Internet ha ucciso MTV Società
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Amici, concittadini, sanniti. Vengo a voi per seppellire MTV, non per elogiarla.
Il prossimo 31 dicembre infatti il noto canale televisivo dedicato alla musica, ora di proprietà del gruppo Paramount, chiuderà i battenti nei paesi in cui ancora è possibile seguirlo.
Era il 1° agosto 1981 quando negli Stati Uniti iniziarono le trasmissioni di MTV. Il primo videoclip trasmesso fu Video killed the radio star, del gruppo rock britannico Buggles, una canzone che raccontava come la tv avesse condannato all’oblio le stelle della radio.
Il destino ha voluto che, 44 anni dopo, fosse internet ad uccidere i divi di MTV.
Gli anni ’80 furono infatti l’epoca d’oro dei videoclip. Uno su tutti, l’indimenticabile Thriller di Michael Jackson, che lanciò la canzone tratta dall’album che detiene tuttora il primato del più venduto di sempre (ancora per poco: probabilmente presto Taylor Swift infrangerà anche questo record) e fu diretto da John Landis, regista di Una poltrona per due e The Blues Brothers.
In epoca pre-internet la tv era inevitabilmente l’unico mezzo attraverso il quale diffondere i video musicali. E questo monopolio resistette fino a quando non si diffuse Youtube.
Per un certo periodo, MTV riuscì a resistere alla concorrenza della rete, differenziando la sua offerta. Se nei primi tempi la musica era la regina indiscussa nel palinsesto del canale americano, già alla fine degli anni ’90 partirono una serie di programmi alternativi. Show moderni pensati per i più giovani, quiz e reality originali, ma anche serie tv e cartoni animati destinati ad un pubblico adulto, come Daria, Beavis & Butt-head o Celebrity Deathmatch.
La versione italiana di MTV debuttò soltanto nel 1997 e, pur seguendo la linea della casa madre statunitense, possiamo dire che sin dal principio ebbe una vita propria.
Oltre a trasmettere la versione italiana dei programmi americani, lanciò infatti una serie di show nostrani che riscossero un notevole successo. Nacque la figura del vj (veejay), il deejay televisivo, colui che promuoveva le canzoni e, per esteso, i videoclip ed i programmi in onda sul canale. Conduttori oggi affermati come Victoria Cabello, Alessandro Cattelan o Andrea Pezzi mossero i primi passi proprio su MTV Italia.
Gli MTV music awards sono stati per anni un appuntamento fisso, non certo all’altezza degli Oscar o dei Grammy, ma comunque un palcoscenico dove sono stati premiati musicisti, videoclip e persino film da una giuria rigorosamente composta da giovani spettatori.
Da lungo tempo però il canale vive un periodo di crisi profonda. La versione italiana è migrata sulla pay tv Sky ormai dal 2015, continuando a trasmettere una programmazione che alterna show musicali a prodotti di tutt’altro genere, sempre mirati ad un target di giovani e giovanissimi. Ma con il passare degli anni anche questi ultimi hanno indirizzato il loro interesse verso un’altra direzione: non più la tv, ma internet.
Oggi i ragazzi ascoltano la musica con Spotify e guardano i videoclip su Youtube. Non è un caso se anche programmi musicali trasmessi da altre reti, come ad esempio il Festivalbar di Italia1, non vanno più in onda. Resiste immortale il Festival di Sanremo su Rai1, che però è destinato a ben altro pubblico.
Ancora un mese dunque ed MTV sarà consegnata all’album dei ricordi. Per chi è stato giovane vent’anni fa o poco più è il segno di un’epoca che volge al termine, per tutti gli altri è solo un canale tv che cessa le trasmissioni. Salutiamo la tv musicale con un assolo di chitarra elettrica e ricordiamo che a volte morire è il passo necessario per diventare immortali.
CARLO DELASSO

03/12/2025