Agli onori della cronaca Società
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C'è chi si lamenta che Benevento salga agli onori della cronaca solo per disgrazie o fatti disdicevoli.
Si dà il caso che la categoria “onori della cronaca” sia perfettamente ambigua. Quando non perfida. Ammesso che si trovi un fiotto di petrolio o che la tanta monnezza che produciamo possa valere più di quanto paghiamo di tasse interesserebbe solo a una piccola cerchia di beneficiati.
Vuoi mettere, invece, un terremoto con tremila morti o la puzza di uno scandalo politico?
Queste sono le notizie che vanno e che tirano. Una ministra dell'agricoltura che si riunisce in campagna non fa notizia. Ma se la riunione ha per oggetto la sanità, spunta la puzza di zolfo.
Stiamo parlando di sanità in Campania (Benevento fa ancora parte della Campania), una miscela di soldi pubblici gestiti per la salute, certo, ma anche per la prosperità politica di chi ne sa ricavare voti.
Tutti i personaggi che contano (o che hanno voluto contare) si sono sentiti attratti da questo mondo. Che fu abilmente creato per togliere alla burocrazia statale (accusata di essere autoreferenziale, chiusa all'innovazione, sorda ai solletichi ormai prossimi della Storia) e dare alla neonata creatura regionale. Perché furono create le Regioni? Per stare vicino al territorio. Perché sono state create le USL, le ASL, le Aziende Ospedaliere, i Servizi più disparati? Ma, diamine, per stare vicino al territorio.
E chi incontri sul territorio? E, certo, sono sindaci, assessori, segretari dei partiti e, a debita distanza di rispettoso ossequio, gli onorevoli parlamentari. A ciascuno il suo.
Ogni tanto scoppia qualche petardo. Subito si fa avanti quello che auspica che si faccia chiarezza. Il massimo della chiarezza afferrabile, poi, è la malinconica ammissione che la maggioranza silenziosa preferisce l'oscurità.
Ci sono personaggi che sono invecchiati promettendo il botto. Intanto pure il botto è soggettivo, cioè sottoposto alla coloratura politica. Talvolta sono sfumature di colore dello stesso barattolo, come quando il capo di due noti esponenti politici ne presceglie uno lasciando all'altro solo la libertà di fare ricorso al Tar o denuncia alla Procura della Repubblica. C'è chi non si fida dell'ambiente paesano e si rivolge a Napoli. A Napoli c'è un giudice maggiore, ma a Napoli c'è anche la Regione, a torto vista come ente inutile, se un ex presidente del consiglio si ridusse a vivere quasi more uxorio con un ex oscuro funzionario comunista proprio per tenere sotto osservazione la salute pubblica tutelata dall'art. 32 della Costituzione.
Ora quell'ex premier chiarisce che loro, a tempo debito, non nominavano primari, ma “dettavano criteri generali”. E chi meglio di un direttore generale garantisce la corretta interpretazione dei criteri generali? Più che consequenziale, allora, fare in modo che l'interprete più efficace sia anche quello più fedele.
Dice: ma c'è differenza se la cordata se la crea un ministro o un assessore in carica ovvero se se la crea un semplice deputato o, peggio ancora, un ministro di altra specialità.
Nunzia De Girolamo è ministro dell'agricoltura. Quando presiedeva le riunioni registrate da un dirigente dell'ASL di Benevento era solamente deputata. E volete che non aspirasse, nell'altra qualità di plenipotenziaria del PDL, ad occupare in futuro cariche più corpose? Che ella facesse pratica per arricchire il suo curriculum è perfettamente legittimo, credo lo preveda l'articolo tre della Costituzione.
Allora, voi direte, perché è uscita sui giornali e in televisione? Allora non capite. Si chiedeva, in nome della trasparenza, che si facesse chiarezza.
Ed ecco che la Camera dei Deputati è stata prontamente convocata perché i deputati di tutt'Italia, rappresentanti del popolo, volevano (dovevano) sapere. E Nunzia ha spiegato. Dicono che di 630 rappresentanti del popolo se ne siano seduti in aula una cinquantina. S'è visto, in una inquadratura televisiva il beneventano Umberto Del Basso De Caro. La deputazione beneventana era, dunque, al completo.
Molti si sono chiesti perché mai la De Girolamo tenesse incontri esplorativi a casa del padre. Ma è chiaro come il sole che ciò avveniva per evitare conflitti di interesse e pure per non far cadere il governo.
Che ne sapeva Nunzia che Berlusconi stava tramando nell'ombra per fare accordi diretti con Matteo Renzi? Lei, pur avendo lasciato il Cavaliere, era rimasta all'idea che con i comunisti non si fanno accordi. Intendo accordi politici. Che ella abbia sposato un deputato PD rientra nella casistica dei fenomeni paranormali. Tra moglie e marito il rigore della ragione impone, pertanto, di non mettere il dito.
Diciamo, quindi, che Benevento si è meritato uno scampolo di notorietà per un normalissimo evento atmosferico, come ne accadono sotto ogni cielo.
Che ci sia chi si meraviglia e chi si scandalizza, questo sì che è preoccupante. Significa veramente che non abbiamo altro a cui pensare.
MARIO PEDICINI
mariopedicini@alice.it

22/01/2014