Riflessioni umane Società

Non sono ancora sicura di cosa scrivere. Tanti temi mi frullano in testa. Mi ha incuriosita la vicenda dei bambini allontanati dai genitori, due professionisti che parlano diverse lingue, lavorano in smart working, che stanno bene economicamente, perché vivevano in un bosco, in armonia con la natura. Niente cellulari, tv. Niente scuola. I loro insegnanti erano gli stessi genitori. Ma il giudice del Tribunale per i minori ha sospeso la potestà genitoriale.

Una decisione “pesante”. Per i bambini, che fino a quel momento erano felici. Per i genitori, che si sono visti privati dei loro figli da un momento all’altro. Per la società, visto che si è scatenato un putiferio di opinioni. E’ stata un’azione giusta o no? E come andrà a finire? Chissà. 

Un altro fatto che mi ha turbato molto è stata la scomparsa delle gemelle Kessler, “e il modo ancor m’offende”. Si sono tolte la vita consapevolmente. Non mi sogno nemmeno di esprimere un giudizio sulla loro decisione. Un tema molto più grande di me e di tutti noi. Ma alla base del loro gesto c’è una profonda tristezza. Una vita trascorsa tra bellezza disarmante, fama, lustrini. Ma tanta solitudine. Il vecchio pianta l’olivo con la speranza di vederlo fiorire.

Ho sentito alla tv, qualche giorno fa, Giovanni Allevi che, nonostante le enormi sofferenze causate dalla malattia, emanava gioia e voglia di vivere e di elargire felicità con la sua musica. Un guerriero. Ha definito la sua vita “un presente allargato”, senza alcuna garanzia per il futuro. 

Forse ad Alice ed Ellen è mancata una famiglia. Sempre e solo loro due. Sole. E qui il cerchio si chiude. Questi bambini che vivevano nel bosco erano parte integrante di una famiglia che assicurava loro la felicità.

E oggi essere felici è un lusso che pochi si possono permettere. Anche senza cellulare o tv. Anche senza la scuola dell’obbligo. Il papà e la mamma, per scelta, si prendevano cura di loro. Un dono immenso.

ELISA FIENGO