'Sto facendo il bagno al cane... ' anche questo c'è su facebook. Ma non è troppo? Società
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Chi siamo? Dove andiamo? Da dove veniamo? Sono domande esistenziali che affliggono la mente umana sin dagli albori della civiltà ed alle quali i più abili filosofi e maestri del pensiero hanno tentato di dare una risposta. Non pretendo certo di seguire il loro esempio, ma posso darvi un suggerimento: provate a cercare su Facebook. Forse non vi dirà chi siamo, ma senza dubbio molti utenti vi diranno, anche più volte al giorno, dove si trovano e dove vanno.
Nel 1998 il film Nemico pubblico stupì il mondo con l’idea dei satelliti in orbita intorno alla Terra utilizzati come occhio elettronico del grande fratello, in grado di svelare in qualsiasi momento dove ogni singolo cittadino si trovava e cosa stava facendo. Non so se siamo già arrivati a questo, ma probabilmente non ce n’è bisogno, poiché grazie ai social network oggi ognuno provvede da solo ad informare il mondo su dove si trova e cosa sta facendo.
Provate a riflettere: ogni giorno, scorrendo una schermata su Facebook, quanti dei vostri contatti si premurano d’informare che si trovano in un determinato posto, che sia una località di vacanza o semplicemente una fermata d’autobus? E quante volte siamo colti dalla tentazione irresistibile di divulgare le nostre attività? C’è chi pubblica le proprie foto scattate davanti a monumenti, in spiaggia, ma anche chi fotografa un gelato preso al bar o la propria cena a casa e pare non poter fare a meno d’informare il mondo intero (o almeno i propri amici e follower) su ciò che sta facendo o si appresta a fare.
Spesso sentiamo il bisogno irrefrenabile di commentare pubblicamente: magari un commento stizzito durante una partita di calcio che seguiamo in tv, oppure abbiamo appena avuto a che fare con un cliente difficile sul lavoro e non possiamo fare a meno di lamentarcene con gli amici. La possibilità d’usare i social network non solo con il pc, ma anche con tablet e smartphone rende possibile l’essere connessi 24 ore su 24 (anche se, fortunatamente, ancora non ha preso piede l’idea delle webcam che mostrano le persone intente a dormire; ma credo che presto o tardi ci arriveremo).
La domanda che mi pongo dinanzi a questo scenario allora è: che senso ha tutto ciò? Non riusciamo a goderci i più comuni momenti della nostra vita in solitudine? Non riusciamo a fare a meno di condividere tutto, anche le cose più banali che capitano nel corso di una giornata? O forse è valido l’adagio secondo cui se un albero cade in una foresta e nessuno lo può sentire, esso non ha fatto rumore? In parole povere, un fatto non è realmente accaduto se non lo rendiamo noto. Capisco il piacere di condividere eventi buffi, insoliti, magari raccontare a fine giornata qualcosa di strano che ci è capitato, oppure svegliarsi al mattino e descrivere un sogno bizzarro prima che ne svanisca il ricordo, ma rimango sbigottito quando degli amici m’informano in tempo reale che dalle loro parti è in corso una scossa di terremoto: la terra trema tutto intorno ed il tuo primo pensiero, invece di metterti al sicuro, è farlo sapere a tutti su Facebook? C’è qualcosa che non va in tutto ciò.
Portando all’eccesso questi comportamenti, devo aspettarmi prima o poi che qualcuno diffonda il filmato in diretta della propria casa che brucia, considerando più importante il farlo sapere al mondo anziché tentare di spegnere l’incendio o fuggire dalle fiamme. In fin dei conti, credo che possiamo goderci la vita anche senza rendere ogni nostro istante un evento mediatico: se sono in fila all’ufficio postale o sto facendo il bagno al cane non è indispensabile lasciarne un ricordo ai posteri come se si trattasse dello sbarco sulla Luna. La vita è bella e resta tale anche se non la condividiamo minuto per minuto.
Saluti dalla plancia,
CARLO DELASSO

04/07/2013