ALTRO CHE BATMAN Società

Tra semafori intelligenti (e semoventi), quattro notti e più di lune piene allestite direttamente dall’Amministrazione Comunale, ardite sperimentazioni di nuove politiche di allargamento delle maggioranze ove un assessore provinciale dei DS scarica dove lo stesso è sindaco tutta l’accozzaglia unionista e si congiunge in matrimonio con Forza Italia, UDC e Alleanza Nazionale, è giunto in Campania il primo raggio del sol dell’avvenire. A Caserta, metafora del superamento della lotta di classe, esaltata (la metafora) dal fatto che le riunioni si son tenute nella Reggia e il sonno ristoratore ha avuto luogo nel modesto college ricavato per i pubblici funzionari nelle scuderie antistanti il vanvitelliano edificio, si è svolto un summit seguito da consiglio dei ministri (o consiglio dei ministri preceduto da summit) da cui non si è capito niente, ma si è avuta l’impressione che non si è concluso pure niente. A Napoli, peraltro, un palo della luce cade su una donna che passava in motorino a via Caracciolo. A Benevento di pali della luce fradici di ruggine e storti da eventi naturali quali il vento e la neve ovvero da estroversioni del carattere umano a bordo di automobili o motorini ce ne sono a piacere, ma noi beneventani abbiamo sempre rifiutato di mescolarci con l’indole bonacciona del partenopeo. Noi abbiamo sempre scansato i pali della luce che pure cadono. Idee politiche innovative ribollono anche nei calderoni delle comunità montane, dove si segnalano attivismi nostalgici di spezzoni dell’antica Democrazia Cristiana in quella specializzazione alchemica dell’assegnazione dei posti che gli ignoranti chiamarono Manuale Cancelli e che gli ipocriti della seconda e terza repubblica ostentato di ripugnare e, invece, pare non siano in grado di intenderne il delicatissimo marchingegno. Il 2007 è un anno senza elezioni nazionali e neanche europee, solo qualche esercitazione è prevista in alcuni comuni minori. Non mancheranno, certo, i sindaci uscenti, democratici duri e puri, che si proporranno per la terza volta sfidando la legge anche se saranno una esigua minoranza rispetto a quelli che scenderanno da cavallo, ma metteranno in sella persone fidate che non solo tra cinque anni cederanno il posto ma anche durante la consiliatura faranno in modo che il democratico duro e duro possa continuare a comandare. La continuità amministrativa è, giustamente, un bene supremo, rispetto alla pur legittima, ma evanescente, esigenza dell’alternanza. Non è, si badi, che qui si vuole mettere in discussione il principio dell’alternanza. Si tratta, appunto di affermare il “principio”: l’alternanza è cosa buona quando, grazie ad essa, ho occupato un posto, dopo è un limite della democrazia. Bisogna rispettare il principio (inteso come inizio) e fare in modo che duri in eterno. Solo i meschini opinano che queste siano bassezze legate ai liquami del potere. Oggi non c’è famiglia che non abbia comprato, come allegato ai giornali, un classico di Aristotele o una Garzantina. Non si può negare che ci sia un avanzamento culturale. Il fatto è che ci sono famiglie dove decide di far politica il meno portato per la lettura. E’ possibile, quindi, qualche vuoto di memoria e qualche incertezza lessicale (la consecutio temporum, quella, è stata abolita anche nei seminari). L’impegno del mondo politico è tutto rivolto verso problematiche severe. L’amarezza che si legge sui volti di quella gente che passa in TV è comprensibile. Gli intervistatori non riescono a fare domande sulle cose alte e fanno cadere le braccia quando chiedono informazioni, che so, sull’immondizia. Ma veramente credete che uno è andato a fare il consigliere comunale e l’assessore per interessarsi di chi debba togliere l’immondizia dalla strada e chi debba portarla a Casalduni e che fine facciano le balle di Casalduni. La storia ha già emesso il suo verdetto. In Campania la Regione e i Comuni e le province hanno preferito mettersi da parte, sicché tutto dipende da organi straordinariamente potenti (e potenziati di continuo da nuove leggi) al punto che neanche ci fanno sapere che cosa stanno facendo, tanto noi non capiremmo. Il Commissario Catenacci fu nominato perché era stato Prefetto, gente con le palle. Qualche dubbio può venire se si trattasse di questori, visto che Malvano si candidò a fare il sindaco di Napoli mettendo in programma la lotta alla criminalità che aveva già condotto da questore (o si era scordato che l’aveva già sconfitta, o non si ricordava che sarebbe stato meglio sorvolare). Neanche Catenacci concluse in gloria il suo mandato. Sì, fece la discarica di Tufara, ma dopo che tutti i politici e i sindaci in fascia tricolore avevano aizzato la rivolta. E si prese, ciliegina sotto spirito, una denuncia per inquinamento del suolo. E’ arrivato Bertolaso. Dieci giorni di tempo e l’immondizia scomparirà dalle strade. Come fa un uomo normale, che abbia già visto come funzionava la baracca con Catenacci, a fare promesse del genere, dipende solamente dalla energia fiduciosa trasmessagli dalle nuove Supposte Palazzo Chigi, non ancora in vendita, confezionate dal turbopresidente del Consiglio. Debbo essere convinto che in tutta la Campania l’immondizia sia stata tolta dalle strade, essendo passati i dieci giorni. Credo, quindi, che presto sarà tolta anche dalle strade di Benevento. Il rischio è che aumenteranno le zoccole nei fiumi adesso quasi scomparse, visto che bivaccano sopra e sotto i cumuli di immondizia, le nuove spontanee installazioni di arte moderna che oscurano impietosamente il pur ardito Batman incollato al campanile di Santa Sofia. Come mai di Batman si parla tanto che ne ha scritto il Magazine del Corriere e ne hanno parlato i telegiornali e, invece, dell’immondizia nessun vertice si è finora fatto carico? Questione di incompetenza, di ignoranza, di ignavia, di incoscienza? O di tutto messo insieme?
MARIO PEDICINI
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