Ora occorre una forte scossa Sport

Per i tifosi giallorossi, per l’appassionata “Curva Sud”, e forse anche per l’intera città, il derby contro i “cugini” di Avellino, che mancava da parecchi anni, era un po’ visto come la gara dell’anno, da vincere a tutti i costi. Proprio per questo alla vigilia erano scomparse tutte le contestazioni, anche abbastanza giuste, era stato cancellato il “silenzio” della gara contro il Taranto, gli inviti ad accorrere al “Ciro Vigorito” per sostenere gli uomini di Simonelli si erano sprecati.

Alla fine, però, anche questa volta, soltanto i tifosi sono da applaudire per aver sostenuto fino al termine La Camera e compagni, sperando in quel “miracolo” che ancora una volta è stato rimandato. Anche per questo la contestazione, questa volta più forte del solito, che c’è stata al termine della gara nei confronti della squadra e dell’allenatore deve essere capita, perché ad una vittoria contro i verdi irpini di Bucaro i tifosi, soprattutto quelli della Sud che tanti sacrifici continuano a fare per seguire la squadra anche in trasferta, ci tenevano tantissimo e sono rimasti delusi soprattutto dopo un primo tempo, terminato con i giallorossi in vantaggio per 2-0, che aveva illuso tutti, e nessuno si attendeva la metamorfosi in negativo che invece ha caratterizzato la squadra di Simonelli, come purtroppo si verifica da troppo tempo, forse già dall’inizio di questo tormentato torneo.

A ciò dobbiamo aggiungere che i tifosi hanno dovuto a malincuore sopportare la gioia, ma anche i soliti sfottò, di quel centinaio di tifosi irpini presenti sugli spalti, che, forse, al termine dei primi 45’ non pensavano nella svolta andata in onda nella ripresa, ed erano più felici che mai quando, al termine della gara, gli undici di Bucaro sono andati a festeggiare sotto la curva per lo scampato pericolo, per la indubbia bella gara disputata, per non aver rubato proprio nulla, per una posizione di classifica invidiabile, tanto diversa, in questo momento, da quella, attuale, tanto deficitaria e pericolosa, del Benevento.

Per i giallorossi, invece, ancora una volta, una gara tutta da dimenticare, in cui neanche il sentitissimo derby è servito a far ritrovare carica e determinazione per cercare di superare l’attuale periodo negativo e denso di preoccupazioni, soprattutto per quanto riguarda la posizione di classifica, che, dopo il mezzo passo falso contro l’Avellino, si è fatta ancora più difficile. A quota 10, dopo dodici gara di campionato ( anche se bisogna considerare i sei punti di penalizzazione), il Benevento è relegato al quart’ultimo posto, insieme alla Spal, e peggio dei giallorossi attualmente si trovano soltanto Pavia, Viareggio e Foligno. Insomma, La Camera e compagni sono in piena zona play out, e proprio per questo diciamo che la situazione e quanto mai pericolosa. E non è che l’attuale stato sia dovuto alla sfortuna, ad errori arbitrali, o altre situazioni contingenti, perché la conferma di alti e bassi fa capire in modo chiaro e lampante che ci troviamo innanzi ad una vera e propria stagione di passione, che obiettivamente nessuno aveva all’inizio previsto.

Ed allora, prima che sia troppo tardi, occorre assolutamente, ed anche urgentemente una scossa, soprattutto per smuovere un ambiente più che mai pericolosamente sfiduciato ed anche pauroso. Nel secondo tempo della gara contro l’Avellino si è avuta la conferma: i giallorossi, pur in vantaggio per 2-0 (anche se in seguito ad azioni particolari) sono caduti nel panico, hanno subito gli ospiti, insomma non hanno capito quasi più nulla. Poi, i soliti errori difensivi ed anche quelli degli attaccanti che qualche occasione per mettere a segno la terza rete l’hanno pur avuta. Quali le cause di questa situazione? Nessuno le riesce a capire, e neanche un uomo esperto e navigato come Simonelli riesce a risolvere i problemi. Il tecnico in discussione? Assolutamente no ha tenuto a ribadire Vigorito al termine della gara contro l’Avellino, ma intanto qualcosa bisogna pur fare per uscire fuori dall’attuale critica situazione.

Si ha voglia di dire che si tratta di una squadra giovane che deve superare un momento tutto particolare e che si tratta di un anno di transizione, perché non vorremmo che alla fine del torneo ci si troverà impegolati nella lotta per non retrocedere. Ed allora, è bene che si faccia il possibile per cercare di capire che cosa non va. Se dipende (come tanti pensano) dalla “rosa” a disposizione del tecnico, che assolutamente non da garanzie, allora fin da questo momento ci si deve mettere al lavoro per predisporre quei cambiamento necessari perché il mercato di riparazione di gennaio è oramai dietro la porta e deve essere sfruttato al meglio. Insomma, da questo momento tutti devono essere sotto osservazione: staff tecnico, giocatori, soprattutto Bifulco e Mariotto coloro che questa squadra hanno costruito. Domenica, intanto, si va a Pavia per affrontare una squadra che lotta con il Benevento per cercare la risalita. Sarà una nuova trasferta davvero difficile.

GINO PESCITELLI