L'acquedotto Carolino e le sorgenti ''del Fizzo'' Ambiente
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L’acquedotto Carolino e le sue sorgenti dette ‘del Fizzo’ (che sta per Sant’Uffizio, essendo proprietà della Chiesa nel XVI secolo), ricadono oggi nel territorio di Airola. Realizzato a partire dal 1754, oggi sito UNESCO, è al centro di un progetto di valorizzazione importante: con Decreto n. 505 del 21 giugno 2022 il Ministero della Cultura destinando alla Reggia di Caserta venticinque milioni di euro per il progetto “Interventi di restauro e valorizzazione del complesso del Parco della Reggia di Caserta” ha inserito anche il recupero e valorizzazione delle Sorgenti del Fizzo e dell’Acquedotto Carolino (Componente 1); la procedura di Gara d’Appalto è stata indetta da Invitalia SPA per conto della Reggia di Caserta, collocandosi all’interno dell’investimento M1C3|2.3 “Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici”, finanziato dall’Unione europea, NextGenerationEU.
Il 12 marzo 2024 si era tenuto il tavolo di concertazione istituzionale tra il Museo della Reggia di Caserta e i comuni ricadenti nell’ambito dell’Acquedotto Carolino. La Direzione della Reggia, soggetto gestore dell’opera ingegneristica vanvitelliana, intendeva così creare una rete interistituzionale per lavorare insieme, in un’ottica di programmazione a medio e lungo termine per attività condivise e coordinate.
Al tavolo di concertazione erano presenti quel giorno il direttore Tiziana Maffei, il responsabile del Servizio Tutela e Valorizzazione del Bosco di San Silvestro e dell’Acquedotto Carolino, Leonardo Ancona, il referente UNESCO per la Reggia di Caserta Florinda Lella, il responsabile unico del procedimento per il Progetto PNRR M1C3-2.3 Martina Murzi, e il consulente per la comunicazione del Piano di gestione UNESCO, Sarah Dominique Orlandi; per i territori ricadenti nell’ambito dell’Acquedotto Carolino tra gli atri: il sindaco di Airola Vincenzo Falzarano, il consigliere comunale di Airola Ornella De Sisto; il sindaco del Comune di Bucciano, Pasquale Matera; il consigliere comunale di Durazzano Gino Vigliotti il sindaco di Valle di Maddaloni Francesco Buzzo e il sindaco di Sant’Agata de’ Goti, Salvatore Riccio.
In questo importante incontro la Reggia di Caserta evidenziò potenzialità e criticità relative alla gestione dell’Acquedotto Carolino, anche in considerazione dell’intervento sulle sorgenti, sul condotto e sugli impianti. Ciascun partecipante ha avuto l’opportunità di avanzare proprie riflessioni e proposte ‘che saranno oggetto di discussione anche nei successivi incontri’.
Immaginiamo che in quel contesto qualcuno ricordasse che nel XIX secolo Sant’Agata de Goti ebbe in dotazione una parte delle acque portate dall’acquedotto Carolino, come scrive Michele Melenzio: Il 15 ottobre del 1899 con solenne patriottica festa viene inaugurata nell’allora Piazza del Popolo la conduttura dell’acqua potabile alimentata dall’acquedotto Carolino…il discorso inaugurale per la nuova fornitura d’acqua alla città è tenuto dal Cavalier Ufficiale Pietro Rainone, decano del Consiglio Provinciale di Benevento…alla presenza del Vescovo Ferdinando Maria Cieri e del sindaco Alfredo Tidei…I lavori all’acquedotto, ivi compresi quelli del serbatoio vengono magistralmente condotti a termine dalla ditta De Masi nella persona di Domenico, (avo del più famoso sociologo Domenico de Masi).
Il 30 gennaio 2026 sono iniziati i lavoridi restauro all’Acquedotto Carolino e alle Sorgenti del Fizzo. Madal 2024 al 2026 molta acqua è passata sotto ai ponti! Al luglio di quest’anno, infatti, alcuni tra i protagonisti del tavolo di concertazione non sono più gli stessi: l’Amministrazione Comunale di Sant’Agata de Goti è guidata dalla sindaca Giovannina Piccoli; l’Acquedotto Carolino e le sue pertinenze (incluse le Sorgenti del Fizzo) sono ancora gestiti e tutelati direttamente dal Museo Autonomo Reggia di Caserta, diretto però da Antonio Tarasco (subentrato a luglio 2026 alla precedente direttrice).
Per l’Area Funzionale “Strutture, Allestimenti e Sicurezza”, servizio di salvaguardia e valorizzazione del complesso vanvitelliano che comprende l’Acquedotto Carolino, il funzionario e responsabile del Servizio è Barbara Del Prete. Per la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggiole attività congiunte sul territorio legate alla tutela e alle verifiche di interesse archeologico sulle aree attraversate dal condotto il responsabile è il Soprintendente Mariano Nuzzo, coadiuvato da vari funzionari archeologi e architetti di zona; il funzionario direttamente incaricato della gestione, tutela e valorizzazione dell’Acquedotto Carolino è ancora Leonardo Ancona.
