinvolgimento degli amministratori locali”. Lo dichiara Francesco Maria Rubano, deputato e segretario provinciale di Forza Italia a Benevento.“All’incontro hanno partecipato anche i consiglieri provinciali Antonello Caporaso e Vincenzo Falzarano. È stata una riunione operativa e concreta, che ha confermato la compattezza e la determinazione del nostro movimento in questa fondamentale competizione elettorale. Ringrazio tutti i coordinatori per il lavoro che stanno svolgendo sul territorio e per le parole di apprezzamento rivolti. Forza Italia sta affrontando questa sfida con serietà, organizzazione e spirito di squadra, con l’obiettivo di conseguire un risultato importante e positivo con l'elezione del candidato Claudio Cataudo”.
I consiglieri comunali di opposizione Floriana Fioretti, Raffaele De Longis, Giovanni De Lorenzo, Francesco Farese, Marialetizia Varricchio, Giovanna Megna, Angelo Miceli, Angelo Moretti, Luigi Diego Perifano, e Vincenzo Sguera hanno formalmente depositato un Ordine del Giorno indirizzato al Sindaco Clemente Mastella, all’Assessore al Bilancio Razzano e al Consiglio Comunale.L'iniziativa nasce dall'esigenza di fare il punto sul percorso di uscita dal dissesto finanziario del Comune di Benevento, alla luce delle indicazioni fornite in Aula dall’Amministrazione durante la seduta di question time del 26 marzo 2025. In quella sede, era stato prospettato un orizzonte temporale di circa 10 mesi per il completamento di tutti i pagamenti.«Dalla seduta consiliare di marzo 2025 – spiegano i consiglieri firmatari – è ormai trascorso un anno e mezzo, superando ampiamente la tempistica inizialmente stimata per la conclusione della procedura. Riteniamo pertanto opportuno e doveroso, nel rispetto dei ruoli istituzionali, ricevere un aggiornamento ufficiale sullo stato dell'arte. La cittadinanza e le imprese del territorio attendono di conoscere la reale deadline per la chiusura definitiva di questa delicata fase economico-finanziaria.Occorre avere un quadro aggiornato sull'iter di uscita dal dissesto, chiarire le motivazioni alla base del differimento dei tempi rispetto alle stime iniziali, presentare una rendicontazione dettagliata sui pagamenti effettuati e sulla situazione del debito residuo dell'Ente.Il superamento delle criticità strutturali del bilancio – concludono i consiglieri Fioretti, De Longis, De Lorenzo, Farese, Varricchio, Megna, Miceli, Moretti, Perifano e Sguera – richiede la massima trasparenza condivisa. Auspichiamo che il Sindaco e l'Assessore al Bilancio accolgano questa richiesta offrendo al Consiglio Comunale elementi certi e definitivi sul futuro finanziario dell'Ente»
Il consigliere regionale Pellegrino Mastella (Casa Riformista - Italia Viva - Noi di Centro) rende noto di aver ricevuto dal vicepresidente e assessore ai Trasporti della Regione Campania, Mario Casillo, la risposta all’interrogazione presentata nel mese di aprile finalizzata a fare piena luce sullo stato di attuazione degli interventi di ammodernamento, elettrificazione e riattivazione della linea ferroviaria Benevento-Cancello, meglio conosciuta come ferrovia della Valle Caudina, infrastruttura ritenuta strategica per la mobilità delle aree interne e per il collegamento tra il Sannio, l’Irpinia e l’area metropolitana di Napoli.Dalla relazione trasmessa, basata sulle informazioni fornite da EAV in qualità di soggetto attuatore, emerge innanzitutto un quadro complessivo degli investimenti pari a circa 161,77 milioni di euro, articolati in tre macro-interventi che riguardano il sistema di segnalamento, il potenziamento e ammodernamento della linea e l’adeguamento delle gallerie agli standard di sicurezza più recenti. Un dato rilevante che conferma la portata dell’opera ma che, allo stesso tempo, impone una rigorosa verifica dello stato di avanzamento e del rispetto delle tempistiche.Per quanto concerne il sistema di segnalamento SCMT, fondamentale per l’adeguamento tecnologico della linea, la Regione evidenzia un avanzamento fisico superiore al 94% e contabile dell’85%. Tuttavia, una parte delle attività risulta sospesa dal luglio 2025 per consentire il rispetto delle scadenze legate agli interventi finanziati con fondi PNRR relativi al rinnovo dell’armamento ferroviario. Una scelta tecnica che ha inevitabilmente inciso sui tempi complessivi, ma che è stata ritenuta necessaria per non compromettere l’utilizzo delle risorse europee.Proprio sul fronte del PNRR, la relazione segnala che i lavori di rinnovo e risanamento dell’armamento, lungo l’intera tratta di circa 47 chilometri, hanno raggiunto un avanzamento superiore al 90% e saranno completati entro il 30 giugno 2026, rispettando così le milestone previste. Restano invece in fase più arretrata gli interventi legati alla messa in sicurezza dei versanti e al