Benevento e i monumenti perduti Cultura

Benevento è ricca di monumenti, rappresentati da statue, lapidi, edifici. Durante una passeggiata, l’osservatore attento può cogliere numerosi elementi antichi incassati nelle architetture moderne, sedimentazione della storia edei suoi molti livelli. Ci sono edifici antichissimi, come Santa Sofia, o più recenti, come il Liceo Classico.

Tuttavia, un incalcolabile patrimonio non esiste più, a causa del tempo, dei cataclismi e degli eventi bellici, cause a cui non si può opporre resistenza. Poi, però, ci sono le distruzioni deliberatamente causate dalla mano dell’uomo, per ignoranza o improvvida valutazione del momento.

A Benevento è accaduto spesso in passato che un sindaco, o come si diceva, un podestà prendesse la decisione di abbattere un monumento, a volte per motivi ideologici: ad esempio Porta Somma, situata accanto alla Rocca dei Rettori che fu fino al 1860 carcere pontificio, fu abbattuta a significare la fine del potere della Chiesa su Benevento; a volte per motivi assai più banali: ad esempio, i camion non potevano passare attraverso le antiche porte della città, troppo strette per i veicoli moderni.

Ecco quindi fatte saltare in aria: Porta Rufina, Porta Pia, Porta san Lorenzo, Porta Rettore, la Portella dell’Annunziata, il collegamento tra la Torre della Catena e le mura longobarde. Viva il nuovo che avanza! Il male, come diceva Hannah Arendt, non è grandioso, ha radici ridicole, ma gli effetti possono essere eclatanti.

Furono abbattute anche chiese: quella del Gesù per fare posto a piazza Roma; quella di sant’Onofrio sul ponte Calore; quella di Santa Maria della Libera sul ponte di Santa Maria degli Angeli, oggi sostituita da un brutto androne di un palazzo con portone di alluminio anodizzato.

Quante iscrizioni di età romana sono andate perdute? Numerosissime, se si pensa che a Benevento quelle in marmo erano bruciate nelle calcare per ottenere la calce.

Certo sarebbe stato bello avere la cinta muraria con tutte le otto porte intorno a Benevento!Pensate che i turisti vanno apposta a vedere città che conservano le mura come Lucca e Monteriggioni, ma già! In Toscana. Certo, una chiesetta di origini longobarde, come Santa Maria della Libera, era graziosa sul Ponte di Sabato, ma restringeva la carreggiata. E allora spianiamola! Tanto …! Una volta un sindaco di Benevento ebbe a dire che non avrebbe fermato i lavori stradali della circumvallazione a ovest della città per quattro pietre e uno spuntone di muro. Si riferiva ai ritrovamenti archeologici di contrada Cellarulo, che testimoniavano il primo insediamento sannitico della città risalente al IV sec. a. C. Poi dovette spostare la strada, anche se oggi l’oblio è sceso su contrada Cellarulo e i suoi reperti. Roba vecchia! A chi interessa?

Oggi stiamo per assistere all’ennesimo atto distruttivo: l’abbattimento della scuola media “Federico Torre” e della scuola elementare “Nicola Sala”, colpevoli di essere vecchie. Eppure la “Torre” è in una lista del Ministero dei Beni Culturali: Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi, perché è un’opera dell’architetto Vincenzo Miccolupi, attivo tra gli anni ’30 e ’60 del Novecento, autore di numerosi edifici che danno alla città il suo particolare aspetto. Ma siamo sicuri che non ci si debba pentire di averla abbattuta?

PAOLA CARUSO

Foto: antica pianta della cinta muraria di Benevento con le torri e le porte urbiche