Inoltre, le attività comprendono figure come il responsabile unico del procedimento per gli interventi specifici del PNRR legati alle componenti del Parco e dell’Acquedotto e la Direzione Generale del Museo, che coordina l’intera pianificazione strategica degli interventi straordinari di restauro e adeguamento funzionale del condotto idrico e delle Sorgenti del Fizzo. Eppure, nonostante la dovizia di esperti e di figure istituzionali non c’è più ‘concertazione’: il 30 luglio 2026 il gestore idrico GESESA ed il Comune di S. Agata de’ Goti notificano ai santagatesi un’ordinanza di non potabilità dell’acqua a tutela della salute pubblica, a causa di un persistente intorbidimento della risorsa idrica che risulta essere stato provocato da lavori di ristrutturazione dell’Acquedotto Carolino, non preventivamente comunicati né a GESESA né all’Amministrazione Comunale, con conseguente alterazione delle caratteristiche organolettiche dell’acqua distribuita.
Restano dunque senza acqua potabile per una settimana tutto il Centro Storico, gran parte della città moderna e 9 tra contrade e frazioni. Oltre a centinaia di visitatori arrivati per la festa di Sant’Alfonso. Abbiamo chiesto all’ingegnere Salvatore Rubbo come si è accorto il gestore GESESA della torbidità dell’acqua e quali sono state le procedure messe in atto. A seguito di segnalazioni GESESA è intervenuta rapidamente per verificare se si trattasse di un problema diffuso oppure limitato a specifici utenti, spiega Rubbo, Verificato che si trattava di una anomalia generalizzata ed individuata immediatamente la causa abbiamo rappresentato al Comune la necessità di emanare una ordinanza di non potabilità.
Ma quali soluzioni ha concordato GESESA col Comune?
Trattandosi di un fenomeno la cui causa risiedeva nei lavori in corso alla sorgente dell’Acquedotto Carolino, non vi erano soluzioni attuabili da GESESA se non quelle relative alla informazione ed alla mitigazione del disagio all’utenza, spiega Rubbo, e quindi, oltre una costante campagna di comunicazione, si sono predisposti diversi presidi fissi con autobotte per la fornitura di acqua potabile. Inoltre, GESESA si è preoccupata di richiedere formalmente notizie in merito alla tipologia di attività ed alle relative tempistiche alla stazione appaltante.
Stupisce come si sia passati dal rapporto comunicativo e aperto del 2024 alla totale chiusura del 2026 da parte dell’Ente Reggia di Caserta. Tant’è che, agli inizi di agosto, si è costretti a parlarne, in un clima molto meno sereno, in Prefettura. Su richiesta della sindaca viene convocato un tavolo tecnico interistituzionale al quale partecipa il gestore idrico GESESA, l’Ente Idrico Campano e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Caserta e Benevento. Obiettivo dell'incontro è analizzare le cause del persistente intorbidimento dell’acqua, verificare le responsabilità e coordinare gli interventi necessari per superare definitivamente la criticità.
Intanto GESESA intraprende un costante monitoraggio che consiste sia in campionamenti interni per la verifica della torbidità e per la misura del cloro residuo, sia in campionamenti analitici con laboratori certificati per la verifica della torbidità oltre che per verificare la presenza di sostanze microbiologiche.
Aggiunge Rubbo: Dall’incontro presieduto da S.E. il Prefetto è emerso, da quanto riferito dalla Stazione Appaltante, che i lavori sono continuati previa adozione di specifiche misure di contenimento del materiale terroso movimentato che, allo stato attuale, stanno mostrando la loro efficacia e che dovranno essere mantenute fino al termine dei lavori.
L’acquedotto Carolino, nato come importante infrastruttura di approvvigionamento idrico, è oggi anche una testimonianza di architettura industriale tutelata dall’UNESCO.
Giusto chiedersi se le due ‘anime’ di questo oggetto, rivelatesi nello spazio di 3 secoli, possano coesistere all’interno del territorio.
Rubbo non ha dubbi: La soluzione che GESESA sta perorando da tempo, e su cui vi è la condivisione oltre che del Comune anche dell’Ente idrico Campano è l’eliminazione di tale interazione. Già lo scorso anno GESESA ha presentato un progetto per una richiesta di finanziamento che avrebbe risolto il problema del centro abitato. Attualmente siamo impegnati ad integrare tale progetto, che sarà consegnato a breve, affinché non vi sia più alcuna interazione, sia per il centro che per le frazioni, in merito alla distribuzione idrica di Sant’Agata con l’Acquedotto Carolino.
ROSANNA BISCARDI

12/09/2026