Mai sprecare il tempo Società
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Due persone s’incontrano per strada.
A - “Che bello averti incontrato! Vienimi a trovare!”.
B - “Lo farò con piacere. Devo solo trovare il tempo. Sono sempre indaffarato. Non ne ho mai…”.
Ed ecco che immagino B, affannato, sudato e scarmigliato, che cerca nella sua camera il tempo e butta tutto all’aria: cassetti, armadio, sotto il letto, tra le lenzuola, perfino sul lampadario. Niente. Non l’ha trovato.
Scherzavo.
Ma torniamo a fare le persone serie. Il tempo siamo noi. E’ la nostra vita.
Luis Borges scrive: “Il tempo è il fiume che mi porta, ma io sono il fiume”.
Spesso, però, ce ne dimentichiamo. Lo sprechiamo senza rendercene conto. Forse per pigrizia. O per noia.
Alla stazione di Zima, in una canzone del mio amico Roberto Vecchioni: “Il più delle volte non c’è ad aspettarti nessuno perché è sempre troppo presto o troppo tardi”.
Mi capita di rimandare qualcosa o una telefonata o una commissione perché, nella mia testa, è troppo presto. Poi, succede che il tempo passa, “ruit”, senza che me ne accorga, e perciò è troppo tardi. E così non va proprio bene.
Romano Battaglia dice che “il tempo è come un fiocco di neve, scompare mentre cerchiamo di decidere cosa farne”.
Poiché qualcuno potrebbe obiettare che sono una “sputasentenze”, giuro che questa è l’ultima ma è d’obbligo: “Chè perder tempo a chi più sa più spiace”.
Virgilio nel canto III ricorda ad un altro mio amico, Dante, che non bisogna mai sprecare il tempo.
E con l’avanzare degli anni, mentre i capelli incanutiscono e si diventa più maturi, si acquisiscono saggezza e consapevolezza. Ed è allora che si vorrebbe andare “alla ricerca del tempo perduto”.
Nel baccarat, quando il croupier o il banco dice: “Non c’è tempo”, significa che è terminato il tempo per piazzare le puntate su quella mano.
Più si è saggi e più ci si rende conto che non c’è tempo. O, nel migliore dei casi, ce n’è poco. E dunque, come nel baccarat, affrettiamoci a fare le nostre migliori puntate. Su, diamoci da fare! Tutti.
ELISA FIENGO

08/11/2026