Le stagioni della vita Società
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PRIMAVERA
Per un ragazzino che comincia ad uscire da casa inizia la scoperta di tante distrazioni di un mondo a lui sconosciuto. Gli oggetti e le cose che non erano in casa attirano tutte la sua attenzione. Successivamente, nel cortile di casa prima e poi nella strada, prende contatto con gli altri bambini e tutti insieme mettono in atto ogni forma di divertimento collettivo; la stanchezza non lo assale mai; l’unico momento di abbandono della strada è dovuto alla richiesta da parte dello stomaco vuoto. Il complesso mondo che lo circonda lo prende totalmente; la strada, la compagnia, la sfida, la gara, la lotta, i pericoli,lo affascinano. La strada è l’ideale habitat di sua vita. Ben presto però al periodo gioioso si sostituisce quello dei primi doveri, parola a lui sconosciuta. Abbandonare la strada rappresenta un grosso sacrificio, ma a tanto vi è costretto.
ESTATE
Con il passare degli anni, i suoi doveri di studio prima e di lavoro dopo diradano sempre di più il tempo della spensieratezza; i giuochi con gli amici diventano sempre più limitati e il tempo da trascorrere in strada diventa man mano sempre più breve e fugace. Nella sua mente prendono posto i suoi doveri di uomo prima e di lavoro dopo, doveri che sfociano in interessi più concreti e sempre più pressanti, così come le esigenze proprie e del proprio nucleo familiare che intanto si è costituito. Sorgono spontanee personali presunzioni, per affezione, per incontenibili aspirazioni di predominio o anche per irrefrenabile desiderio di emergere. Non gli è più consentito trascorre in strada ore di ozio. La forza fisica lo sorregge e l’impegno lo appaga; il vigore degli anni non gli fanno avvertire stanchezza; il desiderio di fare sempre più e meglio lo gratificano; il cimentarsi con i problemi quotidiani costituisce l’essenza della sua vita. Gli amici di una volta costituiscono vaghi e fuggevoli ricordi; non manca il rammarico per qualche desiderio non appagato. Il mondo è nelle sue mani..
AUTUNNO
Con il passare del tempo sminuisce il vigore degli anni di una volta ed aumenta ogni forma di ostacolo di vita. Il tempo inesorabilmente passa e si trascina il logorio fisico che si fa sempre più evidente: Alle esigenze di ricerca di mezzi sempre più appaganti, si contrappone un affievolimento di desideri accompagnato da frequenti rinunzie. Al rallentamento della frenetica corsa all’incremento dei mezzi di vita contribuisce l’indebolimento della forza muscolare. Ai desideri si rinunzia con raziocinio imposto e non più per istinto. Il tempo passa e con esso (per fortuna) anche il declino intellettuale e la voglia di fare. Le ore del giorno rallentano la loro corsa, così come si riduce la lunghezza del passo e della sua velocità. Il ritorno a casa diventa un’esigenza sempre più marcata ed impellente.
INVERNO
La stagione più fredda dell’anno, lo è anche per gli Esseri umani. Il cielo è scarsamente sereno e il suo grigiore sottrae sempre più luce alla strada; la notte insegue velocemente il giorno e ne divora le ore. E’ diventata sempre più lunga, la notte. I ricordi delle stagioni trascorse si affievoliscono fino a scomparire; il buio diventa sempre più fitto, la strada non è più visibile; lo spazio disponibile per la sua esistenza è infinitamente limitato. La nuova residenza che lo attende non ha appartamenti o dimore nobiliari, ma un semplice e comune ambiente per tutti i nuovi arrivati. La casa comune. La Livella di Totò docet.
GIUSEPPE PANELLA

28/03/2013