rischio idrogeologico, attualmente intorno al 20% di avanzamento.Un passaggio centrale della risposta riguarda il cronoprogramma: secondo quanto comunicato, la conclusione delle attività propedeutiche - tra cui prove tecniche, certificazioni e iter autorizzativi - è prevista entro settembre 2026, con l’ottenimento dell’autorizzazione alla messa in servizio entro dicembre dello stesso anno. La riapertura della linea ferroviaria è quindi indicata per gennaio 2027, una scadenza che resta però subordinata a condizioni precise, tra cui il rispetto dei tempi da parte delle imprese esecutrici e la piena collaborazione con RFI per le verifiche tecniche necessarie.Per quanto riguarda gli altri interventi, la Regione chiarisce che la linea risulta già elettrificata e che le principali stazioni sono state oggetto di interventi di riqualificazione nell’ambito del programma “Smart Station”, mentre ulteriori lavori interesseranno alcune fermate minori prima della riattivazione del servizio. L’adeguamento delle gallerie, finanziato con ulteriori risorse, seguirà invece un cronoprogramma più lungo, con conclusione prevista entro il 2027, senza incidere direttamente sui tempi di riapertura della linea.“Dalla risposta ricevuta - dichiara il consigliere Mastella - emerge finalmente un quadro dettagliato sullo stato degli interventi, che conferma da un lato l’avanzamento significativo di alcune opere, ma dall’altro evidenzia criticità e rallentamenti che non possono essere sottovalutati. La sospensione parziale dei lavori e la necessità di coordinare più interventi finanziati con diverse fonti hanno inciso in maniera evidente sul cronoprogramma”.“Resta fermo - prosegue - che la scadenza indicata di gennaio 2027 per la riapertura della linea non può essere ulteriormente procrastinata. Parliamo di un’infrastruttura essenziale per migliaia di pendolari che da anni subiscono disagi significativi a causa della sospensione del servizio ferroviario, sostituito da soluzioni su gomma non adeguate né in termini di tempi né di frequenza”.Il consigliere regionale sottolinea inoltre il valore strategico dell’opera: “La ferrovia della Valle Caudina rappresenta non solo un collegamento fondamentale sotto il profilo dei trasporti, ma anche uno strumento concreto di riequilibrio territoriale e di contrasto allo spopolamento delle aree interne. Il suo pieno ripristino può contribuire a ridurre il divario infrastrutturale tra le zone costiere e l’entroterra campano”.Mastella evidenzia infine la necessità di mantenere alta l’attenzione sull’intero iter: “Continueremo a vigilare affinché vengano rispettate tutte le milestone e i target previsti, anche alla luce delle stringenti scadenze legate ai fondi PNRR. È fondamentale che la Regione prosegua nel confronto con tutti i soggetti coinvolti, compreso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per garantire il completamento dell’opera nei tempi stabiliti”.L’interrogazione presentata ad aprile, che non è una iniziativa isolata ma ce ne sono altre in attesa di riscontro, si inserisce in un più ampio impegno volto a monitorare lo stato delle infrastrutture nelle aree interne e a ottenere risposte concrete su tempi, risorse e modalità di realizzazione di interventi attesi da anni dal territorio.
“Appena eletto presidente della Provincia di Benevento procederò, nei termini previsti dalla legge, all’azzeramento di tutti i vertici e dei Consigli di Amministrazione delle società partecipate della Provincia”. Lo dichiara Claudio Cataudo, candidato alla Presidenza della Provincia di Benevento, che indica come priorità il ripristino della trasparenza e dell’interesse pubblico nella gestione degli enti partecipati. “È arrivato il momento di spezzare un sistema di potere che, negli anni, ha trasformato le partecipate in strumenti della politica. Oggi rispondono al sistema Mastella; con la mia amministrazione risponderanno esclusivamente al territorio, ai cittadini e agli amministratori locali, nel pieno rispetto delle regole e dell’interesse pubblico”. Per Cataudo è necessario imprimere una netta discontinuità nella gestione della Provincia. “Basta poltrone e basta gestione del potere. Chi ricopre ruoli di responsabilità dovrà farlo esclusivamente nell’interesse della collettività”. Il candidato presidente ribadisce che “la Provincia non appartiene ad una persona o ad un gruppo politico: appartiene ai cittadini e agli amministratori dei 78 Comuni del Sannio. Per questo lavorerò affinché ogni ente partecipato torni a essere un motore di sviluppo, un punto di riferimento per i servizi e uno strumento di crescita per il territorio, non un rifugio per gli amici della politica. Il cambiamento non si annuncia: si realizza. E il cambiamento inizierà dal primo giorno di governo della Provincia”, conclude Cataudo.
