Critiche a Izzo e Cimitile da Santamaria dell'UDC Società

Il modo in cui i due candidati alla presidenza della provincia di Benevento, Izzo e Cimitile, affrontano alcuni argomento di campagna elettorale è davvero preoccupante. Questo è quanto affermato dal segretario provinciale dell'UDC e candidato alla Camera dei Deputati, Gennaro Santamaria, il quale intervenendo nella polemica tra Izzo e Cimitile relativamente ai dati del PIL Sannita prosegue: Si evidenzia, infatti, nei loro interventi una forte strumentalità e una scarsa serietà di approccio.

In particolare la polemica sul PIL provinciale è davvero singolare. Infatti, da una parte assistiamo a Cimitile che afferma in modo trionfalistico che lo stesso sarebbe cresciuto negli anni scorsi grazie all'opera di Nardone, dall'altra parte Izzo, nel contestare questo dato, riferisce che se anche ciò è accaduto lo si deve solo al contributo delle aziende Sannite e non già all'opera di Nardone.

La verità - secondo il segretario dell'UDC- e che, se si vogliono leggere con serietà i dati relativamente al PIL Sannita, la situazione è davvero preoccupante. Infatti, nella nostra provincia si sviluppa un Prodotto Interno Lordo pari a circa 3.610 milioni di euro l'anno, corrispondente a circa 11.841 euro pro - capite. I vari settori produttivi presenti in Provincia concorrono percentualmente alla formazione di questo reddito come segue: agricoltura per il 7,5 %, industria e artigianato 19,7%, commercio - servizi - pubblica amministrazione 72,8 %.

La forza lavoro della provincia, pari a circa 115.000 unità, è così distribuita nei vari comparti: agricoltura 23.000 addetti, industria e artigianato 18.000 addetti, commercio e servizi 29.000 addetti, pubblica amministrazione 31.000 addetti, disoccupati 14.000 unità. C'è da rilevare, in primo luogo, che l'agricoltura, nonostante l'alto numero di addetti ancora impiegato, sviluppa un reddito molto ridotto.

Infatti, pur essendo gli addetti all'agricoltura pari a circa 1/3 di quelli del settore terziario (Commercio - Servizi - Pubblica Amministrazione) essi producono un reddito complessivo annuo paria a 1/10 dell'altro settore.

Di fatti il reddito complessivo del settore agricolo è pari a 269 milioni di euro, mentre, quello del settore terziario è pari a 2.628 milioni di euro. Insomma, da quanto descritto, è chiaro che c'è poco da essere allegri. Infatti, la nostra economia dipende in larga parte dal settore terziario che, come si sa, è in forte crisi.

In questo senso basti solo pensare a quanto sta accadendo nei servizi pubblici locali molti dei quali sul nostro territorio stanno scomparendo. Pertanto, al di la dei toni trionfalistici, c'è bisogno di una vera politica economica, che riguardi tutti i comparti (Agricoltura- Industria- Artigianato - Commercio - Servizi), per poter rilanciare la nostra Provincia. E' bene- conclude il segretario provinciale dell'UDC- che su questo argomento, al di la delle sterili polemiche elettorali, vista la gravità della situazione, si sviluppi un serio e serrato confronto tra le parti politiche.