Dieci anni fa fu un ventenne ad inventarsi Facebook Società

Dieci anni ma non li dimostra. Sto parlando di Facebook, il sito internet numero uno al mondo per traffico quotidiano ed utenti (sebbene negli ultimi tempi il suo primato sia insidiato da Twitter), che ha visto la luce esattamente dieci anni fa, per la precisione il 4 febbraio 2004. Fu quel giorno che Mark Zuckerberg, studente nemmeno ventenne dell’università americana di Harvard, fondò il social network che avrebbe cambiato per sempre la rete, oltre alle vite di moltissimi utilizzatori di internet.

Sicuramente ha cambiato la sua: se avete visto il film The social network del regista David Fincher, probabilmente conoscerete già la sua storia. A grandi linee il film, tratto da un libro inchiesta dello scrittore e giornalista Ben Mezrich, dipinge un ritratto impietoso del giovane ex-studente dello stato di New York: piantato da una ragazza, avrebbe fondato Facebook quasi per ripicca, migliorando un’idea altrui e successivamente estromettendo da quella che sarebbe diventata un’impresa miliardaria il suo primo finanziatore. Secondo i suoi più vivaci estimatori invece Mark Zuckerberg è il genio del nuovo millennio, una figura destinata ad affiancare nei libri di storia uomini del calibro di Colombo, Gutenberg ed Einstein.

Forse entrambe le fazioni esagerano, o forse c’è del vero in entrambi i rovesci della medaglia. Di certo c’è che dopo aver creato Facebook, Zuckerberg abbandonò gli studi universitari per seguire la sua creatura. In fin dei conti, una laurea difficilmente l’avrebbe portato a diventare a soli 27 anni il più giovane miliardario d’America, amministratore delegato di una delle più fiorenti società quotate in borsa.

Eppure, dieci anni fa Facebook era ben lontano dall’essere ciò che è diventato oggi. Tanto per iniziare, anche il nome era leggermente diverso: nei primi tempi si chiamava The Facebook ed era un network chiuso riservato ai soli studenti di Harvard (in seguito reso disponibile anche agli iscritti di altre università, dapprima della costa est degli Stati Uniti, poi pian piano di tutto il paese), niente di più che una versione online degli annuari, i volumi rilegati che ogni anno licei ed università d’America distribuiscono ai neodiplomati. Si tratta di libri nei quali, accanto alla foto di ogni studente, sono presenti l’indirizzo ed una breve nota biografica, con magari qualche citazione. Servono affinché, a distanza di anni, sia possibile riallacciare i contatti con i vecchi compagni, anche molto tempo dopo il diploma o la laurea.

Allo stesso scopo nacque Facebook, per consentire ai compagni di corso dell’università di restare in contatto gli uni con gli altri anche fuori dalle lezioni, nei periodi di vacanza o dopo il termine degli studi. Solo in seguito furono intuite le reali potenzialità del sito come social network in grado di mettere in contatto milioni di persone in ogni angolo del globo, di stringere nuove amicizie oltre a mantenere quelle vecchie.

Secondo alcuni, Facebook, come tutte le trovate di internet, è destinato ad un declino che potrebbe essere rapido tanto quanto lo è stata la sua ascesa. Statistiche alla mano, c’è già chi sostiene che il picco di utenti sia stato raggiunto nel 2012 ed in futuro, vuoi per la concorrenza di Twitter e Whatsapp, vuoi perché in rete presto o tardi tutto viene a noia, Facebook diventerà uno strumento di nicchia come lo sono oggi i blog. Personalmente, mi auguro di poter essere qui tra altri dieci anni ad augurare a Facebook un felice ventesimo compleanno.

Saluti dalla plancia,

CARLO DELASSO

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