“La viabilità provinciale rappresenterà una delle priorità assolute della mia futura amministrazione. I cittadini del Sannio meritano strade sicure e una Provincia che torni ad ascoltare i territori, non interventi dell’ultimo minuto dettati soltanto dall’approssimarsi delle elezioni”. Lo afferma il candidato alla presidenza della Provincia di Benevento, Claudio Cataudo, che interviene sullo stato della rete viaria provinciale e sulle prospettive della futura governance dell’Ente.“In questi quattro anni di presidenza Lombardi – dichiara Cataudo – non è passato giorno senza che media, amministratori, sindaci e dirigenti di partito denunciassero il disastro della viabilità provinciale. Strade abbandonate, dissestate e pericolose. Non è solo una mia opinione: lo dimostrano gli atti amministrativi, le interrogazioni e le decine di note ufficiali inviate alla Rocca dei Rettori, con cui i territori hanno chiesto interventi urgenti per porre fine a un abbandono ormai insostenibile.Eppure, proprio nelle ultime ore, assistiamo alla consueta corsa ai rattoppi, alle sistemazioni dell’ultimo minuto, alle inaugurazioni e alle immancabili promesse rivolte ai sindaci. È il solito copione pre-elettorale: ciò che non è stato realizzato in quattro anni si prova a mostrare in poche settimane, sperando che gli amministratori dimentichino. Noi siamo sanniti e abbiamo buona memoria. Sappiamo distinguere la propaganda dal lavoro concreto. Per troppo tempo la Provincia è stata amministrata seguendo logiche di appartenenza e di favoritismo, privilegiando gli amici degli amici anziché i reali bisogni delle comunità. È arrivato il momento di chiudere definitivamente con questo sistema mastelliano. La Provincia deve tornare a essere un’istituzione imparziale, dove ogni territorio e ogni amministratore abbiano pari dignità e lo stesso diritto di essere ascoltati.”Per Cataudo il rilancio della rete viaria dovrà partire da una programmazione stabile e trasparente.“Appena eletto Presidente della Provincia – prosegue – presenterò il piano ‘Strade Sicure 2030’, un progetto concreto che metterà finalmente al centro la sicurezza e la manutenzione del patrimonio viario provinciale”. Il piano prevede la realizzazione di una mappatura digitale di tutte le criticità della rete stradale, un programma permanente di manutenzione ordinaria e straordinaria, il monitoraggio continuo di ponti e viadotti, interventi coordinati per contrastare il dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza degli incroci più pericolosi. “Il cambiamento, però, non riguarderà soltanto le opere da realizzare – aggiunge Cataudo – ma soprattutto il metodo di governo. Istituirò Consulte territoriali permanenti per il Fortore, l’Alto Tammaro, la Valle Telesina, il Titerno, la Valle Caudina, la Valle Vitulanese e Benevento città. Basta decisioni calate dall’alto o assunte lontano dai territori. La Provincia dovrà tornare ad ascoltare chi vive quotidianamente le difficoltà delle comunità”. Le scelte strategiche, sottolinea il candidato, saranno condivise con sindaci e amministratori, senza alcuna distinzione di appartenenza politica.“Ogni Comune, piccolo o grande, dovrà avere lo stesso diritto di partecipare alle decisioni che riguardano il proprio futuro. La Provincia deve tornare a essere la casa di tutti i Comuni e non la sede della propaganda elettorale. La sicurezza delle nostre strade non può dipendere dal calendario delle elezioni - conclude Cataudo - , ma deve rappresentare un impegno quotidiano verso tutti i cittadini del Sannio. Con me finiranno le corsie preferenziali e i privilegi: conteranno soltanto i veri bisogni dei territori e l’interesse pubblico. Dignità per tutti, senza eccezioni.”
Il presidente uscente della Provincia Nino Lombardi, ricandidato alle elezioni del prossimo 26 luglio, ha incontrato stamane gli amministratori di Italia Viva.Nello specifico Bepy Izzo, segretario provinciale di Italia Viva e consigliere comunale di Montesarchio, gli amministratori Simona Tessitore di Solopaca e Vincenzo del Rosso di Guardia Sanframondi e i componenti della segreteria provinciale Lorena Pacelli, candidata alle recenti regionali, Nunzio D’Ambrosio e Roberto Stallone.Al termine di un sereno colloquio, sono state condivise le linee programmatiche in vista del prossimo mandato, nonché la comune appartenenza all'alleanza politica che governa la Regione Campania. L'indirizzo Comune è il rafforzamento del campo largo, in alternativa alle destre.Italia Viva sostiene, dunque, convintamente la candidatura di Lombardi.