Ecco l'ultima strega di Benevento. GUARDA IL VIDEO Società

Strega: appellativo e icona usati a profusione nella città di Benevento, conosciuta dai più come “terra delle streghe”.

Nell'epoca del progresso e della conoscenza, al suo nome e alla sua immagine - che affonda le radici in un'epoca misteriosa ed ancestrale - si sono legate straordinarie operazioni di marketing: dalla famosa industria dolciaria e di liquori ad uno dei più quotati premi letterari di tutto il Bel Paese.

La vecchina con il cappello a punta, a cavallo di una scopa, la ritroviamo anche nel logo e nel nome di associazioni, cooperative e manifestazioni varie del territorio sannita.

Insomma, non ci sono eguali in nessun'altra città d'Italia.

Ma, aspetti commerciali e folclorici a parte, l'idea della strega, intesa come donna dotata di poteri occulti e soprannaturali, che traffica da mane a sera con erbe, pozioni e unguenti, e che ha trovato a Benevento la sua “casa privilegiata”, non si è mai sbiadita col trascorrere del tempo, anzi ha viaggiato nel corso dei secoli per arrivare intatta fino ai nostri giorni e stuzzicare la mente e lo spirito di chi ha voglia di addentrarsi nei suoi segreti, così come ha fatto Antonio Crispino, giornalista del Corriere della Sera.it.

Il cronista ha realizzato un servizio video di circa 6 minuti dal titolo “Benevento, a tu per tu con l'ultima strega. Porta foto e rifiuti, così tolgo il malocchio”.

Munito di tau al collo (segno di devozione cristiana, ndr), si vede Crispino parlare con il “voi” ad un'anziana signora che risponde in dialetto beneventano, opportunamente sottotitolato per chi non è avvezzo a tale idioma.

La casa, una villetta a due piani, al civico 17, è zeppa di croci, immagini sacre e profane e libri in quantità.

Le streghe di Benevento - scrive Crispino - non hanno un sito che le reclamizza su internet, né cartelloni pubblicitari con l’elenco dei loro 'servizi'. Non sono presenti nemmeno sull’elenco telefonico. Non fanno pubblicità in tv, non partecipano ai talk show e non amano la visibilità. Non prendono soldi. Al massimo un’offerta dai 5 ai 20 euro per candele, pergamene e alchimie varie. Perché lo facciano resta un mistero. Si tramandano libri di versetti, preghiere, invocazioni. Di generazione in generazione”.

Per scovare una delle ultime custodi delle arti magiche del Sannio, il giornalista ha passato un'intera giornata in città a fare domande, ma alla fine un vecchietto gli ha consegnato il numero di telefono di questa donna, esperta di magia e sua amica: “Da anni vado a trovarla almeno una volta al mese”.

E così tra riti anti e pro malocchio, con tanto di formule scritte e recitate, capelli, foto e chiodi di ferro, Crispino ha indagato con una piccola telecamera nascosta addosso.

La signora conosce anche la magia nera, prova ne è un libro con la copertina rossa, chiuso da un lucchetto e poggiato sulla scrivania.

Lo usava mio padre - racconta la donna -. Io l'ho fatto una volta e me ne sono pentita. Non vedevi niente e nessuno ma sentivi una presenza, avvertivi il fiato sul collo come di una persona con l’affanno. Pur volendo non mi potevo muovere, restai paralizzata. Erano spiriti che avevo richiamato e non mi lasciavano nemmeno più la notte. Quando andavo a dormire sul lenzuolo del letto vedevo le orme dei loro piedi che si muovevano. Per scacciarli ho dovuto pregare tanto”.

Vengono da ogni parte d'Italia, gli “assistiti” di questa signora bionda, e a volte anche con preavvisi di un mese.

La magia più bella - conclude il cronista - è quella di averci ascoltato con il pathos di una mamma e la consapevolezza di essere rispettata. Perché la magia delle streghe di Benevento non è un business ma una tradizione folkloristica-culturale a cui si è liberi di non credere senza scalfirne minimamente il fascino”.

ANNAMARIA GANGALE

annamariagangale@hotmail.it

Cliccando sul seguente link è possibile guardare il video con l'intervista all'ultima strega: http://video.corriere.it/benevento-tu-tu-l-ultima-strega/d3fe322c-41a3-11e3-b893-6da25b6fc0fa

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