Marchio IGP per il Torrone del Sannio Società

Il primo passo per l’attivazione della procedura di riconoscimento dell’indicazione geografica protetta IGP del Torrone di Benevento e del Torroncino croccantino di San Marco dei Cavoti è stato fatto. Lo hanno annunciato, con orgoglio, presso la sede della Confindustria, Giuseppe Serio del comitato di San Marco dei Cavoti, Giuseppe Davino, amministratore dello ”Strega Alberti” e promotore del comitato di Benevento, Italo Santangelo, responsabile dell’assessorato all’Agricoltura e alle Attività Produttive. La denominazione IGP è un marchio comunitario che viene attribuito a prodotti originari di uno specifico ambito territoriale. Un riconoscimento davvero importante per due degli “emblemi” della produzione beneventana “Strega”, il cui pregio, in passato, come ricordato dall’Assessore alle attività produttive del Comune di Benevento, Gianfranco Ucci, era già stato “esaltato”da due prestigiose feste del torrone, organizzate dal Comune di S. Marco e dal Comune di Benevento. “Ma disporre di un’opportunità, non vuol dire, automaticamente, utilizzarla”, è questo il monito dell’On. Roberto Costanzo, che ha ricordato l’infausto destino del vino di produzione locale: soltanto il 10% delle uve di Benevento, infatti, è classificato “D.O.C”. Dunque un monito ai produttori, quello dell’On. Costanzo, affinché questa opportunità venga sfruttata al meglio, per valorizzare il nostro inestimabile patrimonio agro-alimentare anche e soprattutto “per mantenere gli standards qualitativi che rendono i nostri prodotti unici e per tutelare il consumatore”, come sottolineato da Italo Santangelo. Si tratta, comunque, di un processo lungo e complesso ma il passo più importante è stato fatto: è stato stilato un progetto unico, con cui sono stati fissati i parametri qualitativi dei prodotti, risultato importante che ha visto la partecipazione unanime delle aziende, sono stati creati i comitati promotori che hanno presentato l’istanza IGP alla Commissione Europea. “Ora si attende la risposta di Bruxelles ma, nel frattempo la Regione, offre ai produttori, una tutela provvisoria, attraverso aiuti volti ad incentivare la partecipazione delle imprese al programma, supportando le aziende nelle prime spese”, come precisato da Giuseppe Davino, “perché l’impegno è sostenere i proponenti in tutte le fasi del complesso iter istruttorio di riconoscimento del marchio e tutelarli anche nelle fasi successive”. Perché è essenziale il riconoscimento dei nostri sapori, delle tradizioni, per abbattere gli effetti negativi della globalizzazione, per neutralizzare l’omologazione. Risultati che potranno essere raggiunti solo con la consapevolezza che sterile è inseguire esclusivamente la tipicità di un prodotto, dimenticando che è il binomio “tipicità-qualità” a doveressere perseguito. L’augurio è che il marchio IGP sia riconosciuto dalla Commissione Europea nel 2007.
ENRICA DE TATA