La passione per il computer può fruttare fama, fortuna e successo Società
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I vostri figli trascorrono la maggior parte delle loro giornate chiusi in camera davanti al pc? Non li sgridate: potrebbero diventare ricchi. Non sto scherzando, sebbene le possibilità reali siano davvero poche (anche Benjamin Franklin scoprì l’elettricità facendo volare un aquilone, ma mi risulta sia l’unico ad aver tratto un’utilità da tale passatempo), non sarebbe la prima volta che dei giovani riescono a fare i soldi trasformando una passione in una fonte di guadagno.
Gli esempi classici che vi posso citare sono due: il primo è il caso di Steve Jobs, fondatore della Apple, prematuramente scomparso qualche anno fa, che iniziò assemblando computer nel garage di casa e vendendoli dapprima a pochi clienti che contavano di risparmiare acquistando da un ragazzino appena laureato piuttosto che da uno dei rari rivenditori ufficiali allora esistenti. Grazie al passaparola, nel giro di alcuni anni divenne il leader della prima multinazionale informatica del mondo ed oggi è riconosciuto come l’inventore del personal computer, nonché dell’iPod e dell’iPhone.
Il secondo esempio, di cui ho già parlato parecchie volte, è quello di Mark Zuckerberg, l’inventore di Facebook. Se avesse dato retta ai suoi genitori e si fosse laureato, invece di trafficare con il suo pc, oggi probabilmente sarebbe un anonimo impiegato, oppure, come tanti suoi coetanei (ha trent’anni), si dibatterebbe in cerca di un lavoro in mezzo a questa crisi che pare infinita. Invece, deludendo le aspettative di mamma e papà, non ha mai terminato gli studi e oggi è un multimiliardario.
Questi sono due casi eccezionali, e sinceramente credo che nessun genitore incoraggerebbe i propri figli a seguire l’esempio di due personaggi così fuori del comune. Ma senza arrivare a tali estremi, i casi di chi ha ottenuto fama, fortuna e successo facendo fruttare la propria passione per il computer sono abbastanza numerosi. Sean Parker nel 1999 creò Napster, il primo sito gratuito dove poter scaricare brani musicali in formato mp3. Dopo una serie di vicissitudini legali (pare infatti che l’attività del suo sito fosse un tantino illegale), Parker vendette a caro prezzo il marchio del sito che aveva creato (che esiste ancora, è a pagamento e quasi nessuno lo utilizza) e con il ricavato comprò un consistente pacchetto di azioni di Facebook. Oggi, a 35 anni, vive di rendita e non ha bisogno di lavorare.
Potrei citare David Filo e Jerry Yang, che nel 1994, tra un esame e l’altro all’università di Stanford, fondarono Yahoo. Oppure Larry Page e Sergey Brin, anch’essi studenti a Stanford, che quattro anni dopo crearono Google. I siti internet più usati al mondo e che fruttano miliardi di dollari ai loro azionisti sono opera di studenti con troppo tempo libero a disposizione.
Anche oggi molte start-up di successo sono partorite da menti giovani, a volte giovanissime. Non sappiamo dove arriveranno, se sono destinate a svanire come una bolla di sapone o se invece porteranno i loro creatori nell’Olimpo degli ultraricchi. La tecnologia moderna, pur con tutti i suoi ritrovati, non ci consente ancora di prevedere il futuro, però adesso, quando vi capiterà di voler sgridare i vostri figli perché dedicano troppo tempo allo svago e poco allo studio, pensateci su due volte: forse state tarpando le ali a dei potenziali geni.
Un saluto dalla plancia,
CARLO DELASSO

05/11/2014