Sannio Acque e le lacrime di coccodrillo dei sindaci: quando l'isolamento è una scelta autonoma Ambiente

Il comitato Sanità acqua bene comune interviene nel dibattito sulla gestione idrica nel Sannio. Le recenti lamentele dei sindaci di Reino, San Marco dei Cavoti e Apice evidenziano una palese contraddizione. I primi cittadini contestano oggi le decisioni calate dall'alto. Denunciano la perdita di potere decisionale dei piccoli comuni a favore di un modello burocratico e centralizzato.

Questo allarme arriva però fuori tempo massimo. Il comitato ricorda un fatto preciso. Durante le ultime scadenze elettorali per l'Ente Idrico Campano a settembre 2022, il comitato Abc promosse una lista per l’acqua pubblica con l'obiettivo di garantire rappresentanza e voce proprio ai piccoli centri del territorio. Quella proposta intendeva evitare l'isolamento dei comuni minori rispetto al capoluogo, ma soprattutto voleva dare voce all’interno dell’Ente idrico campano a chi voleva difendere l’acqua dagli assalti delle multinazionali. L’ente idrico campano, infatti, così come voluto dalla legge regionale 15/2015, sottrae ai piccoli enti locali ogni scelta decisionale, con una rappresentanza frammentata, non in grado di contrastare le scelte che favoriscono la privatizzazione.

Proprio i sindaci che oggi protestano decisero di non aderire a quel progetto di coordinamento, che intendeva creare la lista per l’acqua pubblica, sfilandosi all’ultimo momento per aderire alla lista unica. Questa frammentazione ha lasciato campo libero al Comune di Benevento e al sindaco Clemente Mastella, con il risultato finale che ha generato l'attuale assetto di Sannio Acque S.r.l., che avvia di fatto la privatizzazione della risorsa idrica nel Sannio, con una società mista controllata da Acea spa.

La mancanza di peso decisionale lamentata dai territori non è un destino inevitabile. Il primo passo che la Regione Campania ed il presidente Fico devono compiere è la modifica della legge 15/2015 che ha sottratto ogni scelta ai rappresentanti dei cittadini. Il comitato Sannita continua a vigilare per la tutela dell'acqua pubblica e contro la mercificazione del servizio idrico. I cambiamenti climatici in atto si ripercuotono in maniera sempre più drammatica sulla disponibilità della risorsa e dimostrano ancora una volta che la privatizzazione dell’acqua è inaccettabile.