Nostalgia di un Beneventano a Genova... Ricordi in Villa Comunale Ambiente
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Per chi non è genovese, occorre forse una piccola spiegazione. Nervi oggi è un quartiere di Genova, ma non è sempre stato così. Fino al 1926 era un comune autonomo, con una propria storia e una propria identità.
Nel 1926, con la creazione della cosiddetta Grande Genova, il comune di Nervi venne soppresso e aggregato a Genova insieme ad altri diciotto comuni limitrofi. Il 14 gennaio di quell’anno un decreto regio sancì l’unificazione amministrativa: Genova si allargava enormemente, incorporando località che fino ad allora erano comuni distinti. È così che Nervi, con i suoi parchi, è diventata parte della grande città. Non un unico giardino, ma un grande complesso formato dai parchi di tre ville storiche.
Una mattina di settembre, entro per una passeggiata in questo grande spazio verde. E che verde!
Palme, pini marittimi, cedri, araucarie, ulivi, oleandri, agavi, camelie e molte altre essenze. Il verde mediterraneo convive con piante esotiche che ricordano il gusto dell’Ottocento per le specie rare e provenienti da paesi lontani.
Passeggio tra i viali, senza fretta, tra prati e grandi alberi, mentre in lontananza compare il mare.
Ed è proprio durante questa passeggiata che mi viene in mente Benevento con la sua Villa Comunale. E realizzo un confronto che riguarda la storia dei Parchi e la “Villa”, tra virgolette perché così è conosciuta.
I Parchi di Nervi erano grandi giardini privati, appartenenti alle ville di famiglie aristocratiche e dell’alta borghesia. Poi, nel 1927, il Comune di Genova, dopo l’unificazione, acquistò Villa Gropallo e Villa Serra per complessive 6.200.000 lire e i parchi vennero aperti al pubblico.
Villa Grimaldi e il suo parco, appartenuti agli armatori Fassio Lomellini, furono acquistati dal Comune di Genova solo nel 1979. Così, in tempi diversi, tre grandi proprietà private divennero patrimonio della collettività. È una storia molto interessante perché, in qualche modo, è l’opposto di quella della Villa Comunale di Benevento.
La storia della Villa Comunale di Benevento comincia nella seconda metà dell’Ottocento, in una città che sta cambiando profondamente il proprio aspetto. È il periodo successivo all’Unità d'Italia. Benevento, entrata nel nuovo Stato italiano, cerca anche attraverso le opere pubbliche di assumere il volto di una città moderna. Si aprono nuove strade, si interviene sulle infrastrutture e si modifica il vecchio tessuto urbano. È in questo clima che nasce la Villa Comunale.
La sua realizzazione si colloca negli anni Settanta dell’Ottocento e l’inaugurazione avviene nel 1879, sotto il sindaco Giuseppe Manciotti. Il progetto viene affidato ad Alfredo Dehnardt, direttore dell’Orto Botanico di Napoli.
Da sottolineare è la destinazione dell’opera. Non è il giardino di una famiglia privata destinato, qualche decennio più tardi, a diventare pubblico, ma è un luogo che nasce già per la città, dove i cittadini possono passeggiare, incontrarsi, stare all’aperto.
Questa è la grande differenza:
a Nervi: privato → acquisto del Comune → pubblico.
a Benevento: progetto della città → realizzazione → spazio pubblico.
Sono due storie diverse, ma entrambe raccontano una cosa importante: a un certo punto una città sente che il verde non è soltanto un ornamento, ma può diventare un luogo della vita collettiva. Quella vita che ho vissuto da ragazzo e che oggi, al ricordo, mi riempie di malinconia.
Ogni mese dell’anno è pieno di ricordi, ma oggi, una mattina di settembre, il mio pensiero va alle serate passate lì, in Villa, con gli amici, dopo aver messo in cartella i compiti per il giorno dopo o, qualche anno più tardi, dopo aver chiuso il libro dell’esame che stavo preparando.
L’estate era finita ufficialmente, ma le giornate erano ancora calde e le sere piacevoli. E allora si usciva. Si andava alla Villa. Non c’era bisogno di un programma. Si passeggiava, ci si incontrava, si parlava. E forse proprio per questo è rimasta nella memoria. Non per qualche avvenimento straordinario. Per la normalità.
E basta una mattina di settembre, durante una passeggiata nei Parchi di Nervi, per ritrovarmi quasi senza accorgermene a Benevento. Alla Villa. A quando la scuola era appena ricominciata, o l’esame era tra qualche giorno, e il futuro sembrava ancora tutto da vivere.
GIUSEPPE REALE

27/09